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Erich Fromm “L’ARTE DI AMARE ” recensione di Simona De Pace

L’ARTE DI AMARE di Erich Fromm

“Colui che non sa niente, non ama niente. Colui che non fa niente, non capisce niente. Colui che non capisce niente è sgradevole, ma colui che capisce, ama, vede, osserva… La maggior conoscenza è congiunta indissolubilmente all’amore. Chiunque creda che tutti i frutti maturino contemporaneamente come le fragole non sa nulla dell’uva.”  Paracelso.

The Art of Loving, conosciuto come l’Arte di Amare, è l’opera più eloquente scritta dal filosofo tedesco Erich Fromm pubblicata nel 1956. Contribuì ad allargare la dottrina psicanalitica partendo dall’indagine sulla psiche individuale a quella sull’inconscio sociale, criticando fortemente le teorie freudiane riguardanti le pulsioni biologiche come chiave per la comprensione del comportamento umano. Nella sua opera sono frequenti i richiami alla mitologia greca e perfino all’Antico Testamento.

Fromm, attraverso le pagine di questo libro vuole dare una ampia panoramica del concetto di amore, abbastanza complesso e variegato, trattando le differenti tipologie: l’amore per se stessi, l’amore tra i genitori e il bambino, l’amore fraterno, l’amore materno, l’amore erotico, l’amore per Dio.

L’amore genuino è una espressione di produttività ed implica cure, rispetto, responsabilità e comprensione, deve essere alimentato da quello che è l’amore per se stessi, una base solida per amare gli altri.

Fromm, tratta anche il tema della solitudine che spinge alla necessità di unione con l’altro per puro egoismo. La solitudine provoca ansia, come viene messo in evidenza, è l’origine di ogni ansia.

“La gente non pensa che l’amore non conti. Anzi, ne ha bisogno; corre a vedere serie interminabili di film d’amore, felice o infelice, ascolta canzoni d’amore; eppure nessuno crede che ci sia qualcosa da imparare in materia d’amore”.

Ognuno di noi ha bisogno di nutrirsi di amore, ma essa è un’arte, come tale ha bisogno di essere coltivata, richiede le capacità dell’artista e le sue energie per creare e costruire. La teoria dell’amore analizza l’unione simbiotica e il suo modello biologico nel legame tra il feto e la madre, sono due esseri in un unico involucro e vivono in simbiosi. La forma passiva dell’unione simbiotica è quella della sottomissione, clinicamente conosciuto come masochismo; la forma attiva è il sadismo. La differenza è che il masochista è completamente sottomesso all’altro, comandato, offeso e umiliato il sadico domina, intraprende, offende e umilia. In contrasto con l’unione simbiotica, lo psicanalista, mette in risalto l’amore maturo che preserva la propria integrità e la propria individualità.

“L’atto sessuale senza amore non riempie mai il baratro che divide due creature umane, se non in modo assolutamente momentaneo”

Concludo citando una teoria che ben si accorda con le note che Fromm attribuisce al concetto di ‘AMARE’.

Un illustre rabbino racconta dell’incontro di un uomo con un giovane ragazzo; il ragazzo siede su di un tavolo e si gode il suo piatto di pesce, così l’uomo lo osserva e gli chiede: -Perché stai mangiando quel pesce? -Perché amo il pesce.  -Oh, ami il pesce? ed è per questo che lo hai tirato fuori dall’acqua, lo hai ammazzato e lo hai bollito? Non dirmi che ami quel pesce tu ami te stesso. Ma tu non ami il pesce, tu credi di amare quel pesce in realtà tu ami te stesso e soddisfi il tuo bisogno mangiandolo, ma l’amore è ben diverso. Se tu amassi davvero quel pesce non lo mangeresti.

Quindi molto di quello che crediamo amore in realtà è amore per il pesce. Amore dei propri bisogni e non per l’altra persona quindi l’altro diventa uno strumento per la propria personale gratificazione. L’amore non si basa su ciò che sto per ricevere ma su quello che sono in grado di dare. La gente crede che si doni a chi si ama, la vera risposta è che si amano coloro a cui si dona “il punto è se io do qualcosa a te io sto dando me stesso a te, e dato che amare se stessi è un dato di fatto ognuno ama se stesso e ora che quella parte di me fa parte di te, di una parte di me in te che amo, quindi l’amore vero è quello che dona non quello che riceve”

Come scrive l’autore del libro, “Solo l’amore disinteressato è un sentimento maturo e completo”

L’Arte di amare di Erich Fromm è una lettura riflessiva che arricchisce l’anima, l’amore è bisognevole di cura, pazienza, disciplina, concentrazione e soprattutto “Amore” significa imparare a stare bene con se stessi.

“Chiunque salvi una singola vita, è come se avesse salvato il mondo intero; chiunque distrugga una singola vita, è come se avesse distrutto il mondo intero”

 

@Simona De Pace

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BIBLIOTERAPIA. Recensione libri.

BIBLIOTERAPIA
recensione libri

E’ noto che la leggere offra spazi importanti di crescita per la vita di ogni individuo. La lettura può essere utilizzata come strumento di crescita culturale grazie all’acquisizione di nuove conoscenze, crescita personale, crescita collettiva, autoaiuto. Leggere è molto utile nella promozione della consapevolezza anche in momenti di disagio psicologico e disagio sociale. La lettura è cultura! Sviluppo! Aiuta gli uomini e quindi le società a migliorarsi attraverso l’aquisizione di conoscenze.
E’ chiaro che in ambito psicoterapeutico  la prescrizione della lettura di libri appunto BBLIOTERAPIA, viene utilizzata come strumento terapeutico psicoeducativo e di crescita personale atta allo sviluppo di una maggiore consapevolezza di se e di ciò che è al di fuori di noi.
Qui di seguito viene offerto un elenco di recensioni di Libri spesso prescritti in Psicoterapia:

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recensione di Simona De Pace

 

recensione di Simona De Pace

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Michaël Uras “LE PAROLE DEGLI ALTRI” recensione di Simona De Pace

LE PAROLE DEGLI ALTRI di Michaël Uras recensione di Simona De Pace

“Prescrivere un libro come cura per la Felicità”

“NON SI LEGGE MAI UN LIBRO. CI SI LEGGE ATTRAVERSO I LIBRI, SIA PER SCOPRIRSI, SIA PER CONTROLLARSI”  Romain Rolland, l’Eclair de Spinoza.

Se ci pensiamo, ogni esperienza o storia vissuta può essere scoperta in un libro. Quante volte ci siamo immedesimati nelle pagine e nelle storie dei protagonisti? quante volte ci sentiamo parte di un testo di una canzone? o guardando un film abbiamo avuto l’impressione che il regista conoscesse in qualche modo la nostra vita?

Le parole degli altri è un romanzo di Michaël Uras, uscito nel 2016, tratta una tematica attuale, ossia la biblioterapia che fa parte delle tecniche, da sempre utilizzate della psicologia, come anche la musicoterapia, l’arteterapia …

Il libro è di facile lettura, scorre attraverso un linguaggio semplice e intuitivo. Racconta la storia di uno psicoterapeuta che cura i propri pazienti con la biblioterapia, ossia una promessa di guarigione attraverso la lettura di romanzi specifici a seconda del tipo di problematica. Questo libro raccoglie molteplici spunti di lettura, consigliandoci libri che bisogna leggere almeno una volta nella vita. La scelta è ampia: da Balzac a Salinger, da Goncarov a Cocteau.

Interessante è comprendere le dinamiche utilizzate dall’autore nella costruzione dei rapporti tra personaggi.

 “I RICORDI SONO OVUNQUE. CI COSTRUISCONO NESSUNO GLI SFUGGE”

I testi spaziano da ‘Il giovane Holden’ di Salinger, a “La lentezza’ di Milan Kundera”, “L’Odissea di Omero”, “Aspettando Godot” di Samuel Beckett; le scelte di Alexandre, il protagonista del romanzo, si destreggia tra saggi, romanzi storici, classici, ad ogni paziente corrisponde un libro; aspettando Godot per chi ha troppo da fare, Il giovane Holden per chi ha paura di ribellarsi, l’Odissea per ritrovare il proprio posto nel mondo.

Le parole degli altri è un libro che parla di libri. Lo psicoterapeuta racconta gli incontri con i suoi pazienti attraversando il mondo della Biblioterapia, ritiene la lettura dei libri parte integrante delle terapie psicologiche e psichiatriche ritenendo questa pratica, dotata di un grande potere curativo.

L’autore si esprime in modo morbido e tagliente, caratterizzato da quella verve che appartiene agli scrittori francesi coinvolgendo il lettore, attraverso dei dialoghi ben costruiti; le emozioni vengono fuori grazie alle parole. Il collante di tutto il romanzo è sicuramente l’amore per la letteratura, che Alex esprime costantemente regalando al lettore un ampio respiro dell’immenso mondo dei libri.

 “Io con le parole ero una spugna. Ogni romanzo, ogni poesia mi entrava nelle cellule e si mescolava al mio sangue”

@Simona De Pace

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