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(5) STRATEGIE per ESSERE FELICI

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La felicità è uno stato emotivo–affettivo di gioia provocato dall’appagamento dei desideri o dalla previsione di una condizione futura positiva con relativa sensazione di piacere diffuso.

La Felicità è direttamente proporzionale alla soddisfazione dei nostri bisogni, obiettivi, desideri.

Tanto più soddisfiamo i nostri bisogni, sogni e desideri tanto più la nostra qualità della vita migliorerà.

Inoltre quando si è felici si tende a valutare più positivamente la propria persona: ci si sente pieni di energia, si considerano meno gravi i propri difetti e si pensa meno alle proprie difficoltà. In ultimo, si è visto che più si è felici più si curano e si allargano i propri interessi sociali e artistici, si pone maggiore attenzione alle questioni politiche generali, ci si sente più inclini ad accettare dei compiti nuovi e stimolanti, anche se difficili …

“uno stato emotivo positivo induce all’ottimismo” (Cunningham , 1986; 1988).

Per effettuare un utile cambiamento atto al miglioramento delle nostre qualità di vita è importante “ascoltarsi” e riuscire ad essere in grado di comprendere “chi siamo, cosa vogliamo e dove andiamo”.

Per essere felici principalmente è importante che i bisogni primari (il bere, il mangiare, il riposo.. legati alla sopravvivenza.) vengano soddisfatti al meglio, successivamente è utile dare ascolto e soddisfazione ai bisogni e desideri che si hanno nelle varie aree di vita.

Le principali aree di vita sono:

  • Salute
  • Autostima
  • Mete e valori
  • Denaro
  • Lavoro
  • Svago
  • Apprendimento
  • Creatività sostegno
  • Amore
  • Amicizia
  • Figli
  • Casa
  • Vicinato
  • Comunità
  • Altro…..

Una volta che ci si è “ascoltati” e quindi si è effettuata una attenta analisi dei propri bisogni ed individuate le aree di vita da implementare è utile sapere che per ogni area ci sono principalmente

5 strategie per migliorare la propria vita ed essere felici (strategie per essere felici):

1.      Cambiare le proprie circostanze

A seconda dell’area di vita che si vuole migliorare è molto utile effettuare dei cambiamenti di copione. Si potrebbe cambiare luogo in cui si vive, cambiare luogo in cui si incontrano gli amici, il modo in cui ci si diverte, cambiare lavoro…

2.      Cambiare il proprio atteggiamento

A seconda dell’area di vita da migliorare è molto importante analizzarsi,  individuare e quindi correggere ogni distorsione e pensiero pessimistico.

Le domande da farsi per effettuare una utile analisi nell’area da migliorare sono due:

  • Cosa accade?
  • Cosa questo significa per me e per il mio futuro?

Mentre si effettua questa analisi e si passa all’ interpretazione è quindi importante essere oggettivi e quindi prestare attenzione alle personali distorsioni cognitive automatiche che noi spesso facciamo, di frequente il nostro modo di vedere una situazione e le sue possibili evoluzioni future non è basato sui fatti ma su una personale visione non del tutto realistica (es. un collega non ci saluta a lavoro e noi siamo convinti che lui sia contro di noi, mentre egli in realtà è turbato per un problema personale).

Inoltre è importante immaginare di sopravvivere e potercela fare anche in situazioni molto negative (Es. se dovessimo perdere il lavoro, interrompere il proprio matrimonio …).

3.      Cambiare i propri obiettivi in modo realistico

Spesso ci capita di imporci obiettivi elevati o comunque difficili da realizzare .

Le domande da farsi per effettuare una utile analisi degli obiettivi nell’area da migliorare sono :

  • · Cosa voglio veramente da questa area della vita?
  • · Cosa mi renderebbe soddisfatto e quanto?
  • · Quali obiettivi posso pormi per la soddisfazione dei miei bisogni (nella specifica area)?

Nell’analisi delle mete è fondamentale, qualora si abbiano obiettivi molto elevati e difficili da raggiungere, porsi dei micro-obiettivi in modo che progressivamente le nostre aspettative siano sempre più appagate, e si abbia maggiormente la consapevolezza della propria assertività (es. se la propria meta è diventare medico bisogna quindi programmare i vari micro-obiettivi: diploma, esame di ammissione università, laurea, pratica, concorsi…).

In questo modo è possibile capire cosa sta accadendo in una particolare area di vita e cosa essa significhi per noi e per il nostro futuro in modo oggettivo e razionale.

4.      Cambiare le proprie priorità

Per l’attuazione di questa strategia è utile analizzare le aree di principale interesse, le più importanti per noi che quindi quelle che hanno maggiore priorità, successivamente valutare ed enfatizzare di queste, le aree sulle quali si può agire e controllare meglio un cambiamento. (es. se ho un problema di salute irrisolvibile, è inutile che miro alla guarigione piuttosto posso concentrarmi sul miglioramento dell’area dell’amicizia e quindi della mia rete relazionale, dell’area dello svago iscrivendomi ad un corso di ballo…).

Le domande da farsi per effettuare un utile cambiamento atto al miglioramento della propria qualità di vita è:

  • · Quali sono le mie priorità?
  • · Quali aree di priorità posso controllare e modificare?

Quindi il passo principale è:  non enfatizzare le aree nelle quali non si può ottenere un cambiamento dando maggiore importanza a quelle aree in cui i cambiamenti sono possibili.

 5.      Migliorare la propria soddisfazione anche in aree di non alta priorità.

Spesso capita che le proprie priorità abbiano mete difficilmente raggiungibili in breve tempo, a questo punto mentre si tende ad esse, contemporaneamente possono essere implementate aree di vita non considerate di primaria importanza o di immediato interesse (es. per uno studente la priorità rappresenta il “lavoro” desiderando diventare medico, ma per raggiungere questo obiettivo ci vogliono degli anni quindi nel frattempo si può concentrare anche su altre aree di vita come l’amore, lo svago, la comunità in tal modo il proprio senso di benessere comunque migliorerà non rimanendo cristallizzato al raggiungimento del lavoro).

Questa strategia dovrebbe essere sempre attuata mirando al generale miglioramento della qualità della vita; e quindi evolvendoci anche in quelle aree che comunque non presentano particolari difficoltà.

D’Urso e Trentin (1992) riportano una serie di attività e atteggiamenti che si accompagnano o favoriscono uno stato di benessere. Tali attività o atteggiamenti sono:

  1. non attribuire interamente a noi stessi la responsabilità degli eventi spiacevoli che ci capitano
  2. stare in compagnia di persone felici
  3. fare esercizio fisico
  4. non confrontare la nostra condizione (salute, bellezza, ricchezza ecc.) con quella degli altri
  5. individuare quello che ci piace nel nostro lavoro e valorizzarlo
  6. curare il corpo e l’abbigliamento
  7. riconoscere i legami tra cattivo umore e cattivo stato di salute: spesso è il malessere fisico, più che altri fattori oggettivi, a determinare un cattivo umore
  8. dimensionare le nostre aspettative alle capacità e alle opportunità medie della situazione
  9. aiutare le persone a cui piace essere aiutate
  10. non fare progetti a lunga scadenza
  11. frequentare le persone che ci hanno fatto dei piaceri e alle quali abbiamo fatto dei piaceri
  12. non trarre conclusioni generali dagli insuccessi
  13. fare una lista delle attività che personalmente ci fanno stare di buon umore e praticarle

BIBLIOGRAFIA

  • Cunningham,M.R.(1988a), Does happiness mean friendliness?: Induced mood and hetero-sexual self-disclosure. Personality and Social Psychology Bulletin, 14, 283-297
  • Cunningham, M.R. (1988b). What do you do when you’r e happy or blue ? Mood, expect-ancies, and behavioral Interest Motivation and Emotion,12, 309-331
  • Cunningham, M.R., Steinberg, J., & Grcv, R.(1980). Wanting to and having to help: Separat e motivations for positive mood and guilt induced helping. Journal of Personality and Social Psychology, 38, 181-192
  • D’Urso V e Trentin R.  Sillabario delle emozioni, Giuffrè 1992
  • Michael B. Frisch Psicoterapia integrata della qualità della vita. Sovera Edizioni, 2001

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