Ettore Zinzi

Dr Ettore Zinzi PSICOLOGO CLINICO E DI COMUNITA’ Laureato in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università “La Sapienza” di Roma il 20/02/2004 Iscritto all’Albo degli Psicologi della Regione Puglia Sezione: A, dal 2005, Nr. Iscrizione: 2014 PSICOTERAPEUTA con SPECIALIZZAZIONE quadriennale in Psicologia Clinica di Comunità e Psicoterapia Umanistica Integrata presso l’Istituto per la formazione di Psicoterapeuti S.r.l. A.S.P.I.C. di Roma (Riconosciuta dal MIUR Ministero dell’Istruzione,dell’Università e della Ricerca Art. 3 Legge 56/89 – Decreto Ministeriale del 9/05/1994, Gazzetta Ufficiale N° 117 del 21/05/1994 Conferma dell’adeguamento previsto: Decreto 25/05/2001 – G.U. del 12/07/2001) il 04/10/2011 . Partita IVA 02767510734 riceve previa prenotazione telefonica, chiamando al 3477604431 Possibilità di contatto tramite e-mail scrivendo a : ettorezinzi@msn.com Svolge attività privata a : - Taranto (74121)---Via Campania, 10 - Palagiano (74019)---Via Segni angolo Via Pertini

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Coronavirus. Ecco come dei giovani hanno deciso di impegnarsi in questa quarantena.

La pandemia in corso con questo coronavirus ci sta costringendo a vivere momenti difficili. Siamo chiusi in casa, dobbiamo utilizzare i famosi DPI (dispositivi di protezione individuale), dobbiamo limitare i nostri contatti con persone care…
Per i più deboli la situazione è davvero drammatica ma non per questa ragione bisogna perdere il famoso ed utile ottimismo.
Amo pensare che conseguentemente a una grande crisi si può avere un grande cambiamento che l’intelligenza aiutata dalla creatività corrisponda ad una grande capacità di adattamento e resilienza. Per questa ragione sono convinto che questi momenti possano aiutarci a imparare a trarre benefici anche dalle situazioni più disperate.

Oggi più che mai possiamo dare valore a tutte quelle cose che sino ad ora stavamo dando per scontate; abbiamo più tempo per pensare a noi stessi e a ciò che nella nostra vita ha davvero importanza, possiamo imparare cose nuove, dedicarci ad attività che volevamo fare da tanto tempo, aiutare i più bisognosi, valorizzare e valorizzarci… 

Ecco il corto che dei ragazzi hanno ideato per questi momenti difficili, per impegnarsi e dare il loro contributo con interessanti spunti di riflessione :

Questi sono i contatti instagram di questi due giovani e sensibili creativi:
www.instagram.com/owlmarko
www.instagram.com/gianlucaluzzi

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“diAMOvoce”.Il progetto di sostegno psicologico telefonico della ASL di Taranto

Una task force composta da 21 psicologi sarà a disposizione dei cittadini di Taranto attiva per via telefonica dal numero ASL 0994786499.
Il servizio ideato nella ASL di TARANTO offrirà supporto a tutte quelle persone che in questo momento così delicato con la pandemia da Corona-virus sono in difficoltà per i più svariati motivi.
Isolamento, ansia, paura… sono molto presenti e pressanti in questi giorni senza pensare a tutte quelle persone che già prima della emergenza Covid-19 affrontavano una condizione di disagio e che ad oggi si sono trovati impossibilitati ad avere aiuto e conforto acutizzando le loro sofferenze.
L’obiettivo principale del servizio è quello di prevenire lo sviluppo di eventi estremi e quindi l’acutizzarsi di condotte disfunzionali come fughe impulsive, abusi vari come: alcol, farmaci, tabacco, cibo, uso compulsivo della rete e dei social delle slot on-line… Il progetto è quindi volto a sostenere le “fragilità sociali” , bambini, anziani, disabili, ecc. 


Per ricevere sostegno contatta il numero 0994786499
Il servizio è attivo
dal
lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle 14.00 e dalle 15.00 alle 19.00 
ed il sabato dalle ore 10.00 alle 14.00

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Una “nota” dal Servizio di Psicologia Clinica ASL TA D.S.M.: “CUORI D’ACCIAIO”

Interessante “nota” della A.S.L .- TA D.S.M. – SERVIZIO DI PSICOLOGIA CLINICA E DI PSICOTERAPIA DELL’ETA’ ADULTA E DELL’ETA’ EVOLUTIVA: “Cuori d’acciaio”;
Dall’osservatorio clinico viene scattata una utile fotografia di quello che accade ormai da troppo tempo alla “resiliente” Taranto.
….per quanto tempo ancora i nostri cittadini potranno continuare ad essere resilienti, proprio come l’acciaio?…. 

Ecco di seguito il comunicato integrale:

A.S.L.  TA   D.S.M. 
SERVIZIO DI PSICOLOGIA CLINICA E DI PSICOTERAPIA
DELL’ETA’ ADULTA E DELL’ETA’ EVOLUTIVA
Sede Centrale  Ospedale “SS. Crocifisso” (già Ospedale Vecchio)
Via Acclavio – Via SS. Annunziata  Taranto – Tel 099 4585095
Ambulatorio P.O. San GIUSEPPE MOSCATI
Via Per Martina Franca – Taranto
Tel 099 4585711 – Fax 099 4585769
dsm.psicologiaclinica@asl.taranto.it

CUORI D’ACCIAIO

Il Servizio di Psicologia Clinica di Taranto, da oltre vent’anni, è impegnato nella titanica e delicatissima funzione dell’accogliere e del farsi carico di una domanda di cura particolare e complessa, la cura della sofferenza psichica, che può esprimersi nelle più svariate ed irripetibili modalità soggettive che la caratterizzano e che contraddistinguono la “cifra” singolare ed unica dell’essere umano.

Ed è proprio la profonda responsabilità di questo ascolto, che da sempre ha accompagnato il nostro mandato etico e professionale  all’interno di una istituzione pubblica quale il Dipartimento di Salute Mentale, che ha richiamato ed interpellato profondamente il nostro essere Operatori con determinate ed ineludibili responsabilità ed, al contempo, essere cittadini di Taranto: quello della cura dell’altro d’un canto, ma anche quello di interrogarsi costantemente e di raccogliere i segnali più critici e significativi di quanto succede all’esterno, nel vivere sociale, nell’appartenere ad una comunità e che, oggi, prepotentemente rimbalzano nel privato di una condizione umana soggettiva o familiare.

La nostra bellissima città, culla di cultura e di bellezza, dove il mare da sempre ha rappresentato l’anima ed il soffio della vita che avanza, si sviluppa ed incanta, questa nostra città così strana nelle sue acute contraddizioni, nelle sue mollezze e disillusioni, è stata nuovamente attraversata da un terremoto, una tragedia per la nostra comunità, ancora una volta misconosciuta e calpestata dalle ragioni disumanizzate dell’economia e della politica.

Il mostro in frantumi dell’ex ILVA, oggi ARCELOR-MITTAL colosso mondiale dell’acciaio, continua, purtroppo, ad offrire a questa città l’immagine più crudele e lacerata, nella quale vanno moltiplicandosi paurosamente gli effetti devastanti di questa frammentazione, di questa gravissima e responsabile mancanza di una visione politica realmente etica, più onesta e lungimirante, più rispettosa delle singole persone e dell’ambiente.

Il nostro osservatorio clinico ci mostra, di fatto, come la perdita del lavoro, evento che riguarda un numero sempre crescente di persone, rappresenti davvero per il soggetto che ne è protagonista e per le persone che vi sono vicine una condizione psicologica paragonabile all’esperienza del lutto, una catastrofe emotiva, relazionale e sociale che coinvolge l’intera famiglia e che paralizza i processi evoluti interni, emotivi, affettivi e cognitivi, con gravi ripercussioni sulla salute psichica e fisica dell’individuo e della stessa famiglia.

Le sempre più numerose domande di intervento che accedono al nostro Servizio ci parlano, spesso, di gravi destabilizzazioni familiari nelle quali la precarietà, la fragilità della capacità produttiva ed economica, determinata dalla perdita del lavoro, incidono profondamente nell’economia psichica delle relazioni affettive familiari e della coppia, spostando talvolta il segnale del disagio psichico sull’elemento più debole di una costellazione familiare, fino al rendere meno operativa e rassicurante la funzione adulta genitoriale, quella che più di tutte dovrebbe garantire questa sicurezza e stabilità.

La storia è costellata di esempi di persone che, nonostante abbiano vissuto esperienze difficili, condizioni di vita estremamente sfavorevoli, sono riuscite a resistere, a trasformare le avversità in opportunità di crescita e cambiamento. Esiste anche un’ampia letteratura psicologica sull’argomento. Tuttavia, ci chiediamo per quanto tempo ancora i nostri cittadini potranno continuare ad essere resilienti, proprio come l’acciaio?

C’è, infatti, una “strana” coincidenza. La psicologia ha mutuato proprio dal mondo dell’ingegneria e della metallurgia il termine “resilienza” che indica la capacità di un materiale di resistenza a un urto improvviso senza spezzarsi (DE Filippo, 2007).

In psicologia, la resilienza, secondo la definizione dell’American Psychological Association 2014) è il processo di adattamento positivo a seguito di circostanze avverse, traumi, tragedie, malattie o eventi estremamente stressanti.

Ma la malattia della nostra città sembra cronicizzarsi sempre più e le nostre capacità di resilienza fortemente indebolite. La resilienza, infatti, ci permette di superare le difficoltà, ma non rende invincibili, e non è neppure presente sempre e comunque: possono infatti verificarsi momenti in cui le situazioni sono troppo pesanti da sopportare, generando un’instabilità più o meno duratura e pervasiva (Ganci, 2015).

Per l’acciaio, esistono delle formule matematiche che ci consentono di calcolare con esattezza fino a che punto il materiale potrà resistere. Per la mente no, e non possiamo procedere per tentativi ed errori perché la posta in gioco è troppo alta: il Benessere della nostra Comunità.

Queste considerazioni ci sembrano di estrema rilevanza, anche in termini di impegno di spesa sanitaria, e ci sostengono nel mantenere alto il livello del nostro agire psicologico, intanto perché questa condizione di malessere non si cronicizzi ulteriormente, ma soprattutto nel ritenere nostra prioritaria responsabilità quella di segnalare questo fenomeno sociale e collettivo di particolare gravità, richiamando l’attenzione di tutti, ma soprattutto quelle della nostra politica interpellata, in questo momento delicatissimo a fare delle scelte oculate, che puntino al benessere economico-sociale, relazionale e psichico delle singole persone.

Servizio di Psicologia Clinica e di Psicoterapia dell’età Adulta e dell’età Evolutiva – Dipartimento Salute Mentale ASL TA

Visualizza il pdf originale del comunicato “CUORI D’acciaio ASL TA Serv. Psicologia Clinica pdf
A.S.L.  TA   D.S.M. 
SERVIZIO DI PSICOLOGIA CLINICA E DI PSICOTERAPIA
DELL’ETA’ ADULTA E DELL’ETA’ EVOLUTIVA
Sede Centrale  Ospedale “SS. Crocifisso” (già Ospedale Vecchio)
Via Acclavio – Via SS. Annunziata  Taranto – Tel 099 4585095
Ambulatorio P.O. San GIUSEPPE MOSCATI
Via Per Martina Franca – Taranto
Tel 099 4585711 – Fax 099 4585769
dsm.psicologiaclinica@asl.taranto.it

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Il DISTURBO MENTALE nel DSM-5.

Definizione di DISTURBO MENTALE nel DSM-5.

Prima di definire qualsiasi disturbo psicopatologico è molto importante conoscere ed aver appreso appieno la definizione di DISTURBO MENTALE presente nel manuale diagnostico dei disturbi mentali (DSM-5) a cura dell’American American Psychiatric Association (APA). Al fine di non incorrere in errori di valutazione e sovradiagnosi è opportuno effettuare una valutazione approfondita del livello di disagio che il disturbo provoca.

Qui di seguito la definizione che si trova a pagina 22 del quinto manuale dei disturbi mentali (DSM-5):

“Un disturbo mentale è una sindrome caratterizzata da un’alterazione clinicamente significativa della sfera cognitiva, della regolazione delle emozioni o del comportamento di un individuo, che riflette una disfunzione nei processi psicologici, biologici o evolutivi che sottendono il funzionamento mentale.
I disturbi mentali sono solitamente associati a un livello significativo di disagio o disabilità in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti. Una reazione prevedibile o culturalmente approvata a un fattore stressante o a una perdita comuni, come la morte di una persona cara, non è un disturbo mentale.”

La definizione è molto esaustiva e definisce il disturbo una “Sindrome”. Lo stesso DSM-5 nel glossario a pagina 693 definisce Sindrome un “raggruppamento di segni e sintomi, basato sulla loro frequente concomitanza, che può suggerire una sottostante patogenesi, un decorso, una familiarità e un’indicazione di trattamento comuni”.

Si considerano quindi un insieme di sintomi che in linea con il modello categoriale del DSM-5 si cerca di riunire in categorie distinguibili tra di loro che aiutano a meglio inquadrare oltre alla diagnosi possibili prognosi, strategie di trattamento ed esiti.

Questi segni e sintomi sono valutati osservando le disfunzioni in chiave bio-psico-sociale.
Si diagnostica un disturbo o una disabilità quando sono presenti delle alterazioni significative nei principali ambiti della vita dell’individuo che sono:

  • La cognizione
  • L’emotività
  • Il comportamento
    Quindi è presente disagio o disabilità nelle relazioni sociali, al lavoro, in famiglia, a scuola…

Durante la valutazione è necessario considerare le influenze culturali di un determinato comportamento o “adattamento”, come per esempio nel lutto dove a seconda della cultura di appartenenza vi è uno stile comportamentale culturalmente definito.

Una attenta valutazione della compromissione del funzionamento o meglio della disabilità dell’individuo è fondamentale proprio perché permette di scremare tutte quelle condizioni in cui i le emozioni, i comportamenti e i pensieri pur discostandosi dai valori culturalmente condivisi non creano disagio significativo.
Esempio dell’utilità della valutazione del grado di disagio possono essere colti nella “disforia di genere” dove non tutte le persone che si identificano nel sesso non biologico hanno condotte di vita disfunzionali e disagio. Si pensi ad alcune parafilie come il sadismo o masochismo che per essere definiti “disturbo da masochismo sessuale” o “disturbo da sadismo sessuale” devono creare disagio significativo nelle varie aree di vita ed essere agite a discapito di persone non consenzienti.

 

Bibliografia:
American Psychiatric Association (2013a). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition (DSM-5). Washington, D.C.: APA (trad. it.: DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta edizione. Milano: Raffaello Cortina, 2014).

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Viaggio nel surrealismo di Salvador Dalì, nello psichismo tra sogno, inconscio e sessualità.

Matera, palcoscenico ideale per questo viaggio tra le opere di Dalí i suoi simboli e dualismi della vita. 

Salvador Dalí era molto attratto dalle teorie di Freud e della sua Psicoanalisi. D’altronde con il suo surrealismo amava sognare rappresentando il suo mondo onirico colmo di paure, ansie e pulsioni contrastanti. Il surrealismo era per Dalí, il modo per fare emergere il proprio inconscio. Il fondatore del movimento surrealista Andrè Breton, teorizzò il “principio dell’automatismo psichico” e fu Dalí a parlare di “METODO PARANOICO CRITICO”, l’artista si lascia agitare dal viaggio onirico dell’inconscio dalla sua “paranoia” per poi rappresentarla e riorganizzarla dopo la sua analisi “critica” razionalizzata.

L’opera artistica di Dalí è pregna di rimandi alla psiche, nelle sue opere è facile individuare uno dei temi principali della vita e rappresentato dal dualismo, Il dualismo degli opposti, “la persistenza degli opposti” (tema del percorso espositivo nella città di Matera per tutto il 2019) il bene e il male, la vita e la morte, la forza la fragilità … Dalí nelle sue opere rappresenta i capisaldi della teoria freudiana: l’inconscio, il sogno e la sessualità.
In linea con la teoria psicoanalitica i simboli assumono un importante valore. Essi sono colmi di significati, espressione e frutto delle esperienze ed emozioni che Salvador Dalí viveva.

La Lumaca, Chiocciola

Anche l’incontro di Dalí con Freud ha un suo simbolo rappresentato appunto da una lumaca. Avvenne che Dalí vide una lumaca su una bicicletta proprio davanti alla casa di Freud.
Il dualismo degli opposti emerge tra il guscio duro esterno e forte ed il suo interno fragile e sinuoso. La chiocciola è forte, dura e racchiude al suo interno un corpo molle e delicato, questa contrapposizione per l’artista simbolizzava la testa, la mente, la psiche dello stesso Freud.

I Cassetti

Altro simbolismo derivante dalla teoria psicoanalitica di Sigmund Freud è quello dei cassetti, essi rappresentano i ricordi, i segreti e ciò che è intimo, subconscio, i desideri nascosti. Spesso l’autore li rappresenta semi aperti a significare il fatto che i nostri segreti non sono sempre nascosti ma a volte sono stati già svelati.

Gli Orologi molli

Nel mondo psichico dell’arista, un grosso valore simbolico è attribuito ai suoi orologi “molli”.
Furono per la prima volta rappresentati in “La persistenza della memoria” nel 1931 esprimendo la plasticità del tempo e quindi quanto esso sia condizionato dalle emozioni e dagli stati d’animo, in linea a quella che è la teoria di Einstein in cui il “il tempo relativo”. Il dualismo degli opposti è presente nella contrapposizione tra la rigidità e precisione del tempo e la sua deformabilità che può subire in base alle situazioni.
Fu proprio osservando in una sera calda estiva un formaggio sciogliersi prendendo la forma del suo appoggio che Dalí trovò l’ispirazione per rappresentare i suoi orologi.

Gli Elefanti

Rappresentati per la prima volta nel 1944 nel suo quadro “Sogno causato dal volo di un’ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio”.

I suoi elefanti (e successivamente anche altri animali dalla stessa forma) sono ispirati ad una scultura di Gian Lorenzo Bernini che si trova a Roma nei pressi del Panteon, essa rappresenta un elefante che porta un obelisco sulla schiena. Letteralmente la scultura viene ripresa e riletta da Dalí in chiave surrealista. Per Dalí l’elefante ha “lunghe gambe” simbolo fallico del desiderio nella sua distorsione spaziale. Ma anche in questo caso come nella lumaca o nell’uovo viene espresso il dualismo degli opposti: la forza e imponenza del corpo dell’elefante contrapposte alla fragilità delle sue gambe lunghe ed esili.

Diversi altri simboli provengono dal mondo dell’intrapsichico di Dalì:
Le Uova rappresentano il ventre materno, l’intrauterino fonte di speranza e amore. Il dualismo degli opposti in questo caso viene offerto dalla contrapposizione tra il guscio duro e protettivo dell’uovo e il molle presente al suo interno.

Gli Insetti
Le Formiche
simboleggiano la decadenza, la bramosia sessuale e la morte. Le Locuste sono simbolo di invasione, distruzione e paura.

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NORMARE I COUNSELOR: Vota NO! Per tutelare la salute pubblica

l’UNI – Ente Italiano di Normazione ha avviato una inchiesta preliminare per NORMARE I COUNSELOR:
Vota NO! Per tutelare la salute pubblica

E’ importante che tutte le persone siano coinvolte per offrire la loro opinione proprio per la tutela della salute pubblica e della figura dello psicologo. Le associazioni di formazione di counselor già si stanno attivando per votare a loro favore spinti dall’indotto economico che portano questi corsi!!!

In mia opinione e non solo mia (vedi Ordine Psicologi Puglia, Ordine psicologi Lombardia, Ordine Psicologi Lazio,  Altrapsicologia  ecc.) bisogna chiaramente essere contrari al riconoscimento del counselor come figura professionale. Bisogna votare NO! in quanto ogni psicologo per non parlare degli psicoterapeuti si occupa già delle stesse aree di interesse ed intervento delle quali si vorrebbero occupare anche i counselor. I counselor chiaramente non hanno la stessa formazione professionale quinquennale di un laureato in psicologia che ulteriormente si specializza in psicoterapia per altri e 4 anni. Appare quindi abbastanza inutile creare la nuova categoria professionale di counselor quando esiste già la psicologia con la sua formazione scientifica e comprovata che esercita questa funzione.

Per votare NO e tutelare la salute dei cittadini
1) Basta accedere al link dell’UNI: htt://bit.ly/2QVSpEN4
2) Spuntare NO alla domanda “Ritieni che il progetto rispecchi i bisogni del mercato di riferimento?
3) Scrivere una breve motivazione, ad esempio la mia è: ” ogni psicologo e a maggior ragione ogni psicoterapeuta si occupa già delle stesse aree di interesse ed intervento delle quali si vorrebbero occupare i counselor.”

Appare inoltre molto interessante osservare che non è la prima volta che si tenta una normazione della figura di counselor attraverso l’UNI. Questo è il SECONDO TENTATIVO DI NORMARE IL COUNSEELING ed inoltre già nel 2015 il TAR Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Ter) il 18/11/2015 con la sentenza 13020/2015 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO aveva già disposto: la cancellazione di Assocounselling dall’elenco delle attività non regolamentate di cui alla L. 4/2013. I counsellors non hanno alcuna competenza per gestire il disagio psichico, che attiene alla sfera della salute.

Ne avevamo già parlato nell’articolo:
www.psicologo-taranto.com/2015/12/04/riconosciuta-lunicita-della-professione-di-psicologo

Qui di seguito la videoinchiesta di Luca Bertazzoni che ha documentato le carenze operative dei counselor.

Qui di seguito il Link dell’articolo di altra psicologia che approfondisce e motiva l’inutilità della figura professionale del counselor in quanto già lo psicologo è impegnato in attività di counseling:
http://www.altrapsicologia.it/editoriali/normare-i-counselor-di-la-tua-nellinchiesta-pubblica-uni

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OTTOBRE 2018 Mese del Benessere Psicologico “Studi Aperti”

Anche quest’anno ad ottobre 2018 lo studio di Psicologia e Psicoterapia Clinica e di Comunità del Dr Ettore Zinzi partecipa al MESE DEL BENESSERE PSICOLOGICO e alla iniziativa organizzata dall’Ordine Nazionale degli Psicologi “Studi Aperti”Il dr Zinzi aprirà  le porte del suo studio per un giorno  a chiunque voglia prenotare un primo appuntamento conoscitivo e/o di consulenza in una delle 2 sedi :

– Taranto (74121)—Via Campania, 10
Visualizza MAPPA Studio di Psicologia e Psicoterapia Dr Ettore Zinzi Via Campania, 10, Taranto
– Palagiano (74019)—Via A. Segni angolo Via S. Pertini
Visualizza MAPPA Studio psicologo psicoterapeuta Ettore Zinzi Via A. Segni Palagiano (Ta)

riceve previa prenotazione telefonica, chiamando al

3477604431

Qualora non rispondesse inviare SMS con nome e motivo della chiamata e verrete ricontattati

*Il Mese del Benessere Psicologico è un’iniziativa volta a diffondere la cultura del benessere psicologico, sposando la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per cui “la salute è uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non la semplice assenza di malattia”. L’attività di sensibilizzazione della cittadinanza al concetto di benessere psicologico passa attraverso l’organizzazione di attività di consulenza e la promozione della professionalità dello psicologo come figura che previene l’emergere del disagio e della malattia, promuove il benessere, favorisce uno scambio relazionale sano durante tutto il ciclo di vita, sostiene le persone durante le fasi di maggiore criticità.

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MANIPOLAZIONE PSICOLOGICA? TRUFFA? EFFETTO BARNUM?

MANIPOLAZIONE PSICOLOGICA?  TRUFFA? EFFETTO BARNUM?
ATTENTI A NON FARE I CREDULONI!!!

STUDIO 100 e tante altre reti pur di fare cassa veicolano la falsa informazione come quella di Panzironi?

Phineas Taylor Barnum (1810-1891), famoso imprenditore degli Stati Uniti impegnato nel mondo dello spettacolo, nel corso della sua attività lavorativa aveva notato che il desiderio di credere alle persone può essere suscitato e condizionato anche senza grandi prove scientifiche.
Per riuscire a rendere un’informazione credibile e quindi poter vendere anche una illusione basta fare leva e soddisfare le aspettative della gente.
Offrendo la soluzione ai bisogni delle persone si è in grado di illuderle facilmente. Le aspettative, paure e sogni già interni in ognuno di noi se stimolati in un certo modo possono facilitare l’essere “creduloni”.

Riuscire a soddisfare i propri bisogni o meglio ancora risolvere in modo semplice dei problemi spesso irrisolvibili è il sogno di tutti!!! Esempi di manipolazione, truffe, plagio, e come vogliamo possiamo chiamarli, nella storia ce ne sono davvero molti!!

Sulla stampa degli ultimi tempi, scoperto grazie al programma delle IENE, è molto discusso il caso di Adriano Panzironi, giornalista pubblicista che, attraverso trasmissioni sulla salute da lui ideate ad hoc, pubblicizza il metodo “life 120” un nuovo stile di vita da lui ideato. Sostiene, come si legge nella home page del suo sito www.life120.it  che con il suo metodo  “…l’uomo può vivere la sua vita senza subire l’aggressione delle malattie degenerative, riuscendo ad aumentare la propria longevità, ed in buona forma, fino a 120 anni”.
Le sue trasmissioni vengono mandate in onda in tutta Italia, ed ancora oggi (luglio 2018) come da tempo costatavo a malincuore anche il canale STUDIO 100, emittente televisiva territoriale Tarantina le trasmette in modo ripetitivo, probabilmente anche in questo momento.
Sembra quindi che l’emittente STUDIO100 ormai da diversi mesi riempia non-stop il palinsesto notturno con le trasmissioni di Panzironi oltre a trasmetterlo anche in diverse fasce orarie del giorno. La cosa interessante è che il signor Adriano Panzironi attualmente risulta sospeso per circa 8 mesi dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio, come si evince anche da un suo post pubblicato su facebook già il 26 marzo 2018 che testualmente recita: “sono stato convocato per mercoledì 28 marzo dal consiglio disciplinare e molto probabilmente vogliono radiarmi dall’albo. Le accuse maggiori riguardano il fatto di aver commesso atti non conformi al decoro e dignità professionale e di aver compromesso la mia reputazione. Inoltre di aver comunicato delle informazioni che sono prive di validità scientifica”. E’ immaginabile e logico inoltre che siano in corso le indagini della Magistratura, inoltre la Federconsumatori, dichiara che si tratta di pubblicità ingannevole e si attende inoltre la reazione dell’Ordine dei Medici circa le dichiarazioni e quanto si sostiene nella trasmissione dello stesso Panzironi con tanto di medici che addirittura ne declamano le proprietà miracolose. E’ chiaro che sia normale per una emittente televisiva come STUDIO 100, vendere spazi nel suo palinsesto. Appare contraddittorio che una emittente se è seria e quindi ha la “mission” della “sana” informazione non segua le indicazione dell’Ordine dei Giornalisti che ha definito l’operato del Panzironi e il suo metodo Life 120 (fonte: IENE) artefice di “sensazionalismo che potrebbe far sorgere timori o speranze infondate”, il non aver rispettato “il diritto a un’informazione corretta, sempre distinta dal messaggio pubblicitario attraverso chiare indicazioni” e di non aver rispettato “la dignità delle persone malate”. A tal proposito chiaramente Panzironi disconosce che le motivazioni dell’ordine siano queste e scrive sul suo profilo Facebook il 09/7/2018 “Ebbene da queste accuse sono stato prosciolto. Ma l’ordine dei giornalisti mi ha ritenuto colpevole di aver attaccato la figura istituzionale dell’ordine (il consiglio direttivo e della commissione) chiedendo al popolo Life 120 di testimoniare a mio favore chiamando il centralino dell’ordine e mandando email alla presidente. Quindi la sospensione riguarda questa contestazione e non le accuse più infamanti.” Anche questa dichiarazione del Panzironi si immagina sia probabilmente manipolatoria in quanto la sua convocazione dall’ordine è avvenuta precedentemente alla sua richiesta fatta al “popolo life120” di mandare email all’ordine quindi, i motivi del richiamo erano ben altri.
Panzironi pubblicizza il suo metodo che sostiene, allungherebbe la vita addirittura sino a 120 anni, guarendo anche diverse malattie che la stessa trasmissione delle Iene ha contato sino a 25 (Alzheimer, Diabete, Morbo di Crohn, Stipsi, Psoriasi, Afte, Tumore, Alopecia ecc.). Elemento fondamentale di questa dieta è seguire le sue indicazioni sullo stile alimentare da adottare eliminando i carboidrati e mangiando proteine, tanta frutta ed utilizzando degli integratori.

Il suo tornaconto probabilmente è oltre alla vendita del suo libro che descrive il metodo “life 120” e le diete da seguire (venduto come da lui stesso dichiarato a 19,90 euro in circa 100.000 copie) è l’essere proprietario, insieme a suo fratello, dell’azienda che produce gli integratori che, utilizzando il metodo completo verrebbero a costare circa 250 euro mensili (fonte: Le Iene) per tutta la vita. Chiaramente Panzironi sostiene di aver creato l’azienda proprio per “esigenza” in quanto ancora questi prodotti fatti ad hoc non esistevano sul mercato. Gli integratori contengono, curcuma, zenzero, origano, cannella, chiodi di garofano e pepe nero e sembrano la chiave per vivere sino a 120 anni e guarire da varie malattie spesso anche incurabili.

Dispiace che si faccia leva sui problemi delle persone per arricchirsi anche se questa storia è vecchia.

Altro esempio palese di persuasione si ha nel gioco d’azzardo  che offre la possibilità di soddisfare il desiderio di arricchirsi senza sforzo. Esistono addirittura giochi in cui il messaggio manipolatorio è più specifico e mirato, si veda il gioco “vinci casa” dove si offre la possibilità di vincere una casa tanto desiderata e 200.000 euro, smuovendo uno dei bisogni primari che è quello di avere almeno un tetto sotto cui vivere.

Vanna Marchi fu celebre per lo sfruttamento della credulità popolare con le sue televendite.
Negli anni 80, venne condannata insieme alla figlia e a dei collaboratori, per truffa aggravata. Marchi sembra aver reiterato i reati grazie alla sua capacità comunicativa manipolativa passando dalla vendita di prodotti miracolosamente dimagranti, alla vendita di sale, edera ed altri oggetti contro il malocchio ed anche alla vendita di numeri del lotto personalizzati e vincenti.

Molti maghi, stregoni, “magiari”… offrono la soluzione a vari bisogni e problemi della gente in cambio di un tornaconto economico. Molti di loro pur di arricchirsi vendono illusioni e risoluzione ai problemi della gente comune, come malattie, povertà, amore, successo ecc..

Le persone, quindi, tendono ad accettare un’idea, una proposta, un’illusione con l’unico scopo di soddisfare le aspettative che loro stesse hanno creato. Altro ingrediente utile oltre ad offrire la soddisfazione dei nostri sogni, per riuscire a rendere creduloni è il fare in modo che la persona debba essere isolata dalle fonti di informazione più sana e quindi non ancora plagiata, come famigliari, medici nel caso delle malattie ecc… che altrimenti potrebbero dissuadere dal crederci.

Pertanto cerchiamo di essere attenti e non farci fregare.
Cerchiamo di stare almeno con un piede per terra e l’altro in aria al fine di continuare ad inseguire e perseguire i nostri sogni/bisogni leggendoli con uno sguardo fisso sul piano di realtà.

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