Archivio Categoria: PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO

Teoria Psicoanalitica dello Sviluppo Psicosociale di Erik Erikson

Gli 8 Stadi di sviluppo della teoria Psicoanalitica di Erik Erikson

Erik Erikson (Francoforte, 1902 – 1994) era uno psicologo e psicoanalista tedesco che, dopo aver studiato a Vienna sotto la scuola di Freud e della Moglie, a causa del Fascismo nel 1933 si trasferì negli Stati Uniti, diventando il primo psicoanalista infantile di Boston.

Erikson approfondì il modello di Freud sviluppando una serie di otto stadi psicologici che si estendono lungo tutto il corso della vita. Ma la vera innovazione che apportò alla teoria psicosessuale Freudiana fu l’aggiunta della dimensione psicosociale.
Erikson ha individuato nel gioco il maccanismo di sviluppo che però non è limitato ai soli bambini, attraverso esso si dà libero spazio all’uso dell’immaginazione per:

  • provare modalità di padroneggiamento e adattamento al mondo
  • per esprimere emozioni
  • per ricercare emozioni passate
  • immaginare situazioni future
  • per sviluppare nuovi modelli di esistenza

Lo sviluppo di un individuo è influenzato non solo dal suo passato e presente, ma anche da quello della società. La maturazione psicofisica e le aspettative sociali secondo Erikson creano 8 “crisi” o problemi che il bambino deve risolvere (sviluppo psicosociale). Sono dei periodi in cui, grazie al superamento di alcuni punti critici che interessano l’io e si estendono lungo tutta la vita, si passa allo stadio successivo.
Gli 8 periodi della teoria Psicoanalitica di Erikson sono:

  1. Stadio (0-1 anno)

    SENSO FONDAMENTALE DI FIDUCIA OPPOSTO A SFIDUCIA

    L’impegno principale sta nel trovare un equilibrio tra fiducia e sfiducia. Il bambino acquista fiducia in se stesso sentendo che gli altri lo accettano e accrescendo la familiarità con i suoi bisogni corporei. In questa acquisizione di fiducia un ruolo fondamentale è dato dalla madre che deve capire e assicurare la soddisfazione dei bisogni del bambino.

  2. Stadio (2-3 anni)

    AUTONOMIA OPPOSTA A VERGOGNA O DUBBIO

    A uno sviluppo neurologico e muscolare ulteriore si accompagna il camminare, il parlare e la potenziale capacità del controllo anale. In questa fase però compaiono in contrapposizione nuovi punti vulnerabili cioè l’angoscia di separazione dai genitori, la paura di non essere sempre capaci di controllo anale, la perdita di stima di se quando si fallisce in qualche cosa.

  3. Stadio (4-5 anni)

    SPIRITO DI INIZIATIVA OPPOSTO A SENSO DI COLPA

    ll bambino deve ora scoprire che genere di persona vuole diventare. Il piccolo si intromette in tutto ciò che gli era sconosciuto con una curiosità che lo assorbe continuamente, questa iniziativa è sostenuta da progressi relativi a mobilità, destrezza fisica, linguaggio, cognizione e immaginazione creativa. Il bambino si muove lungo una dimensione che va da una iniziativa di successo a un senso di colpa esasperato dovuto alla coscienza severa che, punisce fantasie sessuali, pensieri o comportamenti immorali.

  4. Stadio (6 anni –pubertà)

    INDUSTRIOSITA’ OPPOSTA AD INFERIORITA’

    Con l’inizio della scuola il bambino si dedica con industriosità a tutti i suoi compiti. Si sforza di fare le cose bene e terminale, al contrario il fallimento porta con sé un senso di inadeguatezza e inferiorità creando il sentimento di non servire a niente.

  5. Stadio (adolescenza)

    IDENTITA’ E RIFIUTO OPPOSTI A DISPERSIONE DI IDENTITA’

    Rapidi cambiamenti psicologici producono un nuovo corpo che ha bisogni sessuali non familiari. Nuovi bisogni e mete si susseguono in questa fase. I giovani ricercano il loro “vero se” attraverso gruppi di aggregazione che siano culturali, politici, amicali, sportivi ecc. ecc. che servono a provare nuovi ruoli.

  6. Stadio (prima età adulta)

    INTIMITA’ E SOLIDARIETA’ OPPOSTE AD ISOLAMENTO

    In questo periodo i giovani costruiscono relazioni con l’altro sesso e con gli amici caratterizzato dall’accesso e dalla condivisione dei propri sentimenti e pensieri intimi.

  7. Stadio (età adulta media)

    GENERATIVITA’ OPPOSTA A STAGNAZIOE E AUTOASSORBIMENTO

    Per generatività si intende quell’interesse a guidare e fondare la generazione successiva. I prerequisiti per lo sviluppo in questo stadio sono: la fede nel futuro, il credere nella specie, l’abilità ad occuparsi degli altri.

    La mancanza di generatività crea stagnazione, autoassorbimento, noia e mancanza di crescita psicologica.

  8. Stadio (Tarda età adulta)

    INTEGRITA’ DELL’IO OPPOSTA A DISPERAZIONE

    In questo stadio una persona deve vivere con ciò che ha costruito. L’integrità comporta l’accettazione dei limiti della vita, il senso di far parte di una storia più ampia e di possedere la saggezza dei tempi. L’antitesi dell’integrità è la disperazione, il rimpianto per ciò che si è fatto e non fatto nella vita, la paura di avvicinarsi alla morte, il disgusto di se stessi. La maturazione fisica stabilisce la tabella di marcia dello sviluppo che la cultura di appartenenza spinge, rallenta, nutre o distrugge.

Questo modello ci lascia ampi spazi di riflessione che possono aprirci a nuove e utili consapevolezze e come sosteneva Erikson, non è mai troppo tardi per risolvere qualsiasi crisi !!

Bibliografia

  1. Di Erik H. Erikson, Joan M. Erikson “I cicli della vita. Continuità e mutamenti” Armando Editore, 2009

Fabio D. G. Fiorelli, L’identità tra individuo e società. Erik H. Erikson e gli studi sull’io, sé e identità, Armando, Roma, 2007

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Teoria psicoanalitica di Sigmund Freud STADI DI SVILUPPO

 Teoria psicoanalitica di Sigmund Freud
STADI DI SVILUPPO

Energia nervosa, energia psichica, energia pulsionale, libido, tensione è questo il fulcro della teoria di Freud.
Per la psicoanalisi l’energia psichica deriva dall’energia biologica cioè fisica e quindi mente e corpo hanno una stretta connessine di scambi. Gli istinti creano eccitazione in qualche parte del corpo e questa energia creata stimola la mente creando un bisogno.

Freud individua principalmente due istinti di base: eros è istinto di distruzione

  • EROS (istinto di vita) riguarda le spinte pulsionali sessuali, l’autoconservazione, l’amore e le forze vitali. L’energia disponibile all’eros è la libido.

  • DISTRUZIONE (istinto di morte) riguarda aggressione, odio, perdita di connessioni, istinto di morte.

Per Freud i primi anni di vita sono importantissimi per la formazione della personalità e questo sviluppo comporta degli stadi psicosessuali che sono divisi in fasi:

  1. Fase Orale (0-18 mesi).

  2. Fase Anale (18 ed i 36 mesi).

  3. Fase Fallica (complesso di Edipo/Elettra) (3 e i 6 anni).

  4. Fase Genitale adulta (dalla pubertà in poi)

Gli stadi di sviluppo, rappresentano la successione dei conflitti funzionali a cui si va incontro crescendo e scoprendo l’ambiente. La personalità quindi dipende dal modo in cui si sviluppano le pulsioni in ciascuno stadio.

Il modello psicoanalitico della mente individua tre strutture che danno vita ai processi mentali:

Es, Io e Super-io. Intesi da Freud come “3 omuncoli”, uno appassionato e vizioso, uno razionale e uno morale. Il super-io si contrappone e condiziona sia l’Es che il Super-io. Io, es e super-io sono però privi di partizione in quanto si combinano al momento di produrre un comportamento o un pensiero.

  • ES: rappresenta la sede delle funzioni su base biologica. L’es è una parte inaccessibile della nostra personalità ed è la sede dei desideri innati quindi fonte principale dell’energia psichica che viene utilizzata per soddisfare gli istinti

  • IO: è quella struttura che trae origine dall’incapacità dell’es di produrre costantemente l’oggetto desiderato, quindi rappresenta il meccanismo di adattamento alla realtà. Le attività intellettuali dell’io sono la percezione, il pensiero logico, la soluzione di problemi e così via, man mano l’io, con lo sviluppo, acquista energia ed esperienza (pensiero secondario) diventando sempre più forte e differenziato e facendo anche da mediatore tra es e mondo esterno.

  • SUPER-IO: è composto da:

    -La Coscenza è fatta delle proibizioni dei genitori.
    -L’Io ideale è in riferimento ad uno standard di condotte verso cui il bambino tende i propri sforzi.

Qestre tre dimensioni ci guidano quindi nella nostra vita, in uno scambio di dimensioni consce e inconsce. Dall’armonia di quesi elementi dipende la nostra vita.

Bibliografia
  • Sigmund Freud, Tre saggi sulla teoria sessuale, (1905).
  • Sigmund Freud, Compendio di Psicoanalisi, (1938).
  • Edoardo Giusti,Claudia Montanari,Antonio Iannazzo Psicodiagnosi integrata. Sovera Edizioni, 2006

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Teoria degli STADI COGNITIVI di Jean Piaget

Teoria degli STADI COGNITIVI di Jean Piaget Jean Piaget

(Neuchâtel, 9 agosto 1896 – Ginevra, 16 settembre 1980)

Jean Piaget è stato uno psicologo, biologo, pedagogista e filosofo svizzero. Ha improntato la sua vita scientifica sullo studio sperimentale delle strutture e dei processi cognitivi legati alla costruzione della conoscenza nel corso dello sviluppo, ha dato inizio agli studi di epistemologia genetica nel campo della psicologia dello sviluppo.

Il pensiero di Piaget è fondato sulla biologia, nel definire lo sviluppo integra la tesi innatista e quella ambientalista (legata alle stimolazioni esterne).

La natura scientifico teorica del modello si sviluppa secondo tutti e quattro i tipi di costruzione della teoria:

  1. Modello teorico

  2. Teoria deduttiva

  3. Teoria funzionale

  4. Teoria induttiva

Il punto di forza principale di queste teorie è l’aver dato importanza fondamentale al ruolo della cognizione nello sviluppo, l’adattamento del bambino all’ambiente e al mondo che incontra giorno dopo giorno.

L’essenza dello sviluppo cognitivo è caratterizzata da cambiamenti di struttura, che vengono quindi assimilati.

L’intelligenza viene considerata come capacità ‘di adattamento all’ambiente, alla realtà. Il risultato dell’integrazione tra assimilazione(conservazione) ed accomodamento(novità).

La percezione non sembra procedere in maniera qualitativamente simile allo sviluppo cognitivo ma piuttosto si evolve a livello quantitativo con informazioni nuove.

La memoria riflette la struttura cognitiva nel suo insieme infatti e ad essa dipende ed è un processo attivo di comprensione. Attraverso il cambiamento di strutture cognitive avviene anche una riorganizzazione della memoria.

Piaget sostiene che lo sviluppo si evolve attraversando una serie di stadi costituiti e scritti a livello genetico-biologico ma anche influenzati dalle stimolazioni ambientali. Negli ultimi anni della sua ricerca Piaget diede meno importanza agli stadi ipotizzando altresì dei periodi di transizione più lunghi tra di loro.

Nella sua teoria il passaggio attraverso gli stadi è favorito principalmente da quattro fattori:

  1. Maturazione fisica

  2. Esperienza con oggetti fisici

  3. Esperienza sociale

  4. Fattore d’equilibrio, «una proprietà intrinseca e costitutiva della vita organica e mentale».

I periodi di sviluppo sono totalità strutturate che emergono da uno stadio precedente.

La teoria “piagetiana” si sviluppa in quattro principali periodi che poi sono a loro volta suddivisi in sotto stadi quali:

  • Primo periodo (da 0 a 2 anni)
    PERIODO SENSO-MOTORIO

    • Stadio (da 0 a 1 mese) Evoluzione e modifica dei riflessi: Il bambino rafforza generalizza è differenzia comportamenti che hanno inizio sotto forma di semplici riflessi.

    • Stadio (da 1 mese a 4) Reazioni circolari primarie: i movimenti vengono ripetuti e provati in senso circolare producendo un certo piacere.

    • Stadio (da 4 mesi a 8) reazioni circolari secondarie: in questa fase i movimenti circolari sono rivolti verso il mondo esterno.

    • Stadio (da 8 mesi a 12) coordinazione degli schemi secondari: il bambino oltre a coordinare gli schemi secondari e rimuovere gli ostacoli, può ora usare gli oggetti come strumenti per ottenere un fine (sa quello che fa!)

    • Stadio (da 12 mesi a 18) reazioni circolari e terziarie: in questa fase vi è la scoperta di mezzi nuovi attraverso la sperimentazione ed esplorazione attiva.

    • Stadio (da 18 mesi a 24) invenzione di mezzi nuovi attraverso combinazioni mentali: il bambino riesce a trovare soluzioni nuove sul momento, egli manipola immagini mentali al fine di ottenere eventi conseguenti esterni.

  • Secondo periodo (da 2 a 7 anni)
    PERIODO PRE-OPERATORIO

Il bambino ora può usare i simboli per rappresentare oggetti ed eventi astratti

Caratteristiche di questo periodo sono:

  • Egocentrismo: il bambino non riesce a differenziare il se dal mondo esempio linguaggio

  • Rigidità: di pensiero riesce a prestare attenzione ad una sola caratteristica di un oggetto trascurando le altre.

  • Ragionamento semi-logico i pensieri spesso sono collegati tra loro in maniera slegata piuttosto che secondo una relazione logica e lineare.

  • Terzo periodo (da 7 a 11 anni)
    PERIODO DELLE OPERAZIONI CONCRETE

Il bambino grazie alla capacità di servirsi delle operazioni e dei concetti padroneggia azioni che già fanno parte della sua struttura mentale interiorizzata. Ora le rappresentazioni non sono più isolate ma acquistano una conservazione.
Il bambino è in grado di capire anche le relazioni per esempio se A>B e B>C allora riuscirà a capire che A > C. L’egocentrismo tende a diminuire.

  • Quarto periodo (da 11 a 15 anni) PERIODO DELLE OPERAZIONI FORMALI

Le operazioni mentali non sono più limitate ad oggetti concreti possono ora essere applicate ad affermazioni puramente verbali o logiche, al possibile come al reale, al futuro come al passato… come altre qualità il ragionamento è diventato veramente logico astratto ed ipotetico

 

 

Bibliografia:

  • Jean Piaget La nascita dell’intelligenza nel fanciullo, Firenze, Giunti-Barbera universitaria, 1968.
  • Jean Piaget Logica e psicologia, Firenze, La Nuova Italia, 1969.
  • Jean Piaget Dal bambino all’adolescente. La costruzione del pensiero, Firenze, La Nuova Italia, 1969.
  • Edoardo Giusti,Claudia Montanari,Antonio Iannazzo Psicodiagnosi integrata. Sovera Edizioni, 2006

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