Category: psicologia

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Il DISTURBO MENTALE nel DSM-5.

Definizione di DISTURBO MENTALE nel DSM-5.

Prima di definire qualsiasi disturbo psicopatologico è molto importante conoscere ed aver appreso appieno la definizione di DISTURBO MENTALE presente nel manuale diagnostico dei disturbi mentali (DSM-5) a cura dell’American American Psychiatric Association (APA). Al fine di non incorrere in errori di valutazione e sovradiagnosi è opportuno effettuare una valutazione approfondita del livello di disagio che il disturbo provoca.

Qui di seguito la definizione che si trova a pagina 22 del quinto manuale dei disturbi mentali (DSM-5):

“Un disturbo mentale è una sindrome caratterizzata da un’alterazione clinicamente significativa della sfera cognitiva, della regolazione delle emozioni o del comportamento di un individuo, che riflette una disfunzione nei processi psicologici, biologici o evolutivi che sottendono il funzionamento mentale.
I disturbi mentali sono solitamente associati a un livello significativo di disagio o disabilità in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti. Una reazione prevedibile o culturalmente approvata a un fattore stressante o a una perdita comuni, come la morte di una persona cara, non è un disturbo mentale.”

La definizione è molto esaustiva e definisce il disturbo una “Sindrome”. Lo stesso DSM-5 nel glossario a pagina 693 definisce Sindrome un “raggruppamento di segni e sintomi, basato sulla loro frequente concomitanza, che può suggerire una sottostante patogenesi, un decorso, una familiarità e un’indicazione di trattamento comuni”.

Si considerano quindi un insieme di sintomi che in linea con il modello categoriale del DSM-5 si cerca di riunire in categorie distinguibili tra di loro che aiutano a meglio inquadrare oltre alla diagnosi possibili prognosi, strategie di trattamento ed esiti.

Questi segni e sintomi sono valutati osservando le disfunzioni in chiave bio-psico-sociale.
Si diagnostica un disturbo o una disabilità quando sono presenti delle alterazioni significative nei principali ambiti della vita dell’individuo che sono:

  • La cognizione
  • L’emotività
  • Il comportamento
    Quindi è presente disagio o disabilità nelle relazioni sociali, al lavoro, in famiglia, a scuola…

Durante la valutazione è necessario considerare le influenze culturali di un determinato comportamento o “adattamento”, come per esempio nel lutto dove a seconda della cultura di appartenenza vi è uno stile comportamentale culturalmente definito.

Una attenta valutazione della compromissione del funzionamento o meglio della disabilità dell’individuo è fondamentale proprio perché permette di scremare tutte quelle condizioni in cui i le emozioni, i comportamenti e i pensieri pur discostandosi dai valori culturalmente condivisi non creano disagio significativo.
Esempio dell’utilità della valutazione del grado di disagio possono essere colti nella “disforia di genere” dove non tutte le persone che si identificano nel sesso non biologico hanno condotte di vita disfunzionali e disagio. Si pensi ad alcune parafilie come il sadismo o masochismo che per essere definiti “disturbo da masochismo sessuale” o “disturbo da sadismo sessuale” devono creare disagio significativo nelle varie aree di vita ed essere agite a discapito di persone non consenzienti.

 

Bibliografia:
American Psychiatric Association (2013a). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition (DSM-5). Washington, D.C.: APA (trad. it.: DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta edizione. Milano: Raffaello Cortina, 2014).

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Viaggio nel surrealismo di Salvador Dalì, nello psichismo tra sogno, inconscio e sessualità.

Matera, palcoscenico ideale per questo viaggio tra le opere di Dalí i suoi simboli e dualismi della vita. 

Salvador Dalí era molto attratto dalle teorie di Freud e della sua Psicoanalisi. D’altronde con il suo surrealismo amava sognare rappresentando il suo mondo onirico colmo di paure, ansie e pulsioni contrastanti. Il surrealismo era per Dalí, il modo per fare emergere il proprio inconscio. Il fondatore del movimento surrealista Andrè Breton, teorizzò il “principio dell’automatismo psichico” e fu Dalí a parlare di “METODO PARANOICO CRITICO”, l’artista si lascia agitare dal viaggio onirico dell’inconscio dalla sua “paranoia” per poi rappresentarla e riorganizzarla dopo la sua analisi “critica” razionalizzata.

L’opera artistica di Dalí è pregna di rimandi alla psiche, nelle sue opere è facile individuare uno dei temi principali della vita e rappresentato dal dualismo, Il dualismo degli opposti, “la persistenza degli opposti” (tema del percorso espositivo nella città di Matera per tutto il 2019) il bene e il male, la vita e la morte, la forza la fragilità … Dalí nelle sue opere rappresenta i capisaldi della teoria freudiana: l’inconscio, il sogno e la sessualità.
In linea con la teoria psicoanalitica i simboli assumono un importante valore. Essi sono colmi di significati, espressione e frutto delle esperienze ed emozioni che Salvador Dalí viveva.

La Lumaca, Chiocciola

Anche l’incontro di Dalí con Freud ha un suo simbolo rappresentato appunto da una lumaca. Avvenne che Dalí vide una lumaca su una bicicletta proprio davanti alla casa di Freud.
Il dualismo degli opposti emerge tra il guscio duro esterno e forte ed il suo interno fragile e sinuoso. La chiocciola è forte, dura e racchiude al suo interno un corpo molle e delicato, questa contrapposizione per l’artista simbolizzava la testa, la mente, la psiche dello stesso Freud.

I Cassetti

Altro simbolismo derivante dalla teoria psicoanalitica di Sigmund Freud è quello dei cassetti, essi rappresentano i ricordi, i segreti e ciò che è intimo, subconscio, i desideri nascosti. Spesso l’autore li rappresenta semi aperti a significare il fatto che i nostri segreti non sono sempre nascosti ma a volte sono stati già svelati.

Gli Orologi molli

Nel mondo psichico dell’arista, un grosso valore simbolico è attribuito ai suoi orologi “molli”.
Furono per la prima volta rappresentati in “La persistenza della memoria” nel 1931 esprimendo la plasticità del tempo e quindi quanto esso sia condizionato dalle emozioni e dagli stati d’animo, in linea a quella che è la teoria di Einstein in cui il “il tempo relativo”. Il dualismo degli opposti è presente nella contrapposizione tra la rigidità e precisione del tempo e la sua deformabilità che può subire in base alle situazioni.
Fu proprio osservando in una sera calda estiva un formaggio sciogliersi prendendo la forma del suo appoggio che Dalí trovò l’ispirazione per rappresentare i suoi orologi.

Gli Elefanti

Rappresentati per la prima volta nel 1944 nel suo quadro “Sogno causato dal volo di un’ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio”.

I suoi elefanti (e successivamente anche altri animali dalla stessa forma) sono ispirati ad una scultura di Gian Lorenzo Bernini che si trova a Roma nei pressi del Panteon, essa rappresenta un elefante che porta un obelisco sulla schiena. Letteralmente la scultura viene ripresa e riletta da Dalí in chiave surrealista. Per Dalí l’elefante ha “lunghe gambe” simbolo fallico del desiderio nella sua distorsione spaziale. Ma anche in questo caso come nella lumaca o nell’uovo viene espresso il dualismo degli opposti: la forza e imponenza del corpo dell’elefante contrapposte alla fragilità delle sue gambe lunghe ed esili.

Diversi altri simboli provengono dal mondo dell’intrapsichico di Dalì:
Le Uova rappresentano il ventre materno, l’intrauterino fonte di speranza e amore. Il dualismo degli opposti in questo caso viene offerto dalla contrapposizione tra il guscio duro e protettivo dell’uovo e il molle presente al suo interno.

Gli Insetti
Le Formiche
simboleggiano la decadenza, la bramosia sessuale e la morte. Le Locuste sono simbolo di invasione, distruzione e paura.

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NORMARE I COUNSELOR: Vota NO! Per tutelare la salute pubblica

l’UNI – Ente Italiano di Normazione ha avviato una inchiesta preliminare per NORMARE I COUNSELOR:
Vota NO! Per tutelare la salute pubblica

E’ importante che tutte le persone siano coinvolte per offrire la loro opinione proprio per la tutela della salute pubblica e della figura dello psicologo. Le associazioni di formazione di counselor già si stanno attivando per votare a loro favore spinti dall’indotto economico che portano questi corsi!!!

In mia opinione e non solo mia (vedi Ordine Psicologi Puglia, Ordine psicologi Lombardia, Ordine Psicologi Lazio,  Altrapsicologia  ecc.) bisogna chiaramente essere contrari al riconoscimento del counselor come figura professionale. Bisogna votare NO! in quanto ogni psicologo per non parlare degli psicoterapeuti si occupa già delle stesse aree di interesse ed intervento delle quali si vorrebbero occupare anche i counselor. I counselor chiaramente non hanno la stessa formazione professionale quinquennale di un laureato in psicologia che ulteriormente si specializza in psicoterapia per altri e 4 anni. Appare quindi abbastanza inutile creare la nuova categoria professionale di counselor quando esiste già la psicologia con la sua formazione scientifica e comprovata che esercita questa funzione.

Per votare NO e tutelare la salute dei cittadini
1) Basta accedere al link dell’UNI: htt://bit.ly/2QVSpEN4
2) Spuntare NO alla domanda “Ritieni che il progetto rispecchi i bisogni del mercato di riferimento?
3) Scrivere una breve motivazione, ad esempio la mia è: ” ogni psicologo e a maggior ragione ogni psicoterapeuta si occupa già delle stesse aree di interesse ed intervento delle quali si vorrebbero occupare i counselor.”

Appare inoltre molto interessante osservare che non è la prima volta che si tenta una normazione della figura di counselor attraverso l’UNI. Questo è il SECONDO TENTATIVO DI NORMARE IL COUNSEELING ed inoltre già nel 2015 il TAR Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Ter) il 18/11/2015 con la sentenza 13020/2015 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO aveva già disposto: la cancellazione di Assocounselling dall’elenco delle attività non regolamentate di cui alla L. 4/2013. I counsellors non hanno alcuna competenza per gestire il disagio psichico, che attiene alla sfera della salute.

Ne avevamo già parlato nell’articolo:
www.psicologo-taranto.com/2015/12/04/riconosciuta-lunicita-della-professione-di-psicologo

Qui di seguito la videoinchiesta di Luca Bertazzoni che ha documentato le carenze operative dei counselor.

Qui di seguito il Link dell’articolo di altra psicologia che approfondisce e motiva l’inutilità della figura professionale del counselor in quanto già lo psicologo è impegnato in attività di counseling:
http://www.altrapsicologia.it/editoriali/normare-i-counselor-di-la-tua-nellinchiesta-pubblica-uni

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Lips enhancer. AUTOLESIONISMO 2.0

Lips enhancer. AUTOLESIONISMO 2.0
fashion victim

Ogni tempo segue una sua moda. Che ci piaccia o no le mode sono sempre la tendenza del momento e spesso una fotografia dei valori presenti in quell’epoca.

Ma non è detto che siano sempre tendenze intelligenti o evolutive. In un’epoca confusionaria come questa possiamo passare giorni interi sui media tra social o youtube per renderci conto della diffusa distruzione dei valori. Paradossalmente oggi sembra che sia delegato e affidato proprio ai media l’insegnamento dei valori.

Kylie Kristen Jenner è l’artefice dell’ultima moda scoppiata partendo dagli Stati Uniti, lei è conosciuta grazie ad un reality show; Kristen lancia su istagram la moda del Lip enhancer così si chiamerebbe il metodo fai da te per gonfiarsi le labbra, quasi come fossero andati tutti dal chirurgo e subito dopo, sono tutti pronti per poter partecipare al reality, per rimanere in tema, “Disastri di bellezza” che di bellezza poi non ne rimane così tanta.

Guardare come questi video si siano diffusi in modo virale è allarmante. Il gioco è questo, prendere una bottiglia, un bicchierino… Infilarsi le labbra dentro, restare per circa un’ora o comunque diversi minuti così, dopodiché sfilarsi il bicchierino che nel frattempo avrà creato una pressione negativa; il tentativo di gonfiare le labbra passa nell’aspirare più aria possibile all’interno del contenitore, in modo da farle gonfiare a dismisura per la pressione che si crea. Tolta la bottiglia ecco il risultato, delle labbra che tutto sembrerebbero, tranne che labbra sexy o carnose, assomigliano a dei gorilla (senza offesa per i gorilla) o a soubrette fuori scena. Un risultato a dir poco preoccupante. In linea con l’attuale liquidità dei sessi questa pratica si è diffusa anche tra i maschietti quindi non c’è distinzione.

Le ragazzine fanno a gara per chi riesce ad avere le labbra più gonfie, pubblicando i video con l’hashtag #KylieJennerLipsChallenge. Ovviamente questa pratica innaturale sembra poter portare conseguenze anche piuttosto gravi quindi è sconsigliato farlo ma basta avere un minimo di buonsenso per capire l’inutilità di tutto ciò.

Secondo il parere dei medici le conseguenze possono essere diverse come ad esempio: ecchimosi, ematomi, la rottura dei vasi con emorragie di varia intensità, ferite più o meno gravi delle labbra provocate dalla eventuale rottura del recipiente usato, e altro.

Entrando più affondo nella questione e estraendone anche i simbolismi e la metacomunicazione: Perché le ragazze sono spinte a seguire queste mode?

Nell’epoca dell’Apparire’ tutto è concesso, si perdono i freni inibitori perdendo di conseguenza i valori ciò che manca è la base, tutto questo è un effetto collaterale della contemporaneità; bombardamenti di informazioni troppo veloci che creano ragnatele dissonanti.

Alla base di questo desiderio di mostrarsi a labbra gonfie oltre che allo scontato ma nascosto istinto autolesionista c’è il grosso desiderio di emulazione di quelli che sono i modelli sbagliati ormai offerti dai media comuni. E’ stata proprio una “donna fashion” sbucata da un reality a cercare notorietà e a trovare poveri e ingenui adepti “fashion victim” che sostengono e sponsorizzano tale pratica anche solo per gioco.

Purtroppo e spesso i “follower” di tali “pratiche” sono giovani che non del tutto sono sempre consapevoli e informati su ciò che fanno e come lo fanno, ma cercano di imitare quelli che oggi, dato il decadimento dei valori, sembrano le caratteristiche indispensabili per poter accedere al mondo dello spettacolo, basti pensare alla diffusione della chirurgia plastica. Anche ai più svegli appare chiaro che, le labbra gonfie e carnose a livello simbolico evocano una maggiore ricettività e apertura se paragonate ad una bocca con labbra sottili o serrate che invece indicano controllo e chiusura. Le labbra aperte e carnose predispongono alla apertura e sperimentazione dei sensi e del piacere.

Attraverso l’elemento estetico si esprime il desiderio e bisogno (ai più) inconscio di aprirsi alla vita e agli altri. Le labbra sono veicolo ed espressione istintuale fisica materiale e dei sensi.

Spesso chi ha labbra sottili desidera rifarsi le labbra parallelamente alla voglia di superare le inibizioni e i tabù per essere più aperti e disponibili.

Il consiglio che rimane da dare a questi fruitori inconsapevoli del web e dei media è di passare sempre meno tempo davanti agli schermi in modo da poter vivere in modo più naturale riuscendo a sentirsi unici cogliendo il bello dell’essere diversi e particolari.

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Intervista di Carlo Mazzucchelli al dr Ettore Zinzi Psicologo Psicoterapeuta

E’ importante sapere usare i media con senso critico.
Per www.solotablet.it  nell’ ottobre 2017 Carlo Mazzucchelli intervista lo Psicologo Psicoterapeuta Ettore Zinzi.

Al seguente link è possibile accedere all’intervista che Carlo Mazzucchelli ha condotto con Il dr Ettore Zinzi Psicologo Psicoterapeuta per il sito www.solotablet.it. Un progetto editoriale che propone una riflessione critica sulla tecnologia per un suo uso consapevole.
L’intervista verte sugli effetti che la tecnologia sta avendo sulle persone e come stà modificando il nostro modo di essere.

BUONA LETTURA

http://www.solotablet.it/blog/psicologia-e-tecnologia/tecnologia-psicologia-dipendenze-tecnologiche

 

 

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Frasi, pensieri, aforismi…

BACHECA frasi, pensieri, aforismi…

L’oggi è un dono, per questo si chiama presente!
Uno dei segreti della felicità e il riuscire a vivere bene il presente, visto che il passato è stato ed il futuro è mistero.
Godiamoci il presente mentre camminiamo verso il futuro.
Siamo già tutti fortunati oggi ad esserci!!
…Cu ti divierti e no’tt’angosci!!
(dr Ettore Zinzi )

 

Usa il cervello!!
campagna d
i sensibilizzazione sui social network
“USA/APRI IL CERVELLO 2018”


Usa il cervello!! AMATI
Tu sei l’unico che dovrà prendersi cura di se per tutta la vita! Sappi coccolarti, divertirti, scherzare su te stesso, sdrammatizzare, essere amico quanto padre e figlio di te stesso!! In questo modo imparerai ad AMARE!!
(dr Ettore Zinzi per la campagna social di sensibilizzazione “USA/APRI IL CERVELLO 2018”)

 

Usa il cervello!! ESPLORA!!
(dr Ettore Zinzi per la campagna social di sensibilizzazione “USA/APRI IL CERVELLO 2018”)

 

 

Usa il cervello!! Pensa quando utilizzi i social e condividi la tua vita, foto dei figli, amori, pensieri, stati di animo. Ricordati che esistono le cose intime e sono preziose.
Il mezzo “social network” ha la tendenza ad accentuare e facilitare alcune condotte negative di uso sbagliato dello strumento ed anche disturbi di personalità, ma se ben usato allarga i confini ed offre nuove possibilità di evoluzione.
(dr Ettore Zinzi per la campagna social di sensibilizzazione “USA/APRI IL CERVELLO 2018”)

Ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, noi stessi diventiamo qualcosa di nuovo.  (Leo Buscaglia)
Apri il cervello!! DOCUMENTATI, studia , cresci… TI CONVIENE!
(dr Ettore Zinzi per la campagna social di sensibilizzazione “USA/APRI IL CERVELLO 2018”)

APRI il cervello!! VIAGGIA!!
Un Viaggio è sempre una scoperta, prima di luoghi nuovi è la scoperta di ciò che i luoghi nuovi fanno alla tua mente e al tuo cuore. Viaggiare è sempre, in qualche forma, esplorare se stessi.
(Stephen Littleword)
(dr Ettore Zinzi per la campagna social di sensibilizzazione “USA/APRI IL CERVELLO 2018”)

Usa il cervello!! Non ti rifugiare nel telefonino o computer o gioco… VIVI!!!
(dr Ettore Zinzi per la campagna social di sensibilizzazione “USA/APRI IL CERVELLO 2018”)

 

 

Usa il cervello!! Le differenze ci completano …pensaci…
(dr Ettore Zinzi per la campagna social di sensibilizzazione “USA/APRI IL CERVELLO 2018”)

 

 

Apri il cervello!! Socializza!! gusta la condivisione, abbiamo tempo per stare soli…
(dr Ettore Zinzi per la campagna social di sensibilizzazione “USA/APRI IL CERVELLO 2018”)

“Non dar retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi. Gli occhi vedono solo ciò che è limitato. Guarda col tuo intelletto, e scopri quello che conosci già, allora imparerai come si vola”      (Richard Bach)

Auguro a tutti di trascorrere questo nuovo anno con la consapevolezza che siamo noi a scegliere progetttare e realizzare i nostri desideri ed obiettivi                              (Dr Ettore Zinzi)

Cambia punto di vista !! Sii creativo!!       (dr Ettore Zinzi)

 

L’ansia è come una sedia a dondolo: sei sempre in movimento, ma non avanzi di un passo.                                                                      (Jodi Picoult)

 

 

Valorizzati e fai ciò che ti rende felice!!  Tu sei il quandro, non la cornice!!

 

Cerca di essere come l’ OSTRICA, quando qualcosa le entra dentro e la ferisce la trasforma in una  PERLA!

CONSAPEVOLEZZA… implica il conoscere i propri punti di forza e debolezza, i propri gusti, i propri desideri e sogni, i propri bisogni e le proprie emozioni…                             (Ettore Zinzi)Le bugie alla lunga frantumano i rapporti. Lo senti quando qualcuno ti stà mentendo, ma resti in silenzio, non serve a mulla farglielo notare, chi mente pensa di trovarti sempre li pronto a sentire una nuova menzogna. Non capisce subito che hai capito. Se ne accorge solo quando non ci sei più.                     (Giuliana Giocastra)

Sforzati di non avere solo successo, ma piuttosto di essere di valore.
(Albert Einstein)

Evita di pensare: sono fatto così, le ho provate tutte, non posso farci niente, non ce la faccio, non posso perchè… ecc.  Questi sono i soliti pensieri che ci bloccano facendoci sentire anche giustificati                                                                                                                      (Ettore Zinzi)

 

 

 

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PESSIMISMO, la profezia che si auto avvera!!

PESSIMISMO, la profezia che si auto avvera!!
Per vivere meglio è possibile cambiare il pensiero negativo in positivo!!

L’enciclopedia della lingua Italiana TRECCANI così riporta:

Pessimismo s. m. [dal fr. pessimisme, der. del lat. pessĭmus «pessimo» (in contrapp. a optimisme «ottimismo»)]. – disposizione di spirito a considerare la realtà nei suoi aspetti peggiori.
Disfattismo (s.m.), catastrofismo (s.m.), scetticismo (s.m.), diffidenza (s.m.), sfiducia (s.m.), scoraggiamento (s.m.)

Il pessimismo come l’ottimismo è una delle strategie difensive agite dall’uomo per garantirsi la sopravvivenza. Precisando che come si parla di “ottimismo realista” così bisogna parlare di “pessimismo realista” quindi usato con moderazione e cognizione di causa. Il pessimismo portato all’eccesso culmina nella depressione quindi alla vera e propria e totale mancanza di speranza nel futuro, immobilità e isolamento, proprio come anche rilevato dai vari studi di Seligman sulla impotenza appresa.

Come evidenzia Edoardo Giusti (2016, pag.34), “i pensieri angosciosi possono mantenere il sistema nervoso in uno stato di attivazione persistente che provoca un eccesso di produzione di adrenalina, cortisolo ed altri ormoni analoghi fino alla comparsa di svariati sintomi.”

Il pensiero negativo ad alta intensità di pessimismo è caratterizzato da diversi ingredienti:

  1. Sensazione di Si tende a rimanere in una posizione di immobilità, passività, senza combattere con la giustificazione che tanto non c’è alcuna via di uscita.

  2. Bassa autostima e quindi poca fiducia nella propria capacità di risolvere le situazioni (problem solving), scoraggiamento, paura…

  3. Overload of negative information/accumulo di informazioni negativo. Si raccolgono tante prove negative che confermano le proprie paure, tanto da scoraggiarsi nell’agire e nel cercare di risolvere affrontando la realtà.

  4. Bassa motivazione. A causa del pessimismo non si è motivati ad agire e quindi si rimane immobili.

  5. Confronto con chi ha di più. Si paragona la propria vita a persone che stanno meglio, ottenendo il risultato di scoraggiarsi.

  6. Mancanza di speranza in questo modo ogni comportamento viene pensato come inutile e quindi si smette di cercare soluzioni alternative.

  7. Mancanza di fiducia in se stessi e negli altri.

  8. Paranoia. Ci si sente schiacciati dagli eventi negativi e quindi perseguitati.

 “È meglio essere ottimisti ed avere torto piuttosto che pessimisti ed avere ragione.”
Albert Einstein

Come già detto senza il pessimismo il genere umano non sarebbe sopravvissuto, se l’uomo non avesse previsto le catastrofi non si sarebbe preparato ad affrontarle. Senza quel pizzico di pessimismo non ci prepareremmo ai momenti di crisi.

Grazie al pessimismo, la paura e l’ansia ci preparano a situazioni di pericolo. Ci allertano e quindi si ha la possibilità di organizzare delle risposte veloci, rapide ed adattive.

È chiaro quindi che il livello di pessimismo deve essere realista, ben moderato, altrimenti indossando lenti molto scure tutto apparirà più buio, cupo, più grigio di quanto realmente è, ottenendo una visione del mondo poco realistica quindi distorta.

Seligman individuò nella consapevolezza, di potere o non potere controllare l’ambiente, la base della differenza tra pensiero pessimistico e ottimistico. Quella consapevolezza di esercitare un certo controllo sul proprio futuro e sulle proprie azioni. Il modo in cui ci si spiega gli avvenimenti. È ovvio che se si crede di non avere controllo sul proprio destino ci si adagia passivamente al flusso degli eventi della vita senza provare minimamente a darle una direzione, vivendo con molta insoddisfazione.

La differenza importante che c’è tra l’ottimista e il pessimista riguarda l’attribuzione delle cause dei propri insuccessi, o attribuzione esterna (mi hanno fatto sbagliare!) o interna (ho sbagliato!).

Ovviamente quando i pessimisti si attribuiscono le cause dei loro insuccessi avranno un abbassamento della loro autostima e quindi della fiducia in se stessi, non confidando tanto nelle loro possibilità e capacità.

Seligman ha confermato che è possibile utilizzare delle strategie per cambiare il proprio stile di pensiero da pessimista a ottimista. Esercitarsi a pensare positivo, ci aiuta nella soddisfazione dei nostri bisogni, a stare bene fisicamente e con delle alte difese immunitarie.

Istruzioni per i PESSIMISTI cronici per diventare più Ottimisti, i passi per cambiare il proprio pensiero da pessimista ad ottimista:

  1. Essere consapevoli di caricare negativamente la realtà, trasformandola in più catastrofica di quanto lo è.

  2. Distogliere l’attenzione dai pensieri pessimistici cercando di focalizzare l’attenzione su nuove soluzioni e spiegazioni più ottimistico realistiche.

  3. Focalizzarsi sulle proprie fortune, sulle cose belle della vita e sulle possibilità del futuro.

  4. Guardarsi allo specchio e sorridere ogni giorno.

  5. Visualizzare la nostra percentuale di pessimismo da 1 a 100. Es. Solitamente carico un 60% di negatività alla realtà vedendola sempre più catastrofica del reale, quindi procedendo con un ragionamento di tipo cognitivo alla mia visione; dovrò sempre effettuare un aggiustamento levando il 60% del pessimismo. Per esempio quindi, 100% che non ce la faccio cioè non ce la posso fare, diventa 40% che non ce la faccio cioè potrei anche farcela.

  6. Non catastrofizzare generalizzando ma circoscrivere l’insuccesso all’evento nefasto in termini sia temporali che causali.

  7. Imparare dai propri errori, essi intrinsecamente possono avere una valenza positiva se utilizzati come una risorsa, ossia come apprendimento che ci permette di capire cosa non ci conviene fare.

  8. Ricordare che la visione che l’uomo ha del mondo, dell’ambiente e della vita è una visione prettamente soggettiva, quindi costruita da noi stessi e dalle nostre esperienze. Partendo da questo assunto, è ovvio dedurre che, se la vita ci appare bella, dipende molto da noi e dal nostro modo di vedere le esperienze della vita.

Non bisogna dimenticare che i pensieri negativi diventano profezie che si autoavverano.
Sta quindi a noi decidere se voler essere ottimisti quindi attivi e pronti a combattere, oppure se si preferisce la chiusura nel pensiero pessimistico inattivo cadendo nella disperazione e privandoci “del rischio” di poter godere delle cose della vita??
Ricordiamo che il pessimismo abbassa la motivazione e le aspettative rendendoci immobili, e nel vuoto.

 

BIBLIOGRAFIA

  • Daniel Goleman. Intelligenza emotiva. Rizzoli, Milano 1996.
  • Edoardo Giusti Passione e saggezza: la serenità psichica tra ottimismo e realismo. Sovera Edizioni, 14 giu 2016.
  • Chiara Ruini, Marta Scrignaro, Marta Bassi, Andrea Fianco. Le partiche della psicologia positiva: Strumenti e prospettive. Strumenti per il lavoro psico-sociale ed educativo. Franco Angeli 2017
  • H. Maslow, Motivazione e personalità, Astrolabio 1973
  • Abraham Maslow, Verso una psicologia dell’essere, Astrolabio 1971
  • Carl Rogers, Un modo di essere, Martinelli 1983
  • Seligman, M.E.P. (1990). Imparare L’Ottimismo (Learning Optimism). New York: Knopf. (reissue edition, 1998, Free Press)
  • Seligman, M.E.P. (1996). Come crescere un bambino ottimista (The Optimistic Child: Proven Program to Safeguard Children from Depression & Build Lifelong Resilience). New York: Houghton Mifflin. (Paperback edition, 1996, Harper Paperbacks)
  • Seligman, M.E.P. (2002). La costruzione della Felicità (Authentic Happiness: Using the New Positive Psychology to Realize Your Potential for Lasting Fulfillment). New York: Free Press. (Paperback edition, 2004, Free Press)

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