Category: psicologia

“diAMOvoce”.Il progetto di sostegno psicologico telefonico della ASL di Taranto

Una task force composta da 21 psicologi sarà a disposizione dei cittadini di Taranto attiva per via telefonica dal numero ASL 0994786499.
Il servizio ideato nella ASL di TARANTO offrirà supporto a tutte quelle persone che in questo momento così delicato con la pandemia da Corona-virus sono in difficoltà per i più svariati motivi.
Isolamento, ansia, paura… sono molto presenti e pressanti in questi giorni senza pensare a tutte quelle persone che già prima della emergenza Covid-19 affrontavano una condizione di disagio e che ad oggi si sono trovati impossibilitati ad avere aiuto e conforto acutizzando le loro sofferenze.
L’obiettivo principale del servizio è quello di prevenire lo sviluppo di eventi estremi e quindi l’acutizzarsi di condotte disfunzionali come fughe impulsive, abusi vari come: alcol, farmaci, tabacco, cibo, uso compulsivo della rete e dei social delle slot on-line… Il progetto è quindi volto a sostenere le “fragilità sociali” , bambini, anziani, disabili, ecc. 


Per ricevere sostegno contatta il numero 0994786499
Il servizio è attivo
dal
lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle 14.00 e dalle 15.00 alle 19.00 
ed il sabato dalle ore 10.00 alle 14.00

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Una “nota” dal Servizio di Psicologia Clinica ASL TA D.S.M.: “CUORI D’ACCIAIO”

Interessante “nota” della A.S.L .- TA D.S.M. – SERVIZIO DI PSICOLOGIA CLINICA E DI PSICOTERAPIA DELL’ETA’ ADULTA E DELL’ETA’ EVOLUTIVA: “Cuori d’acciaio”;
Dall’osservatorio clinico viene scattata una utile fotografia di quello che accade ormai da troppo tempo alla “resiliente” Taranto.
….per quanto tempo ancora i nostri cittadini potranno continuare ad essere resilienti, proprio come l’acciaio?…. 

Ecco di seguito il comunicato integrale:

A.S.L.  TA   D.S.M. 
SERVIZIO DI PSICOLOGIA CLINICA E DI PSICOTERAPIA
DELL’ETA’ ADULTA E DELL’ETA’ EVOLUTIVA
Sede Centrale  Ospedale “SS. Crocifisso” (già Ospedale Vecchio)
Via Acclavio – Via SS. Annunziata  Taranto – Tel 099 4585095
Ambulatorio P.O. San GIUSEPPE MOSCATI
Via Per Martina Franca – Taranto
Tel 099 4585711 – Fax 099 4585769
dsm.psicologiaclinica@asl.taranto.it

CUORI D’ACCIAIO

Il Servizio di Psicologia Clinica di Taranto, da oltre vent’anni, è impegnato nella titanica e delicatissima funzione dell’accogliere e del farsi carico di una domanda di cura particolare e complessa, la cura della sofferenza psichica, che può esprimersi nelle più svariate ed irripetibili modalità soggettive che la caratterizzano e che contraddistinguono la “cifra” singolare ed unica dell’essere umano.

Ed è proprio la profonda responsabilità di questo ascolto, che da sempre ha accompagnato il nostro mandato etico e professionale  all’interno di una istituzione pubblica quale il Dipartimento di Salute Mentale, che ha richiamato ed interpellato profondamente il nostro essere Operatori con determinate ed ineludibili responsabilità ed, al contempo, essere cittadini di Taranto: quello della cura dell’altro d’un canto, ma anche quello di interrogarsi costantemente e di raccogliere i segnali più critici e significativi di quanto succede all’esterno, nel vivere sociale, nell’appartenere ad una comunità e che, oggi, prepotentemente rimbalzano nel privato di una condizione umana soggettiva o familiare.

La nostra bellissima città, culla di cultura e di bellezza, dove il mare da sempre ha rappresentato l’anima ed il soffio della vita che avanza, si sviluppa ed incanta, questa nostra città così strana nelle sue acute contraddizioni, nelle sue mollezze e disillusioni, è stata nuovamente attraversata da un terremoto, una tragedia per la nostra comunità, ancora una volta misconosciuta e calpestata dalle ragioni disumanizzate dell’economia e della politica.

Il mostro in frantumi dell’ex ILVA, oggi ARCELOR-MITTAL colosso mondiale dell’acciaio, continua, purtroppo, ad offrire a questa città l’immagine più crudele e lacerata, nella quale vanno moltiplicandosi paurosamente gli effetti devastanti di questa frammentazione, di questa gravissima e responsabile mancanza di una visione politica realmente etica, più onesta e lungimirante, più rispettosa delle singole persone e dell’ambiente.

Il nostro osservatorio clinico ci mostra, di fatto, come la perdita del lavoro, evento che riguarda un numero sempre crescente di persone, rappresenti davvero per il soggetto che ne è protagonista e per le persone che vi sono vicine una condizione psicologica paragonabile all’esperienza del lutto, una catastrofe emotiva, relazionale e sociale che coinvolge l’intera famiglia e che paralizza i processi evoluti interni, emotivi, affettivi e cognitivi, con gravi ripercussioni sulla salute psichica e fisica dell’individuo e della stessa famiglia.

Le sempre più numerose domande di intervento che accedono al nostro Servizio ci parlano, spesso, di gravi destabilizzazioni familiari nelle quali la precarietà, la fragilità della capacità produttiva ed economica, determinata dalla perdita del lavoro, incidono profondamente nell’economia psichica delle relazioni affettive familiari e della coppia, spostando talvolta il segnale del disagio psichico sull’elemento più debole di una costellazione familiare, fino al rendere meno operativa e rassicurante la funzione adulta genitoriale, quella che più di tutte dovrebbe garantire questa sicurezza e stabilità.

La storia è costellata di esempi di persone che, nonostante abbiano vissuto esperienze difficili, condizioni di vita estremamente sfavorevoli, sono riuscite a resistere, a trasformare le avversità in opportunità di crescita e cambiamento. Esiste anche un’ampia letteratura psicologica sull’argomento. Tuttavia, ci chiediamo per quanto tempo ancora i nostri cittadini potranno continuare ad essere resilienti, proprio come l’acciaio?

C’è, infatti, una “strana” coincidenza. La psicologia ha mutuato proprio dal mondo dell’ingegneria e della metallurgia il termine “resilienza” che indica la capacità di un materiale di resistenza a un urto improvviso senza spezzarsi (DE Filippo, 2007).

In psicologia, la resilienza, secondo la definizione dell’American Psychological Association 2014) è il processo di adattamento positivo a seguito di circostanze avverse, traumi, tragedie, malattie o eventi estremamente stressanti.

Ma la malattia della nostra città sembra cronicizzarsi sempre più e le nostre capacità di resilienza fortemente indebolite. La resilienza, infatti, ci permette di superare le difficoltà, ma non rende invincibili, e non è neppure presente sempre e comunque: possono infatti verificarsi momenti in cui le situazioni sono troppo pesanti da sopportare, generando un’instabilità più o meno duratura e pervasiva (Ganci, 2015).

Per l’acciaio, esistono delle formule matematiche che ci consentono di calcolare con esattezza fino a che punto il materiale potrà resistere. Per la mente no, e non possiamo procedere per tentativi ed errori perché la posta in gioco è troppo alta: il Benessere della nostra Comunità.

Queste considerazioni ci sembrano di estrema rilevanza, anche in termini di impegno di spesa sanitaria, e ci sostengono nel mantenere alto il livello del nostro agire psicologico, intanto perché questa condizione di malessere non si cronicizzi ulteriormente, ma soprattutto nel ritenere nostra prioritaria responsabilità quella di segnalare questo fenomeno sociale e collettivo di particolare gravità, richiamando l’attenzione di tutti, ma soprattutto quelle della nostra politica interpellata, in questo momento delicatissimo a fare delle scelte oculate, che puntino al benessere economico-sociale, relazionale e psichico delle singole persone.

Servizio di Psicologia Clinica e di Psicoterapia dell’età Adulta e dell’età Evolutiva – Dipartimento Salute Mentale ASL TA

Visualizza il pdf originale del comunicato “CUORI D’acciaio ASL TA Serv. Psicologia Clinica pdf
A.S.L.  TA   D.S.M. 
SERVIZIO DI PSICOLOGIA CLINICA E DI PSICOTERAPIA
DELL’ETA’ ADULTA E DELL’ETA’ EVOLUTIVA
Sede Centrale  Ospedale “SS. Crocifisso” (già Ospedale Vecchio)
Via Acclavio – Via SS. Annunziata  Taranto – Tel 099 4585095
Ambulatorio P.O. San GIUSEPPE MOSCATI
Via Per Martina Franca – Taranto
Tel 099 4585711 – Fax 099 4585769
dsm.psicologiaclinica@asl.taranto.it

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Il DISTURBO MENTALE nel DSM-5.

Definizione di DISTURBO MENTALE nel DSM-5.

Prima di definire qualsiasi disturbo psicopatologico è molto importante conoscere ed aver appreso appieno la definizione di DISTURBO MENTALE presente nel manuale diagnostico dei disturbi mentali (DSM-5) a cura dell’American American Psychiatric Association (APA). Al fine di non incorrere in errori di valutazione e sovradiagnosi è opportuno effettuare una valutazione approfondita del livello di disagio che il disturbo provoca.

Qui di seguito la definizione che si trova a pagina 22 del quinto manuale dei disturbi mentali (DSM-5):

“Un disturbo mentale è una sindrome caratterizzata da un’alterazione clinicamente significativa della sfera cognitiva, della regolazione delle emozioni o del comportamento di un individuo, che riflette una disfunzione nei processi psicologici, biologici o evolutivi che sottendono il funzionamento mentale.
I disturbi mentali sono solitamente associati a un livello significativo di disagio o disabilità in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti. Una reazione prevedibile o culturalmente approvata a un fattore stressante o a una perdita comuni, come la morte di una persona cara, non è un disturbo mentale.”

La definizione è molto esaustiva e definisce il disturbo una “Sindrome”. Lo stesso DSM-5 nel glossario a pagina 693 definisce Sindrome un “raggruppamento di segni e sintomi, basato sulla loro frequente concomitanza, che può suggerire una sottostante patogenesi, un decorso, una familiarità e un’indicazione di trattamento comuni”.

Si considerano quindi un insieme di sintomi che in linea con il modello categoriale del DSM-5 si cerca di riunire in categorie distinguibili tra di loro che aiutano a meglio inquadrare oltre alla diagnosi possibili prognosi, strategie di trattamento ed esiti.

Questi segni e sintomi sono valutati osservando le disfunzioni in chiave bio-psico-sociale.
Si diagnostica un disturbo o una disabilità quando sono presenti delle alterazioni significative nei principali ambiti della vita dell’individuo che sono:

  • La cognizione
  • L’emotività
  • Il comportamento
    Quindi è presente disagio o disabilità nelle relazioni sociali, al lavoro, in famiglia, a scuola…

Durante la valutazione è necessario considerare le influenze culturali di un determinato comportamento o “adattamento”, come per esempio nel lutto dove a seconda della cultura di appartenenza vi è uno stile comportamentale culturalmente definito.

Una attenta valutazione della compromissione del funzionamento o meglio della disabilità dell’individuo è fondamentale proprio perché permette di scremare tutte quelle condizioni in cui i le emozioni, i comportamenti e i pensieri pur discostandosi dai valori culturalmente condivisi non creano disagio significativo.
Esempio dell’utilità della valutazione del grado di disagio possono essere colti nella “disforia di genere” dove non tutte le persone che si identificano nel sesso non biologico hanno condotte di vita disfunzionali e disagio. Si pensi ad alcune parafilie come il sadismo o masochismo che per essere definiti “disturbo da masochismo sessuale” o “disturbo da sadismo sessuale” devono creare disagio significativo nelle varie aree di vita ed essere agite a discapito di persone non consenzienti.

 

Bibliografia:
American Psychiatric Association (2013a). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition (DSM-5). Washington, D.C.: APA (trad. it.: DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta edizione. Milano: Raffaello Cortina, 2014).

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Viaggio nel surrealismo di Salvador Dalì, nello psichismo tra sogno, inconscio e sessualità.

Matera, palcoscenico ideale per questo viaggio tra le opere di Dalí i suoi simboli e dualismi della vita. 

Salvador Dalí era molto attratto dalle teorie di Freud e della sua Psicoanalisi. D’altronde con il suo surrealismo amava sognare rappresentando il suo mondo onirico colmo di paure, ansie e pulsioni contrastanti. Il surrealismo era per Dalí, il modo per fare emergere il proprio inconscio. Il fondatore del movimento surrealista Andrè Breton, teorizzò il “principio dell’automatismo psichico” e fu Dalí a parlare di “METODO PARANOICO CRITICO”, l’artista si lascia agitare dal viaggio onirico dell’inconscio dalla sua “paranoia” per poi rappresentarla e riorganizzarla dopo la sua analisi “critica” razionalizzata.

L’opera artistica di Dalí è pregna di rimandi alla psiche, nelle sue opere è facile individuare uno dei temi principali della vita e rappresentato dal dualismo, Il dualismo degli opposti, “la persistenza degli opposti” (tema del percorso espositivo nella città di Matera per tutto il 2019) il bene e il male, la vita e la morte, la forza la fragilità … Dalí nelle sue opere rappresenta i capisaldi della teoria freudiana: l’inconscio, il sogno e la sessualità.
In linea con la teoria psicoanalitica i simboli assumono un importante valore. Essi sono colmi di significati, espressione e frutto delle esperienze ed emozioni che Salvador Dalí viveva.

La Lumaca, Chiocciola

Anche l’incontro di Dalí con Freud ha un suo simbolo rappresentato appunto da una lumaca. Avvenne che Dalí vide una lumaca su una bicicletta proprio davanti alla casa di Freud.
Il dualismo degli opposti emerge tra il guscio duro esterno e forte ed il suo interno fragile e sinuoso. La chiocciola è forte, dura e racchiude al suo interno un corpo molle e delicato, questa contrapposizione per l’artista simbolizzava la testa, la mente, la psiche dello stesso Freud.

I Cassetti

Altro simbolismo derivante dalla teoria psicoanalitica di Sigmund Freud è quello dei cassetti, essi rappresentano i ricordi, i segreti e ciò che è intimo, subconscio, i desideri nascosti. Spesso l’autore li rappresenta semi aperti a significare il fatto che i nostri segreti non sono sempre nascosti ma a volte sono stati già svelati.

Gli Orologi molli

Nel mondo psichico dell’arista, un grosso valore simbolico è attribuito ai suoi orologi “molli”.
Furono per la prima volta rappresentati in “La persistenza della memoria” nel 1931 esprimendo la plasticità del tempo e quindi quanto esso sia condizionato dalle emozioni e dagli stati d’animo, in linea a quella che è la teoria di Einstein in cui il “il tempo relativo”. Il dualismo degli opposti è presente nella contrapposizione tra la rigidità e precisione del tempo e la sua deformabilità che può subire in base alle situazioni.
Fu proprio osservando in una sera calda estiva un formaggio sciogliersi prendendo la forma del suo appoggio che Dalí trovò l’ispirazione per rappresentare i suoi orologi.

Gli Elefanti

Rappresentati per la prima volta nel 1944 nel suo quadro “Sogno causato dal volo di un’ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio”.

I suoi elefanti (e successivamente anche altri animali dalla stessa forma) sono ispirati ad una scultura di Gian Lorenzo Bernini che si trova a Roma nei pressi del Panteon, essa rappresenta un elefante che porta un obelisco sulla schiena. Letteralmente la scultura viene ripresa e riletta da Dalí in chiave surrealista. Per Dalí l’elefante ha “lunghe gambe” simbolo fallico del desiderio nella sua distorsione spaziale. Ma anche in questo caso come nella lumaca o nell’uovo viene espresso il dualismo degli opposti: la forza e imponenza del corpo dell’elefante contrapposte alla fragilità delle sue gambe lunghe ed esili.

Diversi altri simboli provengono dal mondo dell’intrapsichico di Dalì:
Le Uova rappresentano il ventre materno, l’intrauterino fonte di speranza e amore. Il dualismo degli opposti in questo caso viene offerto dalla contrapposizione tra il guscio duro e protettivo dell’uovo e il molle presente al suo interno.

Gli Insetti
Le Formiche
simboleggiano la decadenza, la bramosia sessuale e la morte. Le Locuste sono simbolo di invasione, distruzione e paura.

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NORMARE I COUNSELOR: Vota NO! Per tutelare la salute pubblica

l’UNI – Ente Italiano di Normazione ha avviato una inchiesta preliminare per NORMARE I COUNSELOR:
Vota NO! Per tutelare la salute pubblica

E’ importante che tutte le persone siano coinvolte per offrire la loro opinione proprio per la tutela della salute pubblica e della figura dello psicologo. Le associazioni di formazione di counselor già si stanno attivando per votare a loro favore spinti dall’indotto economico che portano questi corsi!!!

In mia opinione e non solo mia (vedi Ordine Psicologi Puglia, Ordine psicologi Lombardia, Ordine Psicologi Lazio,  Altrapsicologia  ecc.) bisogna chiaramente essere contrari al riconoscimento del counselor come figura professionale. Bisogna votare NO! in quanto ogni psicologo per non parlare degli psicoterapeuti si occupa già delle stesse aree di interesse ed intervento delle quali si vorrebbero occupare anche i counselor. I counselor chiaramente non hanno la stessa formazione professionale quinquennale di un laureato in psicologia che ulteriormente si specializza in psicoterapia per altri e 4 anni. Appare quindi abbastanza inutile creare la nuova categoria professionale di counselor quando esiste già la psicologia con la sua formazione scientifica e comprovata che esercita questa funzione.

Per votare NO e tutelare la salute dei cittadini
1) Basta accedere al link dell’UNI: htt://bit.ly/2QVSpEN4
2) Spuntare NO alla domanda “Ritieni che il progetto rispecchi i bisogni del mercato di riferimento?
3) Scrivere una breve motivazione, ad esempio la mia è: ” ogni psicologo e a maggior ragione ogni psicoterapeuta si occupa già delle stesse aree di interesse ed intervento delle quali si vorrebbero occupare i counselor.”

Appare inoltre molto interessante osservare che non è la prima volta che si tenta una normazione della figura di counselor attraverso l’UNI. Questo è il SECONDO TENTATIVO DI NORMARE IL COUNSEELING ed inoltre già nel 2015 il TAR Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Ter) il 18/11/2015 con la sentenza 13020/2015 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO aveva già disposto: la cancellazione di Assocounselling dall’elenco delle attività non regolamentate di cui alla L. 4/2013. I counsellors non hanno alcuna competenza per gestire il disagio psichico, che attiene alla sfera della salute.

Ne avevamo già parlato nell’articolo:
www.psicologo-taranto.com/2015/12/04/riconosciuta-lunicita-della-professione-di-psicologo

Qui di seguito la videoinchiesta di Luca Bertazzoni che ha documentato le carenze operative dei counselor.

Qui di seguito il Link dell’articolo di altra psicologia che approfondisce e motiva l’inutilità della figura professionale del counselor in quanto già lo psicologo è impegnato in attività di counseling:
http://www.altrapsicologia.it/editoriali/normare-i-counselor-di-la-tua-nellinchiesta-pubblica-uni

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Lips enhancer. AUTOLESIONISMO 2.0

Lips enhancer. AUTOLESIONISMO 2.0
fashion victim

Ogni tempo segue una sua moda. Che ci piaccia o no le mode sono sempre la tendenza del momento e spesso una fotografia dei valori presenti in quell’epoca.

Ma non è detto che siano sempre tendenze intelligenti o evolutive. In un’epoca confusionaria come questa possiamo passare giorni interi sui media tra social o youtube per renderci conto della diffusa distruzione dei valori. Paradossalmente oggi sembra che sia delegato e affidato proprio ai media l’insegnamento dei valori.

Kylie Kristen Jenner è l’artefice dell’ultima moda scoppiata partendo dagli Stati Uniti, lei è conosciuta grazie ad un reality show; Kristen lancia su istagram la moda del Lip enhancer così si chiamerebbe il metodo fai da te per gonfiarsi le labbra, quasi come fossero andati tutti dal chirurgo e subito dopo, sono tutti pronti per poter partecipare al reality, per rimanere in tema, “Disastri di bellezza” che di bellezza poi non ne rimane così tanta.

Guardare come questi video si siano diffusi in modo virale è allarmante. Il gioco è questo, prendere una bottiglia, un bicchierino… Infilarsi le labbra dentro, restare per circa un’ora o comunque diversi minuti così, dopodiché sfilarsi il bicchierino che nel frattempo avrà creato una pressione negativa; il tentativo di gonfiare le labbra passa nell’aspirare più aria possibile all’interno del contenitore, in modo da farle gonfiare a dismisura per la pressione che si crea. Tolta la bottiglia ecco il risultato, delle labbra che tutto sembrerebbero, tranne che labbra sexy o carnose, assomigliano a dei gorilla (senza offesa per i gorilla) o a soubrette fuori scena. Un risultato a dir poco preoccupante. In linea con l’attuale liquidità dei sessi questa pratica si è diffusa anche tra i maschietti quindi non c’è distinzione.

Le ragazzine fanno a gara per chi riesce ad avere le labbra più gonfie, pubblicando i video con l’hashtag #KylieJennerLipsChallenge. Ovviamente questa pratica innaturale sembra poter portare conseguenze anche piuttosto gravi quindi è sconsigliato farlo ma basta avere un minimo di buonsenso per capire l’inutilità di tutto ciò.

Secondo il parere dei medici le conseguenze possono essere diverse come ad esempio: ecchimosi, ematomi, la rottura dei vasi con emorragie di varia intensità, ferite più o meno gravi delle labbra provocate dalla eventuale rottura del recipiente usato, e altro.

Entrando più affondo nella questione e estraendone anche i simbolismi e la metacomunicazione: Perché le ragazze sono spinte a seguire queste mode?

Nell’epoca dell’Apparire’ tutto è concesso, si perdono i freni inibitori perdendo di conseguenza i valori ciò che manca è la base, tutto questo è un effetto collaterale della contemporaneità; bombardamenti di informazioni troppo veloci che creano ragnatele dissonanti.

Alla base di questo desiderio di mostrarsi a labbra gonfie oltre che allo scontato ma nascosto istinto autolesionista c’è il grosso desiderio di emulazione di quelli che sono i modelli sbagliati ormai offerti dai media comuni. E’ stata proprio una “donna fashion” sbucata da un reality a cercare notorietà e a trovare poveri e ingenui adepti “fashion victim” che sostengono e sponsorizzano tale pratica anche solo per gioco.

Purtroppo e spesso i “follower” di tali “pratiche” sono giovani che non del tutto sono sempre consapevoli e informati su ciò che fanno e come lo fanno, ma cercano di imitare quelli che oggi, dato il decadimento dei valori, sembrano le caratteristiche indispensabili per poter accedere al mondo dello spettacolo, basti pensare alla diffusione della chirurgia plastica. Anche ai più svegli appare chiaro che, le labbra gonfie e carnose a livello simbolico evocano una maggiore ricettività e apertura se paragonate ad una bocca con labbra sottili o serrate che invece indicano controllo e chiusura. Le labbra aperte e carnose predispongono alla apertura e sperimentazione dei sensi e del piacere.

Attraverso l’elemento estetico si esprime il desiderio e bisogno (ai più) inconscio di aprirsi alla vita e agli altri. Le labbra sono veicolo ed espressione istintuale fisica materiale e dei sensi.

Spesso chi ha labbra sottili desidera rifarsi le labbra parallelamente alla voglia di superare le inibizioni e i tabù per essere più aperti e disponibili.

Il consiglio che rimane da dare a questi fruitori inconsapevoli del web e dei media è di passare sempre meno tempo davanti agli schermi in modo da poter vivere in modo più naturale riuscendo a sentirsi unici cogliendo il bello dell’essere diversi e particolari.

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Intervista di Carlo Mazzucchelli al dr Ettore Zinzi Psicologo Psicoterapeuta

E’ importante sapere usare i media con senso critico.
Per www.solotablet.it  nell’ ottobre 2017 Carlo Mazzucchelli intervista lo Psicologo Psicoterapeuta Ettore Zinzi.

Al seguente link è possibile accedere all’intervista che Carlo Mazzucchelli ha condotto con Il dr Ettore Zinzi Psicologo Psicoterapeuta per il sito www.solotablet.it. Un progetto editoriale che propone una riflessione critica sulla tecnologia per un suo uso consapevole.
L’intervista verte sugli effetti che la tecnologia sta avendo sulle persone e come stà modificando il nostro modo di essere.

BUONA LETTURA

http://www.solotablet.it/blog/psicologia-e-tecnologia/tecnologia-psicologia-dipendenze-tecnologiche

 

 

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