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storia del “GIOCO D’AZZARDO” in Italia

26/12/2013

Conoscere i propri mali dalla loro storia. Quello che tutti (ancor di più i giocatori) dovrebbero sapere sulla storia del “GIOCO DI STATO” in Italia.

slotmachine ettore zinzi dipendenze -www.psicologo-taranto.com

Essere consapevoli ci aiuta a crescere. L’industria del gioco, sembra “tessere la sua ragnatela” di accordi e leggi proprio “per catturare sempre più giocatori” (circa 800mila). Essere dipendenti da gioco significa avere sempre il bisogno di giocare tanto da non riuscire a fare altro e quindi rimanere impigliati in questa “ragnatela”. Grazie all’era dell’informazione ormai tutti sappiamo che esistono vari modi per uscire da questa morsa, curarsi con una Psicoterapia rappresenta una valida alternativa alla dipendenza, un luogo dove non si gioca passivamente ma piuttosto ci si mette in gioco.

Possiamo conoscere i nostri mali anche dalla loro storia.

Un tempo esisteva la tombola, un gioco di origine popolare, spesso praticato nelle sale parrocchiali, nei centri di ritrovo per anziani, nei circoli….

Dal 1997 il business del “gioco d’azzardo di Stato” ha iniziato, grazie alla politica in genere e senza distinzione di partito, ad affermarsi fino a divenire, oggi, la terza industria italiana. Il gioco si colloca tra le prime cinque entità produttive italiane, dopo FIAT ed ENI.

Vediamo come è andata…

Inizialmente il gioco e le scommesse erano nelle mani dei gruppi criminali. Era possibile fare scommesse clandestine di ogni genere, poi vennero le prime macchinette che elargivano finti premi, quindi, quando si vinceva l’apparecchio emetteva dei tiket, essi dovevano poi essere convertiti in premi ma spesso si riscuotevano vincite in denaro. Negli anni novanta, anni di crisi e di “Mani Pulite”, l’economia aveva bisogno di una scossa e per combattere la criminalità organizzata che sino a quel momento aveva il monopoilio del gioco d’azzardo accadde che:

  • Nel 1997 grazie ad una riforma di Romano Prodi e Walter Veltroni nascono “i Giochi di Stato”: il Lotto, il Superenalotto, le Sale scommesse e le sale Bingo. Sembra che un assistente parlamentare del ministro Treu, essendo andato in Spagna e avendo visionato questo gioco (bingo) ha ritenuto opportuno importarlo in Italia, quindi lo stesso ministro insieme ad altri due suoi colleghi hanno creato delle leggi ad hoc.
Quindi la tombola morì, e sulle sue ceneri nacquero le sale Bingo.
  • Nel 1999 il governo D’Alema fece nascere le sale Bingo, la legge sui “giochi di stato” fu modificata assegnando ai comuni il potere di rilascio delle licenze.
Poi venne il Governo Berlusconi che:
  • Nel 2003 autorizzò le Slot machine;
  • Nel 2005 introdusse la terza giocata del Lotto e le scommesse Big Match e legiferando anche migliaia di concessioni e autorizzazioni;
  • Nel 2006 introdusse nuovi corner e punti gioco per le scommesse
Tornato il Governo Prodi si continua:
  • Nel 2008 sono resi legali anche i giochi on-line e giochi effettuati tramite digitale terrestre o sms; furono anche legalizzate nuove lotterie come “gratta e vinci” e giochi ad estrazione di numeri come “win for life …”.
E di nuovo il Governo Berlusconi:
  • Nel 2009 nel mondo delle slot machine si fanno strada le “Video Lottery” con la possibilità di vincere/giocare somme di denaro più grandi.
Con il Governo Monti:
  • Nel 8 novembre 2012 (con il decreto-legge cosiddetto Balduzzi, D.L. n° 158 del 13.09.2012, art. 7, comma 5, divenuto attivo nel 1° gennaio 2013), vengono riconosciuti i rischi correlati al gioco d’azzardo patologico (GAP) e quindi tutti i gestori di sale da gioco e di esercizi in cui vi sia offerta di giochi pubblici, o anche di scommesse, hanno l’obbligo di esporre ben visibile materiale informativo sul gioco d’azzardo.
E con il Governo Letta:
  • Nel 2013 con un decreto detto “salva Roma” si cerca di penalizzare i comuni che contrastano il gioco d’azzardo, diminuendo da parte dello stato i fondi ad essi destinati, in quanto diminuiscono le entrate dell’erario. Fortunatamente grazie ad attenti cittadini questo decreto viene abolito.

Attualmente non si conosce bene cosa accada nel “gioco dei potenti del gioco d’azzardo” ma la contraddizione palese tra politica che incentiva il mercato del gioco e invece cittadini a rischio di dipendenza crea un senso di disorientamento iniziale e successiva “immaginazione” di essere in un sistema malato.

Infatti vediamo che:

La ricerca ha stimato che in Italia il 3% del reddito delle famiglie più povere è speso in gioco, mentre 1% è speso da quelle benestanti, in questo modo aumenta la differenza tra ceti, a scapito dei meno abbienti. Nel 2011 il gioco ha incassato quasi 80 miliardi di euro (5% del Pil), di cui 61 miliardi ridistribuiti tra i giocatori, 8,7 allo Stato e 9,7 ai concessionari e gestori (2,1 miliardi in più rispetto al 2010). Nel 2012 invece si è saliti ad un incasso di 85 miliardi di euro. In questo circuito anche la stampa e le televisioni, ne giovano con la vendita di spazi pubblicitari completati dall’avvertimento, gioca ma “gioca con moderazione”. I concessionari e gestori sono costituiti da circa 10 lobby del gioco, autorizzate anche ad avere sedi estere ed anche in paradisi fiscali, incroci societari offshore, costituiti anche in modo da nasconderne il titolare. Qualcuna, da quanto si apprende (www.ilfattoquotidiano.it) vedi la Atlantis/BPlus di Francesco Corallo, presentano titolari imparentati con degli imputati per reati a stampo mafioso, o con mandato di cattura per associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita e alla corruzione privata.  La Corte dei Conti infligge ai 10 grandi gestori del gioco una multa di 2,5 miliardi per essersi “dimenticati” per anni di connettere le loro slot machine alla rete dei Monopoli di Stato, nel governo Letta invece si decide di condonare la multa, quindi li si obbliga a pagare solo il 25% della multa oppure solo il 20% se si paga subito, circa 2 miliardi di sconto. Di fatto come si apprende in un articolo di Alberto Vanucci (www.ilfattoquotidiano.it, 2013) deputati, ex-ministri e sottosegretari di tutte le minestre, “da Laboccetta a Scotti e a Fantozzi  ma anche figli di…, assumono ruoli come presidenti o rappresentanti legali delle concessionarie del gioco d’azzardo”. E’ proprio dalle concessionarie dei Giochi d’azzardo che vengono donati ai politici un po’ di finanziamenti, con destinatari tracciabili. Lo stesso Enrico Letta, sembra a sua insaputa, aver beneficiato nel 2004 di 15 mila euro dal titolare dell’Hbg, Antonio Porsia, invece Lottomatica e Sisal sembrano aver riempito le casse della fondazione VeDrò, di cui Letta e sette ministri del suo governo ne fanno parte.

Secondo il Dossier “Azzardopoli 2.0” dell’Associazione Libera (04/12/2012), siamo in un paese dove si spendono circa 1.450 euro pro capite annui in gioco, neonati compresi. Circa 1890 euro pro capite annui considerando solo i maggiorenni. Si stimano 800mila persone dipendenti da gioco d’azzardo e quasi due milioni di giocatori a rischio. Da un lato ci sono i “giocatori”, sempre più penalizzati, addormentati nelle luccicanti ed accoglienti sale da gioco, sui loro divani con i loro “biglietti” in mano o pronti a grattare i loro sogni; dall’altro sembra che la politica faccia gli interessi dell’industria del gioco in cambio di interessanti somme di denaro. Non di poca importanza è anche considerare che esistono anche modi “meno legali” per penalizzare ulteriormente i giocatori, vedi la possibilità da parte dei fornitori delle slot di sapere in tempo reale quando un apparecchio “scaricherà” essendo pieno ecc…

Appare quindi chiaro che in Italia sia molto forte e marcata l’illusione di fare affidamento più sulla fortuna di vincere denaro che sulle proprie capacità e competenze. Da una attenta analisi è chiaro che questa illusione è molto dannosa tanto da creare sempre maggiore povertà.

 

Sitografia

http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/7475

http://www.businessinside.org/gioco-dazzardo-il-business-che-non-conosce-crisi/

http://www.lettera43.it/politica/camera-la-lobby-politica-che-appoggia-le-slot-machine_4367596288.htm

http://demata.wordpress.com/2013/12/20/gioco-dazzardo-in-italia-tutta-la-storia/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12/22/gioco-dazzardo-se-e-dobbligo-prima-puntata/823049/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12/24/se-lazzardo-e-dobbligo-seconda-puntata/823260/

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slotmachine ettore zinzi dipendenze -www.psicologo-taranto.com

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2 comments

  1. clemente

    Approfitto della possibilità di commentare copiando il link alla petizione che ho da poco creato, con la speranza che venga firmata, condivisa e diffusa da più persone possibile. grazie

    http://www.change.org/it/petizioni/aboliamo-i-giochi-d-azzardo

    1. Dr Ettore Zinzi

      grazie per la segnalazione e complimenti per l’iniziativa!
      petizione sottoscritta!

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