Tag: inquinamento e psiche

L’esposizione agli inquinanti causa l’abbassamento del rendimento scolastico.

L’esposizione alle sostanze tossiche presenti nell’aria causa l’abbassamento del rendimento scolastico.

Questo è quanto emerge da una ricerca svolta studiando dei bambini delle scuole di El Paso in Texas, negli Stati Uniti d’America, spesso troppo esposti a inquinanti provenienti dal traffico veicolare:

Residential exposure to air toxics is linked to lower grade point averages among school children in El Paso, Texas, USA. Clark-Reyna SE1, Grineski SE2, Collins TW3.

ricerca-texas-inquinamento psiche zinzi-rendimento-scolastico-zinzi1Department of Sociology and Anthropology, University of Texas at El Paso, 500 W University Ave, El Paso, TX 79902, USA; seclarkreyna@miners.utep.edu.
2Department of Sociology and Anthropology, University of Texas at El Paso, 500 W University Ave, El Paso TX 79902, USA.
3Department of Sociology and Anthropology, University of Texas at El Paso, 500 W University Ave, El Paso TX 79902, USA; twcollins@utep.edu.

Lo studio frutto di una ricerca partita nel 2012 sulla salute respiratoria del bambini   “Residential exposure to air toxics is linked to lower grade point averages among school children in El Paso, Texas, USA” pubblicato su Population and Environment da un team di ricercatori dell’università del Texas – El Paso (Utep) evidenzia che i bambini che sono residenti e frequentano scuole in quartieri a basso reddito tendono ad essere sproporzionatamente esposti alle sostanze tossiche presenti nell’aria. Questo è motivo di preoccupazione, perché l’esposizione a inquinanti tossici ambientali incide negativamente sulla salute, lo studio svolto in Texas ha rilevato infatti un abbassamento del rendimento accademico. Fino ad oggi, non si conosceva la correlazione tra sostanze tossiche presenti nell’aria e rendimento scolastico. Gli studiosi dell’Utep hanno analizzato il rendimento scolastico e i dati socio-economici di 1.895  scolari dell’ El Paso Independent School District (EPISD) e hanno utilizzato il National Air Toxics Assessment (NATA) dell’ Environmental Protection Agency (Epa), per studiare l’esposizione dei bambini ai contaminanti tossici nell’aria, quali le emissioni di  diesel nei dintorni delle loro abitazioni. Il gruppo utilizzando il National Air Toxics Assessment ha effettuato un stima del rischio dell’esposizione al particolato presente nel diesel a carico dell’apparato respiratorio.
I dati individuali, raccolti attraverso un sondaggio fatto per posta elettronica, hanno per la prima volta evidenziato che i bambini esposti a sostanze tossiche presenti nell’aria, in particolare quelli provenienti da fonti mobili quindi veicolari, sono in associazione statisticamente significativa con l’abbassamento delle medie dei voti degli studenti che frequentano il quarto e quinto anno di 58 scuole elementari di El Paso (Texas, USA, distretto EPISD). Questa ulteriore ricerca lascia diversi spunti di riflessione.

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Il Caso (ILVA e non solo) Taranto (INQUINA-MENTE)

ti_svegli_la_mattina_respirando_la_diossina S.L.C. 2008 zzUno dei banner di sensibilizzazione creativa apparsi nel 2008 a cura del gruppo Sensibilizzazioni Libere e Concrete
Il Caso (ILVA e non solo) Taranto.

Il caso di Taranto, città in cui c’è la più grande acciaieria d’Europa; ILVA s.p.a. e non solo (Cementir, raffineria Eni, inceneritore…), offre diverse evidenze sui possibili effetti psicologici, conseguenti all’esposizione continua e prolungata ad agenti inquinanti ed eventi traumatici. Come già evidenziato in premessa, anche i fenomeni psicologici di questo territorio sono degni di interesse e dovrebbero essere maggiormente studiati. Le ricerche effettuate in questa direzione possono essere utili, anche in virtù di una adeguata valutazione del danno e del possibile risarcimento che l’azienda, nello specifico la famiglia Riva ed alcuni suoi collaboratori, dovrebbero offrire ai cittadini e ai suoi operai (per il momento sussiste la presunzione di innocenza).
Intorno a questa vicenda (Ilva) si sono sviluppati negli anni diversi “scenari”, a tonalità emotiva negativa, quindi stressogena per la psiche. Questi eventi appaiono veramente numerosi e gravi, spesso incongrui alla realtà e quindi difficili da elaborare in un sistema di pensiero chiaro e coerente, sia dal punto di vista cognitivo che emotivo.
Esistono di fatto degli Enti che si occupano della salvaguardia della salute pubblica; essi hanno sviluppato specifiche tabelle contenenti valori soglia per ogni singola sostanza inquinante, specificando gli effetti tossici in relazione alla dose assorbita. Sono molti gli organismi nazionali e internazionali che si occupano di studi di prevenzione e di tossicità. Qui di seguito alcuni dei più importanti: 1’EPA e l’FDA per gli USA; l’EFSA a livello europeo; il Ministero della Sanità in Italia, in collaborazione con l’Istituto Superiore della Sanità, l’INES; a livello regionale, l’ARPA; a livello locale le ASL territoriali. Questi enti hanno evidenziato quanto il territorio di Taranto rappresenti un esempio di ambiente devastato dall’uomo, tanto da essere inserito nell’elenco dei siti di interesse nazionale (SIN); nella tabella 2 vengono infatti riportate le aree interessate dall’inquinamento e le sostanze tossiche ritrovate nel territorio di Taranto.

-inquinati taranto-zinziTabella 2 Sostanze inquinanti a Taranto. Schede di Caratterizzazione dei Siti di Interesse Nazionale “SIN” delle aree contaminate estese, classificate più pericolose dallo Stato italiano e che necessitano di interventi di bonifica del suolo, del sottosuolo e/o delle acque superficiali e sotterranee, per evitate danni ambientali e sanitari. `

Complessivamente, poi, il profilo di mortalità della popolazione residente nel1’area di Taranto mostra anche un andamento temporale e una distribuzione geografica in linea con la cronologia e la distribuzione spaziale dei processi produttivi ed emissivi che caratterizzano l’area industriale di questo SIN da molti decenni.
Qui di seguito riporterò alcune tabelle riassuntive del progetto SENTIERI “Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento”, finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito della ricerca finalizzata 2006, e condotto sotto il coordinamento dell’Istituto Superiore di Sanità, Dipartimento Ambiente e Prevenzione Primaria. Il Progetto SENTIERI iniziato nel 2007 si è concluso nel dicembre 2010 ed i risultati sono stati pubblicati in un supplemento della rivista “Epidemiologia e Prevenzione”, nel dicembre 2011.

Tabella-3-del-progetto-SENTIERI-2011Tabella 3 del progetto SENTIERI 2011.
Mortalità e le principali cause di morte. Numero di casi osservati (OSS), rapporto standardizzato di mortalità grezzo (SMR) e corretto per deprivazione (SMR ID); IC 90%: intervalli di confidenza 90%; riferimento regionale (1995-2002). Uomini e donne.

 

Tabella-4-del-progetto-SENTIERI-2011Tabella 4 del progetto SENTIERI 2011. Numero di casi osservati (OSS), rapporto standardizzato di mortalità grezzo (SMR) e corretto per deprivazione (SMR ID); IC 90%: intervalli di confidenza al 90%; riferimento regionale (1995-2002). Uomini e donne. Cause con evidenza di associazione con le esposizioni ambientali Sufficiente o Limitata.

 

Tabella-5-del-progetto-SENTIERI-2011Tabella 5 del progetto SENTIERI 2011.
Numero di casi osservati (OSS), rapporto standardizzato di mortalità grezzo (SMR) e corretto per deprivazione (SMR ID; IC 90%: intervalli di confidenza al 90%), riferimento regionale (1995-2002). Totale uomini e donne. Cause con evidenza Sufficiente o Limitata di associazione con le esposizioni ambientali.

Sulla base dei risultati relativi alle principali cause di decesso (elencate nelle tabelle 3,4,5 del progetto SENTIERI 2011) e alle cause per le quali vi è a priori un’evidenza Sufficiente o Limitata di connessione con le fonti di esposizione ambientale e del SIN, emerge il seguente profilo di mortalità di Taranto:

  • eccesso tra il 10% e il 15% nella mortalità generale e per tutti i tumori in entrambi i generi;
  • eccesso di circa il 30% nella mortalità per tumore del polmone, per entrambi i generi;
  • eccesso, in entrambi i generi, dei decessi per tumore della pleura, che permane, sebbene ridotto;
  • eccesso compreso tra il 50%(uomini) e il 40%(donne) di decessi per malattie respiratorie acute, anche quando si tiene conto dell’ID, associato a un aumento di circa il 10% nella mortalità per tutte le malattie dell’apparato respiratorio;
  • eccesso di circa il 15% tra gli uomini e 40% nelle donne della mortalità per malattie dell’apparato digerente, anche quando si tiene conto dell’ID;
  • incremento di circa il 5% dei decessi per malattie del sistema circolatorio, soprattutto tra gli uomini; quest’ultimo è ascrivibile a un eccesso di mortalità per malattie ischemiche del cuore, che permane, anche tra le donne, dopo correzione per ID.

Per quanto qui sopra esposto, si assiste a Taranto, giorno per giorno, alla morte di diverse persone a causa di tumore o comunque per patologie, verosimilmente, se non chiaramente conseguenti all’esposizione continua e prolungata ad agenti inquinanti.
Gli effetti dell’inquinamento atmosferico sono particolarmente sentiti dai gruppi di popolazione considerati a rischio: anziani, persone affette da malattie respiratorie e cardiovascolari, bambini e coloro che abitano vicino ad insediamenti industriali e di smaltimento rifiuti. I trasporti poi rappresentano uno dei settori che concorrono al peggioramento della qualità dell’aria nelle città. Infatti, è da essi che proviene la gran parte delle emissioni di ossido di azoto, monossido di carbonio, composti organici volatili, polveri sottili in città non industrializzate.
In alcune città maggiormente (vedi Taranto), l’industrializzazione, e non solo, ha avuto un grosso impatto ambientale ed ha causato modificazioni negli equilibri naturali; la presenza di molte sostanze nocive nell’aria ha un effetto indiretto, psicologico, anche per disagi psichici derivanti della difficile elaborazione dei lutti familiari ed extra familiari.
E’ innegabile che i cittadini di Taranto si sentano costretti a vivere questa malsana condizione, ed il senso di frustrazione diviene sempre più invasivo per la psiche.
Spesso è accaduto ed accade che quando i diritti dei singoli vengono lesi e si ha frustrazione; il non essere rispettati miete diverse vittime.
Anche a livello legislativo-amministrativo si assiste a diverse contraddizioni (vedi il parere dei giudici: viene spesso messo in discussione, a tutela della grande industria?), che otre a minare l’etica della giustizia creano nei cittadini forti conflitti intrapsichici nel dover ricostruire in modo coerente la realtà e quindi un forte senso di rassegnazione.
Sono ormai tanti i conflitti psichici per i cittadini e le contraddizioni che caratterizzano la vicenda dell’ILVA a Taranto; a tal proposito è utile riportare quanto accaduto nel gennaio del 2014:
Il giudice Pietro Genoviva ha dato ragione ad un cittadino del quartiere “Tamburi” che aveva fatto causa all’Ilva, al patron Emilio Riva e all’ex direttore dello stabilimento, Luigi Capogrosso, per il deprezzamento della sua casa. Una riduzione di valore causata proprio dall’inquinamento prodotto dal colosso siderurgico. Per far valere le sue ragioni, nel maggio del 2010, un residente di via Mannarini (frontista del grande polo siderurgico) si era rivolto all’avvocato Aldo Condemi. A distanza di circa tre anni è arrivata la sentenza, racchiusa in venti pagine, che condanna Ilva, Riva e Capogrosso ad un risarcimento di 13.880 euro (circa il 20% del valore dell’immobile). Nella sentenza il giudice afferma di ritenere sufficientemente provato e accertato il nesso causale esistente “tra le illecite (nonché penalmente rilevanti) condotte poste in essere da Emilio Riva e Luigi Capogrosso” e il “disperdersi delle polveri che si depositavano in gran quantità sulle abitazioni, sulle auto, sulle strade del quartiere Tamburi e che, anche per la loro composizione fisico-chimica, erano indonee non solo ad imbrattare, ma anche a cagionare molestia alle persone, mettendone in pericolo la salute”, nella rilevante misura di “21.362 tonnellate annue, pari al 94,9% delle emissioni complessive delle più importanti aziende dell’area industriale”.
Quindi è facile pensare che è possibile condannare i dirigenti del polo siderurgico ad un risarcimento danni per aver, attraverso l’illecito inquinamento, fatto perdere il valore alle case vicine all’industria, ed ancora oggi questo “cagionare molestia alle persone, mettendone in pericolo la salute” non viene riconosciuto in modo inequivocabile! Questo è un vero e proprio conflitto intrapsichico per tutte quelle persone che subiscono tale situazione.
Qualora non si volesse pensare alla connessione che c’è tra l’elevato inquinamento e lo sviluppo di disturbi psicofisici, si rifletta, almeno, sull’ansia di un genitore, in particolare di una mamma in attesa di un figlio, costretta ad inalare inquinanti. Si consideri la deprivazione sensoriale e alle conseguenze sul nascituro che non potrà essere allattato al seno della mamma, portatrice di latte contaminato.
In virtù di quanto accade a Taranto, e quindi riflettendo sull’inquinamento subìto dai suoi cittadini, appare necessario, data la gravità della situazione, iniziare a dare importanza anche alle possibili conseguenze di natura psicopatologica che emergono, data l’elevata esposizione dei Tarantini agli “stressors”.

Continua leggendo:Immaginazione o realtà? “Ipotesi” sulle cause ed effetti psicologici dell’inquinamento a Taranto.  Stimoli ed eventi traumatici subiti e “possibili” reazioni psicologiche dei cittadini.

 Bibliografia INQUINA-MENTE


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INQUINA-MENTE-copertina-dr-Zinzi-NARCISSUS“INQUINAMENTE”. Psiche ed inquinamento. Immaginazione o realtà?
“Ipotesi” sulle cause ed effetti psicologici dell’inquinamento.  Stimoli ed eventi traumatici subiti e “possibili” reazioni psicologiche dei cittadini.
ISBN: 9786050369953

Editore: Narcissus Self Publishing
Data di pubblicazione:  2015

Per approfondimenti sulla possibile connessione tra la psiche e l’inquinamento leggi anche gli articoli:

1 – Psicologia Ambientale. Interdipendenza tra ambiente e uomo.
2 – Ambiente e identità. Gli effetti psicologici dell’inquinamento

  1. Identità di sé
    2. Identità sociale
    3. Identità di luogo
    4. Stress ambientale/Frustrazione
    5. Stress e impotenza appresa
    6. Effetti dovuti allo stress/inquinamento ambientale
    -sulla fisiologia
    -sulle relazioni interpersonali
    -sui compiti cognitivi
    -sui comportamenti
    -sulla psiche
    7. adattamento allo stress
    8. percezione del rischio Ambiente e identità. Gli effetti psicologici dell’inquinamento.

3 – Ecco qui di seguito una raccolta delle poche ricerche scientifiche sull’argomento:

4 – Il Caso (ILVA e non solo) Taranto (INQUINA-MENTE)

Immaginazione o realtà? “Ipotesi” sulle cause ed effetti psicologici dell’inquinamento a Taranto.  Stimoli ed eventi traumatici subiti e “possibili” reazioni psicologiche dei cittadini.

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Report ISTAT 2012. Popolazione ed Ambiente

Report Istat 2012. POPOLAZIONE ED AMBIENTE: comportamenti, valutazioni ed opinioni (pubblicazione del 04/04/2014)

Il report evidenzia e studia il modo in cui gli Italiani si sono interessati all’ambiente e alle sue tematiche nel 2012, facendo anche il raffronto con il precedente report del 2008.

Poco meno della metà della popolazione cioè il 45%, nel 2012, ha dichiarato di interessarsi alle tematiche ambientali. Rispetto al 1998, vi è però un aumento dell’interessamento (di circa 8 punti percentuali). Vedi grafico qui di seguito.

L’incidenza di persone che dichiarano di interessarsi all’ambiente cresce all’aumentare del titolo di studio: dal 27% circa per i cittadini con istruzione primaria, fino ad arrivare al 70% per gli individui che hanno conseguito la laurea (vedi grafico qui di seguito). I laureati sono quelli che si dichiarano molto interessati: nel 2012, oltre 3 volte di più di quelle con titolo di studio più basso. Tutto questo è a sostegno del fatto che bisogna continuare ad informare ed informarsi, per poter stimolare le coscienze.

Tra i problemi ambientali visti a livello globale (livello macro), come già evidenziato in precedenza parlando di percezione del rischio, l’emergenza maggiormente presente a livello psichico, come preoccupazione, è rappresentata dall’inquinamento atmosferico (52 per cento), mentre lo smaltimento dei rifiuti viene percepito come rischio rilevante dal 47% dei cittadini (vedi grafico qui di seguito).

Tra la popolazione inoltre si osserva una maggiore attenzione generale nell’adozione di alcuni comportamenti, rilevanti per il loro impatto sulle risorse naturali (vedi grafico qui di seguito).

Bibliografia INQUINA-MENTE


 

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“Ipotesi” sulle cause ed effetti psicologici dell’inquinamento.  Stimoli ed eventi traumatici subiti e “possibili” reazioni psicologiche dei cittadini.

ISBN:
9786050369953

Editore: Narcissus Self Publishing
Data di pubblicazione:  2015

 

 

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In che misura l’inquinamento atmosferico influisce sulla felicità?

In che misura l’inquinamento atmosferico influisce sulla felicità?
La riduzione dell’inquinamento atmosferico è una importante iniziativa politica per migliorare la felicità.
To what extent does air pollution affect happiness? The case of the Jinchuan mining area, China

Articolo Originale della Ricerca: “Ecological Economics”, Volume 99, March 2014, Pages 88-99    Zhengtao Li (1), , Henk Folmer (1,2), Jianhong Xue (2),

  1. Department of Economic Geography, Faculty of Spatial Sciences, University of Groningen, Landleven 1, 9747 AD Groningen, The Netherlands
  2. Department of Agricultural Economics, College of Economics and Management, Northwest A&F University, 3 Taicheng Road, Yangling, Shaanxi 712100, China.
    Received 23 February 2013, Revised 15 December 2013, Accepted 27 December 2013, Available online 5 February 2014

In che misura l'inquinamento atmosferico influisce sulla felicità.pngIn questo studio ricercatori dell’università del Nederland e della Cina presentano un modello di equazione strutturale della felicità; come questa sia influenzata principalmente da fattori endogeni, come la percezione dell’inquinamento, a sua volta dipendente dalle conoscenze effettive dell’ambiente; dalla sua percezione e da fattori generati dall’esterno, come intensità di esposizione all’aria inquinata e pericolosità degli inquinanti. Inoltre altri fattori determinanti importanti della felicità sono le dimensioni della famiglia, l’età, la vicinanza alla fonte di inquinamento, all’ambiente di lavoro e la condizione di salute attuale personale e familiare (vedi tabella qui di seguito).

In che misura l'inquinamento atmosferico influisce sulla felicità 2 taBELLASulla base dei risultati della ricerca, gli studiosi concludono dicendo che la riduzione dell’inquinamento atmosferico è una importante iniziativa politica per migliorare la felicità. Inoltre la conoscenza dell’ambiente è una importante determinante di rischio percepito, quindi le politiche di riduzione devono essere accompagnate dalla divulgazione dello stato di qualità dell’aria, al fine di aumentare il bene.

Bibliografia INQUINA-MENTE
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Data di pubblicazione:  2015

 


Per approfondimenti sulla possibile connessione tra la psiche e l’inquinamento leggi anche gli articoli:

1 – Psicologia Ambientale. Interdipendenza tra ambiente e uomo.
2 – Ambiente e identità. Gli effetti psicologici dell’inquinamento

  1. Identità di sé
    2. Identità sociale
    3. Identità di luogo
    4. Stress ambientale/Frustrazione
    5. Stress e impotenza appresa
    6. Effetti dovuti allo stress/inquinamento ambientale
    -sulla fisiologia
    -sulle relazioni interpersonali
    -sui compiti cognitivi
    -sui comportamenti
    -sulla psiche
    7. adattamento allo stress
    8. percezione del rischio Ambiente e identità. Gli effetti psicologici dell’inquinamento.

3 – Ecco qui di seguito una raccolta delle poche ricerche scientifiche sull’argomento:

4 – Il Caso (ILVA e non solo) Taranto (INQUINA-MENTE)

Immaginazione o realtà? “Ipotesi” sulle cause ed effetti psicologici dell’inquinamento a Taranto.  Stimoli ed eventi traumatici subiti e “possibili” reazioni psicologiche dei cittadini.

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L’inquinamento nuoce gravemente al cervello e alla memoria

L’inquinamento nuoce gravemente al cervello e alla memoria
Q14-pensandoci..-zinzi-psicologia-ambientale-Air pollution impairs cognition, provokes depressive-like behaviors and alters hippocampal cytokine expression and morphology
Fonken LK, Xu X, Weil ZM, Chen G, Sun Q, Rajagopalan S and Nelson RJ: Air pollution impairs cognition, provokes depressive-like behaviors and alters hippocampal cytokine expression and morphology. Molecular Psychiatry 16: 987–995 (2011).

L'inquinamento-nuoce-gravemente-al-cervello-e-alla-memoriaLa ricerca pubblicata su Molecular Psychiatry dai ricercatori della Ohio State University, negli Usa, coordinati dalla dottoressa Laura Fonken, ha dimostrato che l’inalazione delle polveri sottili, PM 2.5, può danneggiare gravemente le normali funzioni celebrali e neurologiche del cervello:Altri studi hanno messo in luce gli effetti dannosi dello smog su cuore e polmoni – ha dichiarato la Fonken – ma questo è il primo lavoro scientifico a mostrare un impatto negativo sul cervello.

Le particelle sottili PM 2.5 danneggiano le funzioni celebrali e neurologiche. L’inquinamento atmosferico, insomma, oltre a danneggiare la salute del corpo, nuoce gravemente al cervello. In particolare colpirebbe l’ippocampo e le ramificazioni dei dendriti, che trasportano il segnale nervoso, provocandone un accorciamento e una riduzione della loro densità. A causa dell’inquinamento, in pratica, si può diventare più ansiosi, più depressi, meno rapidi nell’apprendimento e si possono avere problemi di memoria.

 Il metodo della ricerca e stato quello scientifico di laboratorio. I ricercatori hanno sottoposto all’inalazione di aria inquinata un gruppo di topi per sei ore al giorno per 5 giorni a settimana (lo stesso tempo di esposizione di un normale lavoratore che vive in città), in un arco di tempo di 10 mesi.

I topi sottoposti ai test mostravano comportamenti ansiosi, depressione, un grado di apprendimento piuttosto scarso e deficit di memoria, infatti avevano grosse difficoltà ad uscire dai labirinti che già conoscevano, cosa che in condizioni normali non si verifica.

Questo studio fa parte di una più ampia ricerca in corso, si cerca di conoscere la vera entità dei problemi causati dall’inquinamento. Tra gli studi ne è presente anche uno focalizzato sul particolato fine emesso dai tubi di scarico delle automobili.

Ci allarma immaginare noi italiani, costretti a respirare un’aria piena e densa di particelle sottili, concentrate in quantità superiori ai limiti imposti dall’UE, è anche questa una prova del fatto, che siamo di fronte all’ennesimo allarme sui gravissimi danni provocati dall’inquinamento.

Bibliografia INQUINA-MENTE


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Data di pubblicazione:  2015

Per approfondimenti sulla possibile connessione tra la psiche e l’inquinamento leggi anche gli articoli:

1 – Psicologia Ambientale. Interdipendenza tra ambiente e uomo.
2 – Ambiente e identità. Gli effetti psicologici dell’inquinamento

  1. Identità di sé
    2. Identità sociale
    3. Identità di luogo
    4. Stress ambientale/Frustrazione
    5. Stress e impotenza appresa
    6. Effetti dovuti allo stress/inquinamento ambientale
    -sulla fisiologia
    -sulle relazioni interpersonali
    -sui compiti cognitivi
    -sui comportamenti
    -sulla psiche
    7. adattamento allo stress
    8. percezione del rischio Ambiente e identità. Gli effetti psicologici dell’inquinamento.

3 – Ecco qui di seguito una raccolta delle poche ricerche scientifiche sull’argomento:

4 – Il Caso (ILVA e non solo) Taranto (INQUINA-MENTE)

Immaginazione o realtà? “Ipotesi” sulle cause ed effetti psicologici dell’inquinamento a Taranto.  Stimoli ed eventi traumatici subiti e “possibili” reazioni psicologiche dei cittadini.

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Ansia, l’aria inquinata scatena reazioni di paura

Ansia, l’aria inquinata scatena reazioni di paura
(Inhalation of 7.5% Carbon Dioxide Increases Threat Processing in Humans)

Matthew Garner1,2, Angela Attwood3, David S Baldwin1, Alexandra James3 and Marcus R Munafò3

  • 1Clinical Neuroscience Division, School of Medicine, University of Southampton, Southampton, UK
  • 2School of Psychology, University of Southampton, Southampton, UK
  • 3School of Experimental Psychology, University of Bristol, Bristol, UK

Ansia,-l’aria-inquinata-scatena-reazioni-di-pauraCorrespondence: Dr M Garner, Clinical Neuroscience Division, School of Psychology, University of Southampton, Highfield, Hampshire, Southampton SO17 1BJ, UK, Tel: , Fax: +44 (0) 23 8059 4597, E-mail: m.j.garner@soton.ac.uk

Received 9 November 2010; Revised 15 December 2010; Accepted 17 December 2010; Published online 13 April 2011.

L’nquinamento scatena reazioni di ansia e paura.
In uno studio effettuato da un’équipe di ricercatori provenienti dalle due università di Bristol e Southampton, nel Regno Unito, pubblicato a giugno del 2011 dalla rivista di divulgazione scientifica Neuropsychopharmacology, sono emersi dati interessanti sull’impatto dell’inquinamento atmosferico sul benessere della nostra mente.

Respirare aria inquinata, oltre ad avere effetti negativi sul nostro corpo come lo sviluppo di malattie respiratorie, di asma, allergie, e maggiore incidenza di patologie cardiovascolari genera ansia e mette in agitazione il nostro equilibrio psichico.

L’equipe di ricercatori sulla base degli studi effettuati sostiene che:
essere immersi in un ambiente eccessivamente saturo di emissioni di anidride carbonica (dal 7,5% di CO2 in su) genera nella nostra mente degli stati emotivi ansiogeni, generando una serie di comportamenti solitamente associati alla paura.

I nostri sistemi di controllo e autoconservazione a livelli elevati di CO2 ci pongono in una condizione psicologica di allerta da pericolo, alzando i livelli d’ansia sino ad arrivare al Panico e a conseguenti reazioni di difesa da ciò che consideriamo pericolo. I ricercatori hanno calcolato che la percentuale di anidride carbonica capace di creare ansia è pari al 7,5%.

Gli studiosi Britannici asseriscono che i risultati ottenuti dalle loro ricerche, supportano l’evidenza che alti livelli di anidride carbonica scatenano comportamenti che si inseriscono nel circuito di difesa dalla paura.

Questa è l’ennesima prova, di come l’inquinamento ambientale mini la qualità della vita, la salute pubblica, l’equilibrio psicofisico oltre che, ovviamente, procuri ingenti danni agli ecosistemi.

Bibliografia INQUINA-MENTE

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“Ipotesi” sulle cause ed effetti psicologici dell’inquinamento.  Stimoli ed eventi traumatici subiti e “possibili” reazioni psicologiche dei cittadini.

ISBN:
9786050369953

Editore: Narcissus Self Publishing
Data di pubblicazione:  2015

 


Per approfondimenti sulla possibile connessione tra la psiche e l’inquinamento leggi anche gli articoli:

1 – Psicologia Ambientale. Interdipendenza tra ambiente e uomo.
2 – Ambiente e identità. Gli effetti psicologici dell’inquinamento

  1. Identità di sé
    2. Identità sociale
    3. Identità di luogo
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    5. Stress e impotenza appresa
    6. Effetti dovuti allo stress/inquinamento ambientale
    -sulla fisiologia
    -sulle relazioni interpersonali
    -sui compiti cognitivi
    -sui comportamenti
    -sulla psiche
    7. adattamento allo stress
    8. percezione del rischio Ambiente e identità. Gli effetti psicologici dell’inquinamento.

3 – Ecco qui di seguito una raccolta delle poche ricerche scientifiche sull’argomento:

4 – Il Caso (ILVA e non solo) Taranto (INQUINA-MENTE)

Immaginazione o realtà? “Ipotesi” sulle cause ed effetti psicologici dell’inquinamento a Taranto.  Stimoli ed eventi traumatici subiti e “possibili” reazioni psicologiche dei cittadini.

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L’esposizione dei neonati all’inquinamento atmosferico può causare Autismo e Schizofrenia.

L’esposizione precoce post-natale al particolato ultrafine causa alterazioni cerebrali: ingrossamento persistente dei Ventricoli e alterazione neurochimica.
Queste alterazioni gliali avvengono soprattutto nelle cavie maschio dei topi (e sono evidenziate nei disturbi di Autismo e Schizofrenia).

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Early Postnatal Exposure to Ultrafine Particulate Matter Air Pollution: Persistent Ventriculomegaly, Neurochemical Disruption, and Glial Activation Preferentially in Male Mice.
Joshua L. Allen,1 Xiufang Liu,1 Sean Pelkowski,1 Brian Palmer,1 Katherine Conrad,1 Günter Oberdörster,1
Douglas Weston,1 Margot Mayer-Pröschel,2 and Deborah A. Cory-Slechta1
1-Department of Environmental Medicine
2-Department of Biomedical Genetics, University of Rochester School of Medicine,
Rochester, New York, USA

Inquinamento atmosferico & rischio di autismo e schizofrenia_Page_1Questo è quanto emerge da una ricerca effettuata da un gruppo di studiosi e pubblicata sulla rivista scientifica “Environmental Health Perspectives” (volume 122, pag 939-945, numero 9, Settembre 2014 http://ehp.niehs.nih.gov/1307984/) qui di seguito la traduzione dell’abstract della ricerca:

Background: L’inquinamento atmosferico è stato associato a effetti negativi sulla salute neurologica e comportamentale nei bambini e negli adulti. Recenti studi collegano l’esposizione degli inquinanti atmosferici a risultati negativi sullo sviluppo neurologico, tra cui un aumento del rischio per l’autismo, declino cognitivo, ictus ischemico, la schizofrenia e la depressione.

Obiettivi: Si è cercato di indagare il meccanismo (s) attraverso il quale l’esposizione in ambienti con alta concentrazione di particelle ultrafini (CAPs) influisce negativamente sullo sviluppo del sistema nervoso centrale (SNC).

Metodi: Sono stati esposti topi a particolati (C57BL6/J) ultrafini( < 100nm) CAPs, utilizzando il sistema “Harvard University Concentrated Ambient Particle System” inserendo le particelle inquinanti nell’aria filtrata nei giorni dopo la nascita [( PND) 4-7 e 10-13] , gli animali sono morti dopo 24 ore o 40 giorni dopo la cessazione dell’esposizione. Un altro gruppo di maschi è stato esposto a “PND270”, e sono state calcolate le concentrazioni nella zona del ventricolo laterale, l’attivazione gliale, le citochine (CNS) del sistema nervoso centrale, le monoamine, gli aminoacidi e i neurotrasmettitori.

Risultati: E’ stata osservata la dilatazione del ventricolo laterale preferenzialmente nei topi maschi esposti a CAPs , tale dilatazione è duratura dalla giovane età sino all’età adulta. Inoltre, l’esposizione di maschi al particolato (CAPs) in generale ha mostrato una diminuzione, evolutivamente significativa, delle citochine del sistema nervoso centrale, mentre l’esposizione delle femmine al particolato (CAPs) ha evidenziato una risposta neuroinfiammatoria come conseguenza dell’aumento delle citochine del sistema nervoso centrale. Si sono rilevati anche cambiamenti nei neurotrasmettitori del sistema nervoso centrale e nell’attivazione gliale su più regioni cerebrali in maniera sesso-dipendente, inoltre è aumentato anche il glutammato ippocampale in maschi esposti al particolato ultrafine.

Conclusioni: Sono state provate, per zone del cervello, le alterazioni sesso -dipendenti di citochine e neurotrasmettitori , per topi esposti alle particelle ultrafini CAPs sia di sesso maschile che di sesso femminile. La dilatazione del ventricolo laterale (vale a dire, ventricolomegalia) è stata osservata solo nei topi maschi esposti all’inquinante. Da notare che la dilatazione dei ventricoli è una neuropatologia che è correlata a uno scarso sviluppo neurologico che causa l’autismo e la schizofrenia.
I risultati suggeriscono che l’alterazione delle sostanze neurochimiche e la dilatazione laterale del ventricolo creano mutazioni evolutivamente importanti ed esse sono in stretta correlazione all’esposizione ambientale degli inquinanti atmosferici, dimostrando quindi che gli inquinanti inficiano lo sviluppo neurologico.

Bibliografia INQUINA-MENTE
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INQUINA-MENTE-copertina-dr-Zinzi-NARCISSUS“INQUINAMENTE”. Psiche ed inquinamento. Immaginazione o realtà?
“Ipotesi” sulle cause ed effetti psicologici dell’inquinamento.  Stimoli ed eventi traumatici subiti e “possibili” reazioni psicologiche dei cittadini.

ISBN:
9786050369953

Editore: Narcissus Self Publishing
Data di pubblicazione:  2015
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Per approfondimenti sulla possibile connessione tra la psiche e l’inquinamento leggi anche gli articoli:

1 – Psicologia Ambientale. Interdipendenza tra ambiente e uomo.
2 – Ambiente e identità. Gli effetti psicologici dell’inquinamento

1. Identità di sé
2. Identità sociale
3. Identità di luogo
4. Stress ambientale/Frustrazione
5. Stress e impotenza appresa
6. Effetti dovuti allo stress/inquinamento ambientale
-sulla fisiologia
-sulle relazioni interpersonali
-sui compiti cognitivi
-sui comportamenti
-sulla psiche
7. adattamento allo stress
8. percezione del rischio Ambiente e identità. Gli effetti psicologici dell’inquinamento.
3 – Ecco qui di seguito una raccolta delle poche ricerche scientifiche sull’argomento:

4 – Il Caso (ILVA e non solo) Taranto (INQUINA-MENTE)

Immaginazione o realtà?

“Ipotesi” sulle cause ed effetti psicologici dell’inquinamento a Taranto.  Stimoli ed eventi traumatici subiti e “possibili” reazioni psicologiche dei cittadini.

Bibliografia INQUINA-MENTE

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“Ipotesi” sulle cause ed effetti psicologici dell’inquinamento.  Stimoli ed eventi traumatici subiti e “possibili” reazioni psicologiche dei cittadini.

ISBN:
9786050369953

Editore: Narcissus Self Publishing
Data di pubblicazione:  2015

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1 – Psicologia Ambientale. Interdipendenza tra ambiente e uomo.

2 – Ambiente e identità. Gli effetti psicologici dell’inquinamento

1. Identità di sé
2. Identità sociale
3. Identità di luogo
4. Stress ambientale/Frustrazione
5. Stress e impotenza appresa
6. Effetti dovuti allo stress/inquinamento ambientale
sulla fisiologia
sulle relazioni interpersonali
sui compiti cognitivi
sui comportamenti
sulla psiche
7. -adattamento allo stress
8. -percezione del rischiAmbiente e identità. Gli effetti psicologici dell’inquinamento.

3 – Ecco qui di seguito una raccolta delle poche ricerche scientifiche sull’argomento:

4 – Il Caso (ILVA e non solo) Taranto (INQUINA-MENTE)
         – Immaginazione o realtà? “Ipotesi” sulle cause ed effetti psicologici dell’inquinamento a Taranto.  Stimoli ed eventi traumatici subiti e “possibili” reazioni psicologiche dei cittadini.

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