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Il DISTURBO MENTALE nel DSM-5.

Definizione di DISTURBO MENTALE nel DSM-5.

Prima di definire qualsiasi disturbo psicopatologico è molto importante conoscere ed aver appreso appieno la definizione di DISTURBO MENTALE presente nel manuale diagnostico dei disturbi mentali (DSM-5) a cura dell’American American Psychiatric Association (APA). Al fine di non incorrere in errori di valutazione e sovradiagnosi è opportuno effettuare una valutazione approfondita del livello di disagio che il disturbo provoca.

Qui di seguito la definizione che si trova a pagina 22 del quinto manuale dei disturbi mentali (DSM-5):

“Un disturbo mentale è una sindrome caratterizzata da un’alterazione clinicamente significativa della sfera cognitiva, della regolazione delle emozioni o del comportamento di un individuo, che riflette una disfunzione nei processi psicologici, biologici o evolutivi che sottendono il funzionamento mentale.
I disturbi mentali sono solitamente associati a un livello significativo di disagio o disabilità in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti. Una reazione prevedibile o culturalmente approvata a un fattore stressante o a una perdita comuni, come la morte di una persona cara, non è un disturbo mentale.”

La definizione è molto esaustiva e definisce il disturbo una “Sindrome”. Lo stesso DSM-5 nel glossario a pagina 693 definisce Sindrome un “raggruppamento di segni e sintomi, basato sulla loro frequente concomitanza, che può suggerire una sottostante patogenesi, un decorso, una familiarità e un’indicazione di trattamento comuni”.

Si considerano quindi un insieme di sintomi che in linea con il modello categoriale del DSM-5 si cerca di riunire in categorie distinguibili tra di loro che aiutano a meglio inquadrare oltre alla diagnosi possibili prognosi, strategie di trattamento ed esiti.

Questi segni e sintomi sono valutati osservando le disfunzioni in chiave bio-psico-sociale.
Si diagnostica un disturbo o una disabilità quando sono presenti delle alterazioni significative nei principali ambiti della vita dell’individuo che sono:

  • La cognizione
  • L’emotività
  • Il comportamento
    Quindi è presente disagio o disabilità nelle relazioni sociali, al lavoro, in famiglia, a scuola…

Durante la valutazione è necessario considerare le influenze culturali di un determinato comportamento o “adattamento”, come per esempio nel lutto dove a seconda della cultura di appartenenza vi è uno stile comportamentale culturalmente definito.

Una attenta valutazione della compromissione del funzionamento o meglio della disabilità dell’individuo è fondamentale proprio perché permette di scremare tutte quelle condizioni in cui i le emozioni, i comportamenti e i pensieri pur discostandosi dai valori culturalmente condivisi non creano disagio significativo.
Esempio dell’utilità della valutazione del grado di disagio possono essere colti nella “disforia di genere” dove non tutte le persone che si identificano nel sesso non biologico hanno condotte di vita disfunzionali e disagio. Si pensi ad alcune parafilie come il sadismo o masochismo che per essere definiti “disturbo da masochismo sessuale” o “disturbo da sadismo sessuale” devono creare disagio significativo nelle varie aree di vita ed essere agite a discapito di persone non consenzienti.

 

Bibliografia:
American Psychiatric Association (2013a). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition (DSM-5). Washington, D.C.: APA (trad. it.: DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta edizione. Milano: Raffaello Cortina, 2014).

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OTTOBRE 2018 Mese del Benessere Psicologico “Studi Aperti”

Anche quest’anno ad ottobre 2018 lo studio di Psicologia e Psicoterapia Clinica e di Comunità del Dr Ettore Zinzi partecipa al MESE DEL BENESSERE PSICOLOGICO e alla iniziativa organizzata dall’Ordine Nazionale degli Psicologi “Studi Aperti”Il dr Zinzi aprirà  le porte del suo studio per un giorno  a chiunque voglia prenotare un primo appuntamento conoscitivo e/o di consulenza in una delle 2 sedi :

– Taranto (74121)—Via Campania, 10
Visualizza MAPPA Studio di Psicologia e Psicoterapia Dr Ettore Zinzi Via Campania, 10, Taranto
– Palagiano (74019)—Via A. Segni angolo Via S. Pertini
Visualizza MAPPA Studio psicologo psicoterapeuta Ettore Zinzi Via A. Segni Palagiano (Ta)

riceve previa prenotazione telefonica, chiamando al

3477604431

Qualora non rispondesse inviare SMS con nome e motivo della chiamata e verrete ricontattati

*Il Mese del Benessere Psicologico è un’iniziativa volta a diffondere la cultura del benessere psicologico, sposando la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per cui “la salute è uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non la semplice assenza di malattia”. L’attività di sensibilizzazione della cittadinanza al concetto di benessere psicologico passa attraverso l’organizzazione di attività di consulenza e la promozione della professionalità dello psicologo come figura che previene l’emergere del disagio e della malattia, promuove il benessere, favorisce uno scambio relazionale sano durante tutto il ciclo di vita, sostiene le persone durante le fasi di maggiore criticità.

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MANIPOLAZIONE PSICOLOGICA? TRUFFA? EFFETTO BARNUM?

MANIPOLAZIONE PSICOLOGICA?  TRUFFA? EFFETTO BARNUM?
ATTENTI A NON FARE I CREDULONI!!!

STUDIO 100 e tante altre reti pur di fare cassa veicolano la falsa informazione come quella di Panzironi?

Phineas Taylor Barnum (1810-1891), famoso imprenditore degli Stati Uniti impegnato nel mondo dello spettacolo, nel corso della sua attività lavorativa aveva notato che il desiderio di credere alle persone può essere suscitato e condizionato anche senza grandi prove scientifiche.
Per riuscire a rendere un’informazione credibile e quindi poter vendere anche una illusione basta fare leva e soddisfare le aspettative della gente.
Offrendo la soluzione ai bisogni delle persone si è in grado di illuderle facilmente. Le aspettative, paure e sogni già interni in ognuno di noi se stimolati in un certo modo possono facilitare l’essere “creduloni”.

Riuscire a soddisfare i propri bisogni o meglio ancora risolvere in modo semplice dei problemi spesso irrisolvibili è il sogno di tutti!!! Esempi di manipolazione, truffe, plagio, e come vogliamo possiamo chiamarli, nella storia ce ne sono davvero molti!!

Sulla stampa degli ultimi tempi, scoperto grazie al programma delle IENE, è molto discusso il caso di Adriano Panzironi, giornalista pubblicista che, attraverso trasmissioni sulla salute da lui ideate ad hoc, pubblicizza il metodo “life 120” un nuovo stile di vita da lui ideato. Sostiene, come si legge nella home page del suo sito www.life120.it  che con il suo metodo  “…l’uomo può vivere la sua vita senza subire l’aggressione delle malattie degenerative, riuscendo ad aumentare la propria longevità, ed in buona forma, fino a 120 anni”.
Le sue trasmissioni vengono mandate in onda in tutta Italia, ed ancora oggi (luglio 2018) come da tempo costatavo a malincuore anche il canale STUDIO 100, emittente televisiva territoriale Tarantina le trasmette in modo ripetitivo, probabilmente anche in questo momento.
Sembra quindi che l’emittente STUDIO100 ormai da diversi mesi riempia non-stop il palinsesto notturno con le trasmissioni di Panzironi oltre a trasmetterlo anche in diverse fasce orarie del giorno. La cosa interessante è che il signor Adriano Panzironi attualmente risulta sospeso per circa 8 mesi dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio, come si evince anche da un suo post pubblicato su facebook già il 26 marzo 2018 che testualmente recita: “sono stato convocato per mercoledì 28 marzo dal consiglio disciplinare e molto probabilmente vogliono radiarmi dall’albo. Le accuse maggiori riguardano il fatto di aver commesso atti non conformi al decoro e dignità professionale e di aver compromesso la mia reputazione. Inoltre di aver comunicato delle informazioni che sono prive di validità scientifica”. E’ immaginabile e logico inoltre che siano in corso le indagini della Magistratura, inoltre la Federconsumatori, dichiara che si tratta di pubblicità ingannevole e si attende inoltre la reazione dell’Ordine dei Medici circa le dichiarazioni e quanto si sostiene nella trasmissione dello stesso Panzironi con tanto di medici che addirittura ne declamano le proprietà miracolose. E’ chiaro che sia normale per una emittente televisiva come STUDIO 100, vendere spazi nel suo palinsesto. Appare contraddittorio che una emittente se è seria e quindi ha la “mission” della “sana” informazione non segua le indicazione dell’Ordine dei Giornalisti che ha definito l’operato del Panzironi e il suo metodo Life 120 (fonte: IENE) artefice di “sensazionalismo che potrebbe far sorgere timori o speranze infondate”, il non aver rispettato “il diritto a un’informazione corretta, sempre distinta dal messaggio pubblicitario attraverso chiare indicazioni” e di non aver rispettato “la dignità delle persone malate”. A tal proposito chiaramente Panzironi disconosce che le motivazioni dell’ordine siano queste e scrive sul suo profilo Facebook il 09/7/2018 “Ebbene da queste accuse sono stato prosciolto. Ma l’ordine dei giornalisti mi ha ritenuto colpevole di aver attaccato la figura istituzionale dell’ordine (il consiglio direttivo e della commissione) chiedendo al popolo Life 120 di testimoniare a mio favore chiamando il centralino dell’ordine e mandando email alla presidente. Quindi la sospensione riguarda questa contestazione e non le accuse più infamanti.” Anche questa dichiarazione del Panzironi si immagina sia probabilmente manipolatoria in quanto la sua convocazione dall’ordine è avvenuta precedentemente alla sua richiesta fatta al “popolo life120” di mandare email all’ordine quindi, i motivi del richiamo erano ben altri.
Panzironi pubblicizza il suo metodo che sostiene, allungherebbe la vita addirittura sino a 120 anni, guarendo anche diverse malattie che la stessa trasmissione delle Iene ha contato sino a 25 (Alzheimer, Diabete, Morbo di Crohn, Stipsi, Psoriasi, Afte, Tumore, Alopecia ecc.). Elemento fondamentale di questa dieta è seguire le sue indicazioni sullo stile alimentare da adottare eliminando i carboidrati e mangiando proteine, tanta frutta ed utilizzando degli integratori.

Il suo tornaconto probabilmente è oltre alla vendita del suo libro che descrive il metodo “life 120” e le diete da seguire (venduto come da lui stesso dichiarato a 19,90 euro in circa 100.000 copie) è l’essere proprietario, insieme a suo fratello, dell’azienda che produce gli integratori che, utilizzando il metodo completo verrebbero a costare circa 250 euro mensili (fonte: Le Iene) per tutta la vita. Chiaramente Panzironi sostiene di aver creato l’azienda proprio per “esigenza” in quanto ancora questi prodotti fatti ad hoc non esistevano sul mercato. Gli integratori contengono, curcuma, zenzero, origano, cannella, chiodi di garofano e pepe nero e sembrano la chiave per vivere sino a 120 anni e guarire da varie malattie spesso anche incurabili.

Dispiace che si faccia leva sui problemi delle persone per arricchirsi anche se questa storia è vecchia.

Altro esempio palese di persuasione si ha nel gioco d’azzardo  che offre la possibilità di soddisfare il desiderio di arricchirsi senza sforzo. Esistono addirittura giochi in cui il messaggio manipolatorio è più specifico e mirato, si veda il gioco “vinci casa” dove si offre la possibilità di vincere una casa tanto desiderata e 200.000 euro, smuovendo uno dei bisogni primari che è quello di avere almeno un tetto sotto cui vivere.

Vanna Marchi fu celebre per lo sfruttamento della credulità popolare con le sue televendite.
Negli anni 80, venne condannata insieme alla figlia e a dei collaboratori, per truffa aggravata. Marchi sembra aver reiterato i reati grazie alla sua capacità comunicativa manipolativa passando dalla vendita di prodotti miracolosamente dimagranti, alla vendita di sale, edera ed altri oggetti contro il malocchio ed anche alla vendita di numeri del lotto personalizzati e vincenti.

Molti maghi, stregoni, “magiari”… offrono la soluzione a vari bisogni e problemi della gente in cambio di un tornaconto economico. Molti di loro pur di arricchirsi vendono illusioni e risoluzione ai problemi della gente comune, come malattie, povertà, amore, successo ecc..

Le persone, quindi, tendono ad accettare un’idea, una proposta, un’illusione con l’unico scopo di soddisfare le aspettative che loro stesse hanno creato. Altro ingrediente utile oltre ad offrire la soddisfazione dei nostri sogni, per riuscire a rendere creduloni è il fare in modo che la persona debba essere isolata dalle fonti di informazione più sana e quindi non ancora plagiata, come famigliari, medici nel caso delle malattie ecc… che altrimenti potrebbero dissuadere dal crederci.

Pertanto cerchiamo di essere attenti e non farci fregare.
Cerchiamo di stare almeno con un piede per terra e l’altro in aria al fine di continuare ad inseguire e perseguire i nostri sogni/bisogni leggendoli con uno sguardo fisso sul piano di realtà.

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Erich Fromm “L’ARTE DI AMARE ” recensione di Simona De Pace

L’ARTE DI AMARE di Erich Fromm

“Colui che non sa niente, non ama niente. Colui che non fa niente, non capisce niente. Colui che non capisce niente è sgradevole, ma colui che capisce, ama, vede, osserva… La maggior conoscenza è congiunta indissolubilmente all’amore. Chiunque creda che tutti i frutti maturino contemporaneamente come le fragole non sa nulla dell’uva.”  Paracelso.

The Art of Loving, conosciuto come l’Arte di Amare, è l’opera più eloquente scritta dal filosofo tedesco Erich Fromm pubblicata nel 1956. Contribuì ad allargare la dottrina psicanalitica partendo dall’indagine sulla psiche individuale a quella sull’inconscio sociale, criticando fortemente le teorie freudiane riguardanti le pulsioni biologiche come chiave per la comprensione del comportamento umano. Nella sua opera sono frequenti i richiami alla mitologia greca e perfino all’Antico Testamento.

Fromm, attraverso le pagine di questo libro vuole dare una ampia panoramica del concetto di amore, abbastanza complesso e variegato, trattando le differenti tipologie: l’amore per se stessi, l’amore tra i genitori e il bambino, l’amore fraterno, l’amore materno, l’amore erotico, l’amore per Dio.

L’amore genuino è una espressione di produttività ed implica cure, rispetto, responsabilità e comprensione, deve essere alimentato da quello che è l’amore per se stessi, una base solida per amare gli altri.

Fromm, tratta anche il tema della solitudine che spinge alla necessità di unione con l’altro per puro egoismo. La solitudine provoca ansia, come viene messo in evidenza, è l’origine di ogni ansia.

“La gente non pensa che l’amore non conti. Anzi, ne ha bisogno; corre a vedere serie interminabili di film d’amore, felice o infelice, ascolta canzoni d’amore; eppure nessuno crede che ci sia qualcosa da imparare in materia d’amore”.

Ognuno di noi ha bisogno di nutrirsi di amore, ma essa è un’arte, come tale ha bisogno di essere coltivata, richiede le capacità dell’artista e le sue energie per creare e costruire. La teoria dell’amore analizza l’unione simbiotica e il suo modello biologico nel legame tra il feto e la madre, sono due esseri in un unico involucro e vivono in simbiosi. La forma passiva dell’unione simbiotica è quella della sottomissione, clinicamente conosciuto come masochismo; la forma attiva è il sadismo. La differenza è che il masochista è completamente sottomesso all’altro, comandato, offeso e umiliato il sadico domina, intraprende, offende e umilia. In contrasto con l’unione simbiotica, lo psicanalista, mette in risalto l’amore maturo che preserva la propria integrità e la propria individualità.

“L’atto sessuale senza amore non riempie mai il baratro che divide due creature umane, se non in modo assolutamente momentaneo”

Concludo citando una teoria che ben si accorda con le note che Fromm attribuisce al concetto di ‘AMARE’.

Un illustre rabbino racconta dell’incontro di un uomo con un giovane ragazzo; il ragazzo siede su di un tavolo e si gode il suo piatto di pesce, così l’uomo lo osserva e gli chiede: -Perché stai mangiando quel pesce? -Perché amo il pesce.  -Oh, ami il pesce? ed è per questo che lo hai tirato fuori dall’acqua, lo hai ammazzato e lo hai bollito? Non dirmi che ami quel pesce tu ami te stesso. Ma tu non ami il pesce, tu credi di amare quel pesce in realtà tu ami te stesso e soddisfi il tuo bisogno mangiandolo, ma l’amore è ben diverso. Se tu amassi davvero quel pesce non lo mangeresti.

Quindi molto di quello che crediamo amore in realtà è amore per il pesce. Amore dei propri bisogni e non per l’altra persona quindi l’altro diventa uno strumento per la propria personale gratificazione. L’amore non si basa su ciò che sto per ricevere ma su quello che sono in grado di dare. La gente crede che si doni a chi si ama, la vera risposta è che si amano coloro a cui si dona “il punto è se io do qualcosa a te io sto dando me stesso a te, e dato che amare se stessi è un dato di fatto ognuno ama se stesso e ora che quella parte di me fa parte di te, di una parte di me in te che amo, quindi l’amore vero è quello che dona non quello che riceve”

Come scrive l’autore del libro, “Solo l’amore disinteressato è un sentimento maturo e completo”

L’Arte di amare di Erich Fromm è una lettura riflessiva che arricchisce l’anima, l’amore è bisognevole di cura, pazienza, disciplina, concentrazione e soprattutto “Amore” significa imparare a stare bene con se stessi.

“Chiunque salvi una singola vita, è come se avesse salvato il mondo intero; chiunque distrugga una singola vita, è come se avesse distrutto il mondo intero”

 

@Simona De Pace

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L’esposizione agli inquinanti causa l’abbassamento del rendimento scolastico.

L’esposizione alle sostanze tossiche presenti nell’aria causa l’abbassamento del rendimento scolastico.

Questo è quanto emerge da una ricerca svolta studiando dei bambini delle scuole di El Paso in Texas, negli Stati Uniti d’America, spesso troppo esposti a inquinanti provenienti dal traffico veicolare:

Residential exposure to air toxics is linked to lower grade point averages among school children in El Paso, Texas, USA. Clark-Reyna SE1, Grineski SE2, Collins TW3.

ricerca-texas-inquinamento psiche zinzi-rendimento-scolastico-zinzi1Department of Sociology and Anthropology, University of Texas at El Paso, 500 W University Ave, El Paso, TX 79902, USA; seclarkreyna@miners.utep.edu.
2Department of Sociology and Anthropology, University of Texas at El Paso, 500 W University Ave, El Paso TX 79902, USA.
3Department of Sociology and Anthropology, University of Texas at El Paso, 500 W University Ave, El Paso TX 79902, USA; twcollins@utep.edu.

Lo studio frutto di una ricerca partita nel 2012 sulla salute respiratoria del bambini   “Residential exposure to air toxics is linked to lower grade point averages among school children in El Paso, Texas, USA” pubblicato su Population and Environment da un team di ricercatori dell’università del Texas – El Paso (Utep) evidenzia che i bambini che sono residenti e frequentano scuole in quartieri a basso reddito tendono ad essere sproporzionatamente esposti alle sostanze tossiche presenti nell’aria. Questo è motivo di preoccupazione, perché l’esposizione a inquinanti tossici ambientali incide negativamente sulla salute, lo studio svolto in Texas ha rilevato infatti un abbassamento del rendimento accademico. Fino ad oggi, non si conosceva la correlazione tra sostanze tossiche presenti nell’aria e rendimento scolastico. Gli studiosi dell’Utep hanno analizzato il rendimento scolastico e i dati socio-economici di 1.895  scolari dell’ El Paso Independent School District (EPISD) e hanno utilizzato il National Air Toxics Assessment (NATA) dell’ Environmental Protection Agency (Epa), per studiare l’esposizione dei bambini ai contaminanti tossici nell’aria, quali le emissioni di  diesel nei dintorni delle loro abitazioni. Il gruppo utilizzando il National Air Toxics Assessment ha effettuato un stima del rischio dell’esposizione al particolato presente nel diesel a carico dell’apparato respiratorio.
I dati individuali, raccolti attraverso un sondaggio fatto per posta elettronica, hanno per la prima volta evidenziato che i bambini esposti a sostanze tossiche presenti nell’aria, in particolare quelli provenienti da fonti mobili quindi veicolari, sono in associazione statisticamente significativa con l’abbassamento delle medie dei voti degli studenti che frequentano il quarto e quinto anno di 58 scuole elementari di El Paso (Texas, USA, distretto EPISD). Questa ulteriore ricerca lascia diversi spunti di riflessione.

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Dipendenza da Internet in Cina

In Cina dal 2008 il disturbo clinico della “dipendenza da Internet” è stato clinicamente riconosciuto come appartenente alla categoria diagnostica delle dipendenze; viene curato in più di 400 centri riabilitativi.psicologo taranto web-addiction-dipendenza-da-internet-gameaddictino-zinzi ettore 2013jpg Attraverso la vita interna di un centro di riabilitazione di Pechino, Web Junkie, un documentario del 2014 diretto da Shosh Shlam e Hilla Medalia mostra quello che accade dove si decondizionano adolescenti cinesi. Il documentario è incentrato sulla vita di tre ragazzi, i loro genitori e gli operatori sanitari impegnati ad aiutarli a modificare la loro “abitudine”.

Le produttrici sono state nel centro per la cura dalla dipendenza da internet, a Daxing, nella provincia di Pechino circa 4 mesi, tempo nel quale hanno documentato il tutto.

Il documentario mostra un centro organizzato in modo militare, tuta mimetica e marce, con dormitori e vita comune.
I ragazzi, per lo più minori, vengono trattati sia farmacologicamente che con la psicoterapia e con gli incontri formativi, inoltre i genitori vengono coinvolti negli incontri di gruppo.

Il direttore del Daxing center, Tao Ran, in uno degli incontri con i genitori definisce la solitudine come il principale problema dei loro figli, dice che gli “addicted” conoscono molto bene il mondo di internet ma sono estranei al loro mondo emotivo interno e relazionale oltre che ai loro bisogni. Essi giocano fino al punto di “non esistere” e perdersi.

Racconta che i ragazzi affetti da Imternet Addiction Disorder “IAD”, ed in particolare da gioco, pur di non perdere prestazioni nelle classifiche dei giochi, stentano addirittura ad alzarsi dalla consolle di gioco per andare a fare i normali servizi fisiologici, tanto che qualcuno di loro ha iniziato a far uso di pannolini; conclude: “per questo noi la chiamiamo eroina elettronica!!” .

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http://www.psicologo-taranto.com/internet-related-pshychopathology-irp-psicopatologia-internet-correlata-5-tipi-di-psicopatologie-da-internet/

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I counselors non hanno alcuna competenza per gestire il disagio psichico

I counselors non hanno alcuna competenza per gestire il disagio psichico.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Ter) il 18/11/2015 con la sentenza N.13020/2015 REG.PROV.COLL. e N. 14877/2014 REG.RIC. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO mette chiarezza sulla professione dello PSICOLOGO  RICONOSCENDO L’UNICITÁ DELLA PROFESSIONE.sentenza-TAR-elimina-counselling-2015-Zinzi

Il TAR del Lazio, quindi, con la sentenza 13020/2015, ha disposto:

  • la cancellazione di Assocounselling dall’elenco delle attività non regolamentate di cui alla L. 4/2013. I counselors non hanno alcuna competenza per gestire il disagio psichico, che attiene alla sfera della salute.
  • Ribadisce che la categoria degli Psicologi apparteiene alle professiioni sanitarie.
    “la categoria degli psicologi, i quali, a loro volta, sono titolari del diritto di esercitare in via esclusiva tutte le attività e le prerogative che la legge istitutiva dell’ordinamento dello psicologo ad essi riserva.”
  • Esclude i counsellor non psicologi dalla categoria delle professioni sanitarie.
    “La legge esclude espressamente le professioni sanitarie dall’ambito delle professioni non organizzate disciplinate dalla legge 4/2013, come anche le attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell’art. 2229 cc.”
  • “il Nomenclatore – Tariffario degli Psicologi è stato approvato, con espresso riferimento, tra le competenze riservate alla professione dello Psicologo, a quella di “Consulenza e sostegno psicologico”, ossia di counseling”
  • Non può non convenirsi che la gradazione del disagio psichico presuppone una competenza diagnostica pacificamente non riconosciuta ai counselors e che il disagio psichico, anche fuori da contesti clinici, rientra nelle competenze della professione sanitaria dello psicologo.”  “l’attività di diagnosi del disagio psicologico rientra sempre e comunque pacificamente nelle competenze proprie dello psicologo ai sensi del citato art. 1 L. 56/1989.”
    Allo stato della normativa nazionale il trattamento del disagio psichico è attività sanitaria, come indirettamente, ma significativamente, confermato dall’emissione dei pareri del Consiglio Superiore di Sanità, come anche dall’inquadramento degli psicologi nelle piante organiche delle unità sanitarie locali (v. DPCM 13 dicembre 1995), nonché dalla vigilanza del Ministero della salute sull’Ordine Nazionale degli Psicologi.
  • “Il disagio psichico è una condizione che attiene senz’altro alla sfera della salute ed è tale attinenza a giustificare i limiti ed i controlli che vengono garantiti anche attraverso l’attività degli ordini professionali.”

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