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    • Monica il 27 Agosto 2019 alle 11:15 AM

    E se per caso fosse moglie o marito (quindi all’i terno della coppia) a soffrire di questo “vettimismo” che cosa si può fare? Grazie

    1. Se non si riesce a risolvere da soli e si è motivati al cambiamento ci si rivolge ad uno psicoterapeuta…

        • Monica il 27 Agosto 2019 alle 3:15 PM

        Questo la persona in questione, ma il compagno che cosa può fare?

        1. Motivare alla consapevolezza di questo atteggiamento e fare comprendere quanto disagio sviluppa…

            • Biagio il 13 Febbraio 2020 alle 1:37 PM

            Magari, ogni parola viene percepita come un attacco e viene usata come pretesto per accentuare la posizione di vittima, ogni frase, ogni tentativo di chiarimento mi si ritorce contro. Questo mi sta portando ad evitare di parlarle ed a far finta di non ascoltare le continue accuse. Ormai non cè più dialogo nella coppia, ciò che mi trattiene da una fuga liberatoria è la presenza di un figlio adolescente. Non posso lasciarlo in balia delle ossessioni di sua madre, comincia a manifestare qualche segnale di bassa autostima e fatico tantissimo nel cercare di fare in modo che lo superi. Sono sfinito. Vorrei che sua madre prendesse coscenza della propria situazione ma non ci riesco.

    • Fiore il 11 Settembre 2019 alle 1:57 PM

    Mia sorella e una vittima mi ricorda molto mia mamma come lei anche di fronte all’ evidenza la colpa e sempre degli altri l’ ho sempre aiutata ma mai ho ricevuto un grazie di cuore tutto le e dovuto e sempre poco e le richieste aumentano inoltre prova invidia nei miei confronti e se non acconsento ai suoi bisogni mi colpisce con l indifferenza e col silenzio …non ho più voglia di comprare il suo affetto …ho deciso di uscire dalla sua vita un rapporto basato su lamentele bugie e tornaconto non da da gioia il suo volto indossa una maschera di buonismo …ci è voluto del tempo per capire il gioco del senso di colpa il vedere me in difficoltà e fregarsene …ho cercato in tutti i modi un dialogo ma nulla da fare …vorrei tanto una sorella normale affettuosa sincera ..ma non riesco più a tollerare la sua falsa le sue critiche dietro alle mie spalle …io non so più come comportarmi se qualcuno mi potesse dare un saggio consiglio ne sarei grata

    1. Questa sua consapevolezza è un buon punto di partenza per gestire la relazione con sua sorella e per pensare a se stessa…

    • Marta il 29 Maggio 2020 alle 2:12 PM

    Mia sorella come mia madre, sono esattamente così. Mi hanno fatto sentire in colpa tutta la mia vita, facendomi sentire sbagliata è la carnefice dei loro dolori o stupida nel non capire che cosa stavano affrontando. Poi mia sorella ha perso suo marito improvvisamente ed è rimasta vedova a 39 anni con una figlia di 5. Da quel momento ho un po’ sostituito il ruolo da padre e marito, per cercare di compensare quel vuoto che si è creato ma quando anche io sono diventata moglie e madre, ovviamente le mie responsabilità sono cambiate. Ed è da lì che la nostra relazione si è rotta, perché non ero più a disposizione di mia sorella ogni volta che aveva bisogno. Sono molto preoccupata per mia nipote che è in balia delle scelte sbagliate di sua madre, che l’hanno portata allo sfratto, a vivere con un uomo che lei non ama, non ascolta mai i bisogni della figlia ma solo i suoi. Avete qualche consiglio?

    1. Salve l’unico consiglio che mi sento di darle è di riuscire a trovare il modo per convincere sua sorella delle sue difficoltà e della possibilità di intraprendere un percorso di psicoterapia per la sua crescita personale. Capisco che è una cosa molto difficile, la consapevolezza in alcuni casi trova molte resistenze prima di emergere, spesso i momenti di crisi sono un momento fertile per prendere consapevolezza e chiedere aiuto e quindi momento utile per decidere di farsi aiutare da un esperto.

    • Alessandra il 26 Ottobre 2020 alle 5:22 PM

    Buongiorno, volevo chiedere: in un rapporto di amicizia frasi come “se sei davvero mia amica come dici, fai così”, “se mi vuoi bene, fai così/torna la persona che mi piace tanto”, “mi stai deludendo,pensavo mi volessi più bene di così”, “io non ho mai detto di esser perfetta, però”, “pensa come vuoi, visto che non mi credi” e dopo che tu rispondi “posso anche crederti ma vedo i fatti, che non sono molto diversi da come ho scritto”, sentir dire “non meriti altre risposte”… e simili come possono essere considerati?
    Precisando che questo avveniva sempre quando cercavo di dire cosa non mi andava, mentre l’altra persona diceva sempre cosa non le andava di me, e asseriva di voler io facessi altrettanto…

    1. Salve Alessandra, le frasi elencate sono molto forti; sembrano esprimere un giudizio ed hanno un grande potere nell’evocare il senso di colpa…
      emerge un bisogno di attenzione che potrebbe anche essere manipolatorio ma il tutto va contestualizzato al rapporto e al tema della conversazione…

    • Alessandro il 8 Gennaio 2021 alle 6:15 PM

    Buonasera.
    Una persona di famiglia, ormai ex fidanzato e dai tratti caratteriali insicuri e ingenui da una parte e dall’altra prepotente e aggressivo e che ormai, a una certa età, si appoggia ancora ai genitori per trovare tutto già pronto, è diventato col tempo un peso. I genitori non godono di buona salute, hanno fatto molto e sono ad una età in cui vorrebbero e dovrebbero vivere serenamente, ma nonostante abbia le possibilità di stare solo, il figlio approfitta abbondantemente senza essere d’aiuto in alcun modo. I suoi problemi sembrano più importanti di tutto, non vede altro che sé stesso e non ha attenzione verso la condizione altrui. Simula attenzione nel momento in cui deve portare qualcuno dei membri dalla sua parte, cerca di mettere gli uni contro gli altri quando qualcuno lo mette alle strette perché faccia delle scelte per vivere in autonomia. Ad ogni contraddizione o limitazione tira fuori e mette avanti fatti a lui non inerenti e li usa per mettere in cattiva luce i genitori e fare leva emotiva su ciò che nella loro vita non è andato bene. In buona sostanza, tramite paragoni e vessazioni agisce su di loro fino a metterli a disagio e in condizione di impotenza rispetto alle loro richieste. E’ arrivato ad alzare le mani e a calunniarli e diffamarli tra i conoscenti, probabilmente per giustificare i propri limiti, forse dovuti all’insicurezza e dunque alle scelte che non ha mai saputo fare per vivere una situazione di tranquillità. In buona sostanza, ha applicato un opportunismo a 360 gradi. Naturalmente, le conseguenze nell’atmosfera che respirano a casa sono quotidiane già nel tono e nell’aria che si respira. Cerca di creare situazioni nelle quali possa passare per vittima, come ad esempio chiedere il permesso per andare in bagno per poi raccontare in giro o accusare di dover chiedere il permesso per farlo. Avendo collaudato un metodo attraverso il quale girare la frittata per poter vendicarsi, oramai sembra impossibile poter continuare a trattenere rapporti, anche per evitare di dare adito ad altre strumentalizzazioni. Ovviamente, questo modo parassitario di persistere nella vita altrui lo è anche a livello materiale. La presunzione di avere diritto implicito sui familiari passa quasi in silenzio. Peraltro, compie dei gesti, di nascosto, che forse mette in atto per controllare l’ansia, o qualcosa che la genera, come stringere i denti a bocca aperta con contrazioni del volto e a scatti portarsi le mani in viso, “strofinandoselo” (sono gesti tanto particolari che ho difficoltà a descriverli)
    Ora, al concretizzarsi di un trasferimento nella casa immediatamente accanto, mi chiedo quale sia il modo migliore per evitare incursioni e ulteriori vessazioni.

    Grazie e spero di essere stato esauriente

    A.

    1. Salve A.
      chiaramente non esistono manuali per certe situazioni, capirsi e comprenderle tramite un messaggio è difficile…
      mi è sembrato di capire che lei scrive della sua paura di trasferirsi nella casa affianco a quella della persona di cui parla,
      mi sembra di capire che si tratta di un ex… pare stia parlando di invasioni “prepotenti e aggressive”…
      le consiglio di riflettere sulla difesa dei propri spazi e la rinegoziazione delle distanze …
      Lei ha una sua vita immagino, avrà una sua casa, una sua porta che dovrà scegliere a chi aprire …
      non è facile immagino, la vita ci mette spesso di fronte alla gestione delle distanze …

      Le linko un articolo che può essere un utile spunto sulle distanze inrterpersonali:
      i-confini-nelle-relazioni-interpersonali-umane-la-giusta-distanza-tra-vicinanza-e-lontananza

    • A. il 16 Gennaio 2021 alle 10:07 AM

    Purtroppo – dispiace dirlo – non si tratta di un ex ma di un fratello. Da quando si è lasciato è tornato a cercare riferimento nella famiglia, pur consapevole del fatto che, quando il perno era la propria ragazza, ci trattava male. Ha sempre mangiato a casa e quindi non è stato possibile tenerlo fuori per non tuebare la quiete familiare, benché io lo abbia fatto spostare a casa mia e io stesso mi sia trasferito dai miei per stargli vicino e aiutarli (non stanno bene dal punto di vista della salute). Ovviamente, nella mediazione tra la falsa vittima e le vere vittime (che comunque lo hanno a cuore come figlio), ho risentito pesantemente del suo libero arbitrio nel fare buono e cattivo tempo. Non ha mai dato un aiuto, vive i propri problemi come tragedie, noncurante del fatto che le faccia pesare su persone che stanno affrontando situazioni davvero problematiche, di cui egli stesso non si cura. Vorrebbe imporre e fare le cose a modo proprio a scapito delle necessità altrui, non si è assunto la responsabilità di avere un ruolo collaborativo e in pratica ha fatto ciò che a voluto. Ora, all’età che ha, pensa di potersi fare ancora mantenere, e su questo cerca di far pesare su di noi il fatto di essere un figlio e che un figlio nonnsi tratta così.

    • Sandrina il 10 Novembre 2021 alle 11:18 AM

    Buongiorno, volevo chiedere: in un rapporto di amicizia frasi come “se sei davvero mia amica come dici, fai così”, “se mi vuoi bene, fai così/torna la persona che mi piace tanto”, “mi stai deludendo,pensavo mi volessi più bene di così”, “io non ho mai detto di esser perfetta, però”, “pensa come vuoi, visto che non mi credi” e dopo che tu rispondi “posso anche crederti ma vedo i fatti, che non sono molto diversi da come ho scritto”, sentir dire “non meriti altre risposte”… e simili come possono essere considerati? Precisando che questo avveniva sempre quando cercavo di dire cosa non mi andava, mentre l’altra persona diceva sempre cosa non le andava di me, e asseriva di voler io facessi altrettanto…

    E frasi come “hai libero arbitrio con me ma ricorda che tutto ha una conseguenza” oppure “per te vengo già al mare/faccio già questo” (in quest’ultimo caso senza che io le avessi chiesto nulla). Grazie

    1. Sandrina, molte delle frasi da lei riportate possono essere considerate cariche di giudizio e di richieste ad es.: “se sei davvero mia amica come dici, fai così” quindi anche “utili” nell’istigare il senso di colpa qualora non ci si comportasse come richiesto… anche ad es. frasi come: “se mi vuoi bene, fai così/torna la persona che mi piace tanto” hanno stesse caratteristiche ed emerge anche come la persona che le formula si descriva come parte lesa, infatti rendendo più eplicito il messaggio si potrebbe dire: non mi vuoi bene, non sei più la persona che mi piaceva tanto…

      P.S. Sandrina mi aveva già posto questa domanda un anno fa (26/10/2020 alle 17:22) e le avevo già risposto:
      “Salve Alessandra, le frasi elencate sono molto forti; sembrano esprimere un giudizio ed hanno un grande potere nell’evocare il senso di colpa…
      emerge un bisogno di attenzione che potrebbe anche essere manipolatorio ma il tutto va contestualizzato al rapporto e al tema della conversazione…”

    • gianna il 29 Giugno 2022 alle 10:01 PM

    chi non prova certe cose non puo’ capirle. anch io esperienza analoga…. io ho iniziato a vivere quando la persona in questione e’ morta di tumore( stronza fino alla fine) ma quel che e’ peggio nel mio caso e’ che spesso le persone non si comportano come davvero sono con tutti e le persone non ti credono o fanno finta di non crederti. poi se una muore diventa santa !

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