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Emozioni

EMOZIONE

 “REAZIONE AFFETTIVA INTENSA, ACUTA O DI BREVE DURATA DETERMINATA DA UNO STIMOLO” (U.Galimberti,1992).

clicca per ingrandire schema Reazione emotiva

In questa sezione sono presenti tutti gli articoli sulle emozioni:

  1. TEORIE SULLE EMOZIONI
  2. Paul Ekman (l’innatismo delle emozioni)

  3. Robert Plutchik, emozioni come risposta adattiva

  4. rabbia
  5. paura
  6. gioia
  7. tristezza
  8. disgusto/disprezzo
  9. sorpresa
  10. Il film INSIDE OUT e la psicologia delle EMOZIONI.

  11. Bibliografia (emozioni)

Potrebbe interessare anche l’articolo:

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ettore-zinzi-psigologo-taranto.com-_Bibliografia-sitografia– Cunningham,M.R.(1988a), Does happiness mean friendliness?: Induced mood and hetero-sexual self-disclosure. Personality and Social Psychology Bulletin, 14, 283-297
– Cunningham, M.R. (1988b). What do you do when you’r e happy or blue ? Mood, expect-ancies, and behavioral Interest Motivation and Emotion,12, 309-331
– Cunningham, M.R., Steinberg, J., & Grcv, R.(1980). Wanting to and having to help: Separat e motivations for positive mood and guilt induced helping. Journal of Personality and Social Psychology, 38, 181-192

– D’URSO V. e TRENTIN R. Sillabario delle emozioni, Giuffrè 1992

– FILLIOZAT I., Le emozioni dei bambini, PIEMME Alessandria, 2001

– FILLIOZAT I., Il quoziente emotivo, PIEMME Alessandria, 1998

– FRANCESCATO D.-PUTTON A.-CUDINI S., Star bene insieme a scuola, CARROCCI Roma, 1998

– FREUD, Al di là del principio del piacere, in OPERE Vol. 2 BORINGHIERI Torino 1979

– MASLOW J., Verso una psicologia dell’essere, ASTROLABIO Roma 1971

– PIAGET J., Lo sviluppo mentale del bambino, EINAUDI Torino 1967

– DARWIN C., 1871, L’Origine dell’uomo. EDIZIONE STUDIO TESI (1991).

– C. LO PRESTI, L’alfabeto delle emozioni, EDIZIONI LA MERIDIANA, 2007

– DI PIETRO M., “L’ABC delle mie emozioni” EDIZIONI ERIKSON, Trento (Illustrato da Stefano Mariani).

– FRAISSE Paul, PIAJET Jean, Traité de psychologie expérimentale: motivation, émotion et personnalité,1963.

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Teoria Psicoanalitica dello Sviluppo Psicosociale di Erik Erikson

Gli 8 Stadi di sviluppo della teoria Psicoanalitica di Erik Erikson

Erik Erikson (Francoforte, 1902 – 1994) era uno psicologo e psicoanalista tedesco che, dopo aver studiato a Vienna sotto la scuola di Freud e della Moglie, a causa del Fascismo nel 1933 si trasferì negli Stati Uniti, diventando il primo psicoanalista infantile di Boston.

Erikson approfondì il modello di Freud sviluppando una serie di otto stadi psicologici che si estendono lungo tutto il corso della vita. Ma la vera innovazione che apportò alla teoria psicosessuale Freudiana fu l’aggiunta della dimensione psicosociale.
Erikson ha individuato nel gioco il maccanismo di sviluppo che però non è limitato ai soli bambini, attraverso esso si dà libero spazio all’uso dell’immaginazione per:

  • provare modalità di padroneggiamento e adattamento al mondo
  • per esprimere emozioni
  • per ricercare emozioni passate
  • immaginare situazioni future
  • per sviluppare nuovi modelli di esistenza

Lo sviluppo di un individuo è influenzato non solo dal suo passato e presente, ma anche da quello della società. La maturazione psicofisica e le aspettative sociali secondo Erikson creano 8 “crisi” o problemi che il bambino deve risolvere (sviluppo psicosociale). Sono dei periodi in cui, grazie al superamento di alcuni punti critici che interessano l’io e si estendono lungo tutta la vita, si passa allo stadio successivo.
Gli 8 periodi della teoria Psicoanalitica di Erikson sono:

  1. Stadio (0-1 anno)

    SENSO FONDAMENTALE DI FIDUCIA OPPOSTO A SFIDUCIA

    L’impegno principale sta nel trovare un equilibrio tra fiducia e sfiducia. Il bambino acquista fiducia in se stesso sentendo che gli altri lo accettano e accrescendo la familiarità con i suoi bisogni corporei. In questa acquisizione di fiducia un ruolo fondamentale è dato dalla madre che deve capire e assicurare la soddisfazione dei bisogni del bambino.

  2. Stadio (2-3 anni)

    AUTONOMIA OPPOSTA A VERGOGNA O DUBBIO

    A uno sviluppo neurologico e muscolare ulteriore si accompagna il camminare, il parlare e la potenziale capacità del controllo anale. In questa fase però compaiono in contrapposizione nuovi punti vulnerabili cioè l’angoscia di separazione dai genitori, la paura di non essere sempre capaci di controllo anale, la perdita di stima di se quando si fallisce in qualche cosa.

  3. Stadio (4-5 anni)

    SPIRITO DI INIZIATIVA OPPOSTO A SENSO DI COLPA

    ll bambino deve ora scoprire che genere di persona vuole diventare. Il piccolo si intromette in tutto ciò che gli era sconosciuto con una curiosità che lo assorbe continuamente, questa iniziativa è sostenuta da progressi relativi a mobilità, destrezza fisica, linguaggio, cognizione e immaginazione creativa. Il bambino si muove lungo una dimensione che va da una iniziativa di successo a un senso di colpa esasperato dovuto alla coscienza severa che, punisce fantasie sessuali, pensieri o comportamenti immorali.

  4. Stadio (6 anni –pubertà)

    INDUSTRIOSITA’ OPPOSTA AD INFERIORITA’

    Con l’inizio della scuola il bambino si dedica con industriosità a tutti i suoi compiti. Si sforza di fare le cose bene e terminale, al contrario il fallimento porta con sé un senso di inadeguatezza e inferiorità creando il sentimento di non servire a niente.

  5. Stadio (adolescenza)

    IDENTITA’ E RIFIUTO OPPOSTI A DISPERSIONE DI IDENTITA’

    Rapidi cambiamenti psicologici producono un nuovo corpo che ha bisogni sessuali non familiari. Nuovi bisogni e mete si susseguono in questa fase. I giovani ricercano il loro “vero se” attraverso gruppi di aggregazione che siano culturali, politici, amicali, sportivi ecc. ecc. che servono a provare nuovi ruoli.

  6. Stadio (prima età adulta)

    INTIMITA’ E SOLIDARIETA’ OPPOSTE AD ISOLAMENTO

    In questo periodo i giovani costruiscono relazioni con l’altro sesso e con gli amici caratterizzato dall’accesso e dalla condivisione dei propri sentimenti e pensieri intimi.

  7. Stadio (età adulta media)

    GENERATIVITA’ OPPOSTA A STAGNAZIOE E AUTOASSORBIMENTO

    Per generatività si intende quell’interesse a guidare e fondare la generazione successiva. I prerequisiti per lo sviluppo in questo stadio sono: la fede nel futuro, il credere nella specie, l’abilità ad occuparsi degli altri.

    La mancanza di generatività crea stagnazione, autoassorbimento, noia e mancanza di crescita psicologica.

  8. Stadio (tarda età adulta)

    INTEGRITA’ DELL’IO OPPOSTA A DISPERAZIONE

    In questo stadio una persona deve vivere con ciò che ha costruito. L’integrità comporta l’accettazione dei limiti della vita, il senso di far parte di una storia più ampia e di possedere la saggezza dei tempi. L’antitesi dell’integrità è la disperazione, il rimpianto per ciò che si è fatto e non fatto nella vita, la paura di avvicinarsi alla morte, il disgusto di se stessi. La maturazione fisica stabilisce la tabella di marcia dello sviluppo che la cultura di appartenenza spinge, rallenta, nutre o distrugge.

Questo modello ci lascia ampi spazi di riflessione che possono aprirci a nuove e utili consapevolezze e come sosteneva Erikson, non è mai troppo tardi per risolvere qualsiasi crisi !!

Bibliografia

Erik H. Erikson, Joan M. Erikson “I cicli della vita. Continuità e mutamenti” Armando Editore, 2009

Fabio D. G. Fiorelli, L’identità tra individuo e società. Erik H. Erikson e gli studi sull’io, sé e identità, Armando, Roma, 2007

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Il film INSIDE OUT e la psicologia delle EMOZIONI.

INSIDE OUT e la Psicologia.
UTILE STIMOLO per meglio comprendere le EMOZIONI.

https://i0.wp.com/www.psicologo-taranto.com/wp-content/uploads/2015/10/insade-out-testata.jpg?resize=432%2C135INSIDE OUT. Un film di Pete Docter. Con Mindy Kaling, Bill Hader, Amy Poehler, Phyllis Smith, Lewis Black. Titolo originale Inside Out. Animazione, durata 94 min. – USA 2015. – Walt Disney Pixar uscita mercoledì 16 settembre 2015.

Il film INSIDE OUT e la psicologia delle EMOZIONI.

L’importanza delle emozioni è ormai assodata in psicologia. Lo sviluppo dell’intelligenza emotiva rappresenta per ognuno di noi la chiave per vivere al meglio la nostra vita in tutte le sue sfumature. Il nuovo film della Pixar/Disney “Inside Out” diretto da Pete Docter, regista noto per aver realizzato fra gli altri Toy Story e Monsters & Co.,seppur dai più non viene compreso in tutte le sue metafore, rappresenta un utile strumento per meglio interrogarsi sui meccanismi emotivi che ci guidano nella vita di tutti i giorni. Il film prende le basi e gioca con i veri costrutti teorici della psicologia delle emozioni.
Il regista Docter prima di scrivere il film Inside Out sembra aver incontrato Dacher Keltner, fondatore del Greater Good Science Center dell’Università di Berkeley, in California, centro di studio di psicologia, sociologia e neuroscienze, al fine di porgli domande sull’adolescenza e l’emotività. Successivamente sembra aver coinvolto come consulente Paul Ekman uno degli psicologi che ha molto approfondito gli studi sulle emozioni nel Ventesimo secolo (vedi i suoi studi antropologici sull’innatismo delle emozioni).

Ekman e successivamente Plutchick nel 1980 teorizzarono emozioni primarie come TRISTEZZA, GIOIA, PAURA, DISGUSTO\DISPREZZO, RABBIA, SORPRESA che miscelate tra loro danno vita ad emozioni secondarie  come amore, timore, apprensione, ecc. come rappresentato nel cono emotivo. Secondo Plutchik le relazioni fra emozioni si possono rappresentare con un modello strutturale tridimensionale a forma di cono, come si vede nella figura seguente:

A tal proposito è infatti interessante notare come questa tabella (qui sotto), diffusa dalla Disney/Pixar, sulle diadi emotive sia stata trasformata appositamente per i personaggi del film, partendo dalle teorie della psicologia moderna. Probabilmente è stata molto utile per la stesura delle parti in cui due emozioni interagiscono.

https://i2.wp.com/www.psicologo-taranto.com/wp-content/uploads/2015/10/emozioni-inside-out-diadi.jpg?resize=387%2C359

Qui di seguito invece una tabella delle diadi emotive diffusa in letteratura.

https://i1.wp.com/www.psicologo-taranto.com/wp-content/uploads/2011/06/diadi-emotive-zinzi-psicologo-palagiano-taranto.jpg?resize=378%2C252

 Nel film attraverso la protagonista Riley, viene offerta la possibilità di osservare dall’interno della mente il suo percorso di crescita e le sue emozioni. Trasportati nella mente di Riley, incontriamo le 5 emozioni fondamentali:

TRISTEZZA, GIOIA, PAURA, DISGUSTO\DISPREZZO, RABBIA,https://i2.wp.com/www.psicologo-taranto.com/wp-content/uploads/2015/10/inside-out-emozioni.jpg?resize=383%2C123
ad esse spesso in psicologia si aggiunge la SORPRESA come sesta emozione fondamentale, ma nel film non è presente.
Il periodo di vita maggiormente fotografato dal film è l’inizio dell’adolescenza. Riley ha 11 anni, fase in cui lei con il resto della famiglia sono costretti a cambiare casa, spostandosi dallo stato del Minnesota a San Francisco.
Il vissuto di perdita della piccola Riley causato dal trasferimento e il trambusto dell’adolescenza, lasciano recitare ai vari personaggi delle emozioni presenti nella sua mente, diverse dinamiche frutto del loro “incontro” che crea reazioni comportamentali differenti.
A mio parere, al di sotto delle spesso buffe scene del film recitate dalle varie emozioni, appare molto utile trarne rilevanti consapevolezze:
tutte le emozioni sono degne di attenzione e vanno esplorate; la tristezza ci ha insegnato come sia per noi utile ed importante in alcuni momenti essere tristi, al fine di assaporare meglio i significati delle cose e capire cosa vogliamo o non vogliamo fare, quindi che anche le emozioni sgradevoli sono utili…
L’emotività viene in questa pellicola rappresentata come la guida e supporto della ragione, la tristezza infatti è in grado di condizionare i nostri ricordi proprio come la felicità, la paura ci guida nel non farci troppo male, il disgusto e disprezzo ci condiziona nelle scelte, la rabbia ci da la carica e difende…
Consigliato, da vedere e rivedere, adulti e bambini!

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