Tag: Disturbo Narcisistico di Personalità

Bugie… un tentativo di manipolazione della realtà diffuso e distruttivo.

Mentire, in alcuni casi costituisce un processo naturale e con evidente valore di sopravvivenza ma per molti può essere un vizio, un comportamento disturbato e lesivo.
Sarà capitato a tutti di dire delle bugie, non a tutti è chiaro quanto questo comportamento, soprattutto se ripetuto, sia lesivo per sé stessi e ancor più grave per chi sta loro vicino in quanto manipolato ingiustamente.

Spesso i bugiardi, i menzogneri, i mitomani, coloro che vengono definiti come affetti da “pseudologia fantastica” o “sindrome di pinocchio” vivono in un mondo di fantasia e non hanno una adeguata consapevolezza del loro disagio; essi credono che sia giusto mentire al fine di proteggere il proprio ego o per guadagnare dei benefici. Spesso i bugiardi sostengono di non inventare ma di omettere, anche quando è palese il loro impegno per manipolare la realtà.

La bugia non è quasi mai fine a sé stessa, essa si configura come strategia per ottenere benefici rispetto alla “verità”. Tra l’altro i “mentitori professionisti” non hanno alcun pentimento, non hanno alcun rimorso ne senso di colpa, non sono nemmeno a disagio quando colti a mentire, non capiscono nemmeno la perdita di dignità e fiducia che si auto infliggono. Una volta che viene scoperto il loro castello di bugie molti bugiardi reagiscono mostrando aggressività e rabbia nei confronti di coloro che mettono in discussione quanto sostenuto, non perché scoperti ma perché non creduti; oppure si impegnano per credere e far credere di essere delle vittime e di avere delle giustificazioni.

Dire bugie è come una tossicodipendenza, il mentire senza considerare le conseguenze fa perdere dignità e autodistrugge rendendo sempre più difficile e dolorosa la consapevolezza della realtà. Mentire crea dipendenza dalla quale è difficile uscire. Il bugiardo si “lustra” di sé inventandosi come eroe o altrimenti come vittima di ciò che gli accade, riuscendo anche a sentire l’emozione, seppur incoerente con la realtà, come vera e reale. 

Ian Leslie in “bugiardi nati” (Bollati Boringhieri, 2016) sostiene che i bugiardi compulsivi, essendo socialmente insicuri, sviluppano dipendenza dalle assurdità che raccontano per auto-glorificarsi, non capendo che le loro bugie li danneggiano sempre più.

Il comportamento del bugiardo è caratterizzato da inosservanza e violazione dei diritti delle altre persone. La menzogna spesso è una vera e propria strategia per riuscire a raggiungere degli appagamenti impulsivi spesso “perversi” e che solitamente non rientrano nelle specifiche competenze del soggetto ma vengono “vampirizzati” da chi gli sta’ accanto (fama e attenzioni, doti artistiche e lavorative, sesso, droga, denaro ecc.). Questi gesti e situazioni vengono decorati dalla tanta fantasia come “nobili” pur essendo palesemente di poca importanza e significato; purtroppo sono solo la ricerca disperata di colmare un vuoto interiore da cui ne risulta tanto auto ed etero lesionismo.

Chi sta accanto a questi individui, naturalmente, riceve gravi danni sia a livello morale e a volte anche fisico: nonostante l’evidenza di tutti i comportamenti manipolatori e finti messi in atto, il bugiardo quando posto di fronte alla realtà “impazzisce” e lotta in modo anche molto aggressivo divenendo all’occorrenza anche vittima. Ci sono persone in grado di ideare e inscenare commedie tanto reali da riuscire a convincere il più attento osservatore, vedasi i tanti casi di cronaca in cui un coniuge viene additato ingiustamente dall’altro di pedofilia,violenza… perdendo anche i figli. Tanto più è profondo il disagio e tanto più il bugiardo crederà o meglio sarà costretto a credere alle sue bugie non mostrando alcun rimorso. Stare vicino ad un bugiardo è pericoloso in quanto un bugiardo “negativizza” tutto ciò che vive contagiando chi lo circonda e creando a cascata conseguenti emozioni e comportamenti negativi di risposta.

A causa delle continue e ripetute azioni contraddittorie e immaginarie, le emozioni negative divengono talmente intense da annebbiare il pensiero e il giudizio; queste persone possono arrivare a interpretare tutto attraverso una lente emozionale tale da distorcere la realtà in modo marcato e duraturo. Spesso il menzognero trasforma le storie che ha totalmente inventato in sue “reali esperienze”. Il cervello elabora le bugie come reali ricordi e se necessario, come già detto, il menzognero da carnefice si descrive come vittima: questa elaborazione difende il bugiardo dalla dolorosa presa di coscienza delle sue “cattiverie”. Solitamente il carnefice distrugge così tanto la vittima da farle perdere il controllo e da questo, il bugiardo, omettendo le cause che hanno portato alla perdita di controllo del partner abusato, si riesce a descrivere come vittima.

Ovviamente vivere con un bugiardo crea difficoltà all’interno di una relazione. I partner, i famigliari, gli amici, i colleghi, quando scoprono le bugie sono sbalorditi e confusi da tanta falsità, soprattutto non riescono a spiegarsene la motivazione. Inizialmente la vera vittima esposta alle bugie autoanalizzandosi crede di essere concausa di tali menzogne, ma poi con il ripetersi del copione manipolatorio prende consapevolezza e capisce che si tratta di un vero e proprio “stile di vita” del partner e spesso un vero e proprio disturbo.

Il menzognero cronico non essendo coerente con la realtà non ha alcuna “onestà emotiva”. I bugiardi sono in grado di provare emozioni intense in situazioni e relazioni che non hanno alcun valore e significato. Sono in grado di annebbiarsi le idee tanto da distorcere la realtà. In questo modo si inventano delle ragioni per le quali poi faranno del male e sporcheranno tutto ciò che ha realmente valore. In questo modo i bugiardi continuano a combattere contro chi amano difendendo ciò che li porterà a perseverare nella loro disperazione e vuoto.

Internet ed ancora di più i social sono un terreno molto fertile per dare la possibilità al mentitore di infittire la sua rete disfunzionale. Nel web si può descrivere come vuole, illudersi ed illudere, incastrarsi in nuovi mondi immaginari per trarne beneficio ed evitare di prendersi realmente cura di sé e quindi impegnarsi per risolvere le sue problematiche.

Mentire è una abitudine che come tanti disturbi probabilmente si sviluppa nell’infanzia e spesso viene appresa in famiglia dove i veri valori sono cosa futile. In un ambiente disfunzionale si apprende a mentire per imitazione di uno dei caregiver o addirittura come difesa da un ambiente non del tutto sano; molto spesso questa condotta se protratta e non consapevolizzata è sintomo di un disturbo più strutturato. Il bugiardo una volta scoperto, difende il suo mondo di bugie con tutte le forze e a qualunque costo, infatti questi individui sono in grado di adirarsi perché non creduti senza capire quanto questa richiesta sia paradossale.

Robert Langs, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico ed altri autori, hanno provato a categorizzare i bugiardi sulla base della motivazione a mentire o anche sulla base del grado di malignità, grado di patologia o esagerazione. Cyril Burt psicologo dello sviluppo e studioso di genetica, come riportato in “Child Psychology” da Ram Nath Sharma e Rachana Sharma (2006), propone la classificazione della menzogna in base al suo contesto e ne descrive alcune cause nei bambini:
Imitazione di uno dei famigliari già bugiardo, con assenza di disciplina e valori in famiglia, relazione tra genitore e figli disfunzionale caratterizzata da continue liti, umiliazione e mancanza di disciplina, a scuola spesso i più grandi fanno o subiscono i prepotenti senza alcun controllo da parte degli educatori.

Il DSM-5 Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali ancora non ha classificato tra i disturbi mentali il mentire in modo patologico, quindi è difficile parlare di una patologia specifica. Anton Delbrück nel 1891, fu tra i primi a trattare l’argomento “pseudologia fantastica” caratterizzata dal ricorso abituale alla bugia, individuandone alcuni tratti e commorbilità psicopatologiche.

Nonostante le tante definizioni, per la maggior parte di noi risulta difficile, oltre che non utile, delineare una reale differenza fra i vari “tipi di persona bugiarda”. Oltretutto chi vive a contatto con questo tipo di persone non ha interesse a categorizzarli; semplicemente vuole riuscire a vivere una vita più vera e pulita, evitando raggiri, vessazioni e umiliazioni.

Gli studi da fare per riuscire a capire il contorto mondo delle bugie sono ancora molti; la comunità scientifica è concorde nel distinguere tra: bugiardo patologico e bugiardo compulsivo.

Il Bugiardo Patologico è manipolatore, è in grado di mentire continuamente al fine unico di ottenere un tornaconto o dei benefici e non si cura in alcun modo delle conseguenze delle sue azioni, anzi, le confonderà tra altre bugie oppure darà la colpa ad atri. È in grado di guardare negli occhi il suo interlocutore e giurare sincerità e valori sani, pur spendo di mentire senza dignità. Questo disagio può creare gravi conseguenze a loro stessi e a chi sta loro vicino senza che loro provino alcun rimorso o senso di colpa e non si preoccupano di fare qualcosa per risolvere.

Il Bugiardo compulsivo,  dice la bugia principalmente per sé, per sentirsi più “adatto”, all’altezza, per mostrare una vita più affascinante, per “pulire” le cose sbagliate che fa… Mentire per il compulsivo è routine, è necessario, in quella rete fitta di bugie egli si incastra. Anche in questo caso probabilmente ci saranno gravi conseguenze sia per il regista delle bugie che per chi sta loro vicino. Il mentitore non prova alcun rimorso o senso di colpa e non fa niente per risolvere.

BUGIA E DISTURBI DI PERSONALITÀ’

La condotta del mentire e i motivi per i quali le persone mentono in modo patologico e compulsivo sono tanti e spesso collegati a disturbi di personalità:

Quando non si assiste ad un vero e proprio disturbo si possono evidenziare dei tratti distintivi di personalità quali:

  • Narcisismo
  • Egoismo
  • Personalità abusante
  • Comportamenti ossessivi, controllanti e compulsivi
  • Impulsività
  • Seduzione e disinibizione
  • Mancanza di empatia
  • Aggressività
  • Vittimismo
  • Comportamenti manipolativi
  • Comportamento asociale
  • Bassa autostima
  • Labilità emotiva
  • Rabbia
  • Impazienza
  • Pretesa, come se tutto sia dovuto
  • Stile passivo-aggressivo

I narcisisti sanno vendersi, sono affascinanti e sembrano virtuosi, ma nelle questioni di “cuore” e nelle relazioni strette esce la loro naturale tendenza a essere egoisti, infedeli, manipolatori e prepotenti. Nel narcisista, la bugia ha lo scopo di fare credere agli occhi di sé stessi e di chi li conosce una realtà̀ speciale, convincendo e convincendosi delle proprie fantasie; sono in grado arrivare a inventarsi di avere un lavoro prestigioso, degli amici fantastici o di essere corteggiati da persone superlative e utilizzano anche i social per mostrare questi “deliri”.

Le personalità borderline, è molto impulsiva si tuffa nelle situazioni senza alcuna valutazione della realtà, e senza considerarne le conseguenze, nulla ha il suo reale valore, anche le più ignobili situazioni vengono da loro stessi colorate di nobiltà; in tutto questo le menzogne sono necessarie come autodifesa, aiutano a non prendere consapevolezza delle continue e solite umilianti situazioni che essi stessi ricercano e creano a causa del loro vuoto interiore. Altra caratteristica del borderline è l’essere intollerante al rifiuto; motivo per il quale se mostrasse la sua vera impulsiva natura, e quindi la reale carenza di valori e rispetto per sé stesso e altri, molto probabilmente verrebbe rifiutato.

Consigli per il bugiardo:

  • Prendere consapevolezza dei propri limiti e se il mentire è un comportamento ormai strutturato e difficile da evitare rivolgersi ad un professionista Psicoterapeuta competente. Pericolo principale per lo psicoterapeuta se inesperto è quello di entrare in collusione con il mondo immaginario da voi costruito, egli deve pian piano riuscire a tenervi su un piano di realtà accettabile evitando il riscriversi del copione disfunzionale. Solitamente un professionista qualificato deve saper ascoltare sia le verità del bugiardo che di coloro che subiscono le menzogne e vessazioni e soprattutto sia lucido nel capire i “fatti veri”, aiutandosi anche con l’osservazione della storia del paziente e della ciclicità delle sue condotte.
  • Mentire è come una tossicodipendenza, un vizio autolesivo non facile da estirpare; se si vuole smettere, ci vorrà tempo, impegno e sforzo. Ricordarsi che risolvere e crescere non significa fare finta che le cose non siano successe ma prenderne consapevolezza e lavorare per recuperare il male creato a sé stessi e altri.
  • Mettere in discussione il proprio piano di realtà, partendo dal provare (ove vi sia ancora lucidità e le autodifese siano ancora basse) a rimettere in ordine e dare importanza alle cose vere e preziose della propria vita (affetti, familiari, interessi propri, “veri” amici…)
  • Tenere traccia e segnarsi su un diario i propri comportamenti disfunzionali (bugie, discontrollo degli impulsi, autoumiliazioni, tradimenti…), è un esercizio di autoconsapevolezza; torna utile per capire e non dimenticare la realtà al fine di non perseverare nella solita “fiction”. Il diario può anche essere molto utile se utilizzato come traccia mnesica in psicoterapia.

Consigli per la vittima del bugiardo:

  • Ricordare sempre che nel modo esistono davvero molte persone oneste e moralmente dignitose. Esiste l’amore sano e pulito che protegge e rispetta valorizzando le cose preziose.
  • Fate lo sforzo di guardarvi dal di fuori cercando di mettere il più possibile da parte l’amore che provate. Pensate al vostro ideale di amore ai vostri valori, chiedetevi se essi sono compatibili con tale mondo di fantasia e negatività? Chiedetevi quanto questa persona attraverso le sue bugie abbia manipolato i vostri ideali e sogni, questo è utile per prendere consapevolezza circa la pericolosità di una relazione di questo tipo.
  • Le forze mentali sono limitate, il bugiardo rende esausti psicologicamente facendovi perdere tempo ed energie in false argomentazioni e soliti giochi. Il partner “tossico” infatti risucchia le energie, proietta la sua negatività su di voi e vi lascia soli e senza risposte di fronte a tutta una serie di riflessioni. Spesso sarete voi stessi a scoprire la realtà e risolvere i loro problemi e le conseguenze delle loro azioni disfunzionali.
  • Il bugiardo riesce a manipolare le vostre idee ricordandovi quanto lui sia stato in passato vittima di qualcosa o qualcuno (famiglia, ex partner…) facendovi stare male e accusandovi di essere uguali a loro. Una volta deviato l’argomento sul loro problema, le vostre ragioni o i vostri problemi vengono annientati e non verrete ascoltati.
  • Spesso sono le vostre “ferite scoperte”, il vostro animo “buono” e da “crocerossina” ad esporvi al rischio di essere coinvolti dai mentitori seriali. È difficile staccarsi dai rapporti difficili, essi sono terreno fertile per i sensi di colpa (proiettati dal partner), la manipolazione, l’idealizzazione, la sovrastima idealizzata dell’altro. Tutto questo è condizionato dalla scarsa lucidità a causa dei raggiri e dell’esaurimento di energie psichiche spese per fronteggiare e aiutare il bugiardo.
  • Riflettere sulla carica sessuale e seduttiva della relazione. Nuovi spunti di riflessione ne potranno venire fuori visto che i menzogneri proprio per farsi accettare e credere sono “facili”, spesso seduttivi e disinibiti. Il partner problematico è in grado di sentire/simulare elevate emozioni tanto da attribuire significato a chiunque e qualsiasi cosa, abbandonandosi con grande naturalezza e seduzione.
  • Il bugiardo inocula la sua tossicità come un virus infettando e negativizzando tutto ciò che vi circonda oltre che voi stessi. Il bugiardo con la sua carica nociva può creare o slatentizzare e accentuare alcuni vostri comportamenti disfunzionali (dipendenze, insicurezze, aggressività, anedonia…).
  • Se colui che mente non vuole smettere e quindi evolversi, non c’è davvero nulla che tu possa fare se non allontanarlo per cautelarti. Il bugiardo spesso non cambia ma trova altri modi per mentire.
  • Il bugiardo se non segue una buona psicoterapia non può capire la gravità e le conseguenze delle sue azioni, continuerà a rimbalzare nel solito e ciclico gioco della finzione creando nuova negatività senza nemmeno occuparsi di risolverla anzi commiserandosi.
  • Avere sempre presente che il bugiardo non può promettere, è più forte di lui mentire; egli giura facendo promesse fissando anche negli occhi e dichiarando amore, ma purtroppo non ne capisce il valore e il significato.
  • Ricordare che ci si trova di fronte ad un grande manipolatore che sarà in grado di convincere dei suoi deliri anche terze persone mostrandosi spesso come vittima.
  • La vittima del partner nocivo, con il passare del tempo e l’accumulo della rabbia può incastrarsi in dinamiche disfunzionali che ormai anche lui innescherà. Tutto questo è molto collegato all’esagerato superamento dei confini dovuti “dall’indecenza” delle bugie del partner, tale sconfinamento data la sua carica di aggressività legittimizza anche il “partner vittima” al superamento dei confini (ricordare che quando si esagera non esistono giustificazioni).
  • Il bugiardo, pur di “pulirsi dalle macerie” delle sue azioni, tenderà a distrarre proiettando le sue malefatte su di voi o chi vi è caro. Spesso pur di difendersi dalla sua stessa natura che crea tanta negatività e rabbia, entra in competizione con il vostro mondo, insulterà i vostri famigliari, gli amici, vi accuserà di essere cattivi e bugiardi…. La finalità ultima è fare perdere le staffe, distraendo dai veri argomenti, in questo modo fa perdere il filo delle discussioni e custodisce al meglio la menzogna rendendo la vittima carnefice.
  • Accettate lo sconforto che state vivendo, non illudetevi di riprendervi velocemente, se state male è perché’ avete dei valori e non perché l’altro l’ha vinta anzi si sta autodistruggendo.
  • Non aspettatevi che l’altro vi “purifichi” da tutto il materiale psichico proiettato che avete accolto anche senza accorgervene, il mentitore è spesso passivo/aggressivo nei confronti di chi ormai lo ama e supporta.
  • Non bisogna accettare in alcun caso le bugie, è utile smascherarle chiedendo al bugiardo l’autoriconoscimento delle sue fantasie, questo è finalizzato ad offrire spunti di riflessione che se accolti dovrebbero portare a una psicoterapia che ne indaghi le cause e risolva la sintomatologia.
  • Se il bugiardo persevera nelle sue condotte distruttive prendere in considerazione la possibilità di allontanarlo dalla vostra vita. Questo è un atteggiamento di sano egoismo nei vostri confronti e comunque rimane un atto altruistico, aiuterete il partner tossico a non perseverare nel male che vi fa e magari avrà un suo spazio per accettare il suo problema capendo che rimarrà solo e che distrugge tutto. Di fatto essere mentiti porta all’annientamento mentale e quindi onde evitare di farsi fare male l’unica strategia è allontanarsi abbandonando e spezzando il circolo vizioso da crocerossina di chi non vuole aiuto.

Bibliografia, articoli, link

 

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AUTOSTIMA

AUTOSTIMA , una marcia in più !!!
9 CONSIGLI per migliorare la propria autostima e sentirsi a proprio agio.

Sentirsi inferiori agli altri è sintomo di bassa autostima. Essere brutti, essere bassi, essere grassi, essere condizionati dall’aspetto estetico di una parte del nostro corpo concentrandoci sui brutti e strani piedi, mento, collo, capelli ecc….  è invalidante e condiziona il nostro modo di vivere queste nostre “differenti” caratteristiche.
L’autostima si sviluppa nel corso della nostra vita grazie a una serie di vissuti avuti nei vari contesti di vita; Bracken ha sviluppato il Modello Multidimensionale dell’Autostima”:

“L’autostima si evolve in svariati contesti ambientali in cui i bambini e gli adolescenti si trovano ad agire più o meno attivamente: relazioni interpersonali, controllo sull’ambiente, emotività, successo scolastico, vita familiare, vissuto corporeo” (Bracken, 1992, p. 19).

“L’autostima si evolve in svariati contesti ambientali in cui i bambini e gli adolescenti si trovano ad agire più o meno attivamente: relazioni interpersonali, controllo sull’ambiente, emotività, successo scolastico, vita familiare, vissuto corporeo” (Bracken, 1992, p. 19)La bassa autostima induce al complesso d’inferiorità che è quella condizione psichica che non permette di accettarsi come si è, con le proprie particolarità e differenze. In quest’ottica tutti gli altri sono migliori e più capaci di raggiungere determinati obbiettivi, quindi ci si mette al secondo posto svalutandosi e premettendo agli altri di fare la stessa cosa.

La BASSA AUTOSTIMA induce diverse sintomatologie come:

  • Insoddisfazione cronica. Non si è mai in grado di attribuire a se stessi le proprie vittorie dando importanza maggiore alle sconfitte, impedendo di gioire ed essere appagati da quello che si fa.
  • Aggressività. . La frustrazione porta a prendersela anche con gli altri e a reagire in modo aggressivo tentando di mascherare l’insicurezza.
  • Competitività. Svalutandosi ci si mette nella condizione a volte anche inconscia e celata di voler dimostrare il contrario confrontando in continuazione se stessi con gli altri e cercando quindi di mostrarsi migliori di chiunque.
  • Dipendenza. Viste le difficoltà nel auto-gratificarsi si dipende spesso dagli atri cercando in loro il modo per trovare gratificazione, conferma, consenso.
  • Paura di rischiare. Si tende ad essere passivi con scarso spirito di iniziativa per paura di sbagliare o essere giudicati incompetenti.
  • Agitazione continua. Spesso come sfogo dell’insoddisfazione si cerca sempre di fare di più non fermandosi mai e quindi si è irrequieti e non ci si riesce a rilassare.
  • Solitudine. Non essendo soddisfatti nel rapporto con gli altri ci si sente soli e non si è mai contenti delle attenzioni ricevute dagli amici e famigliari.
  • Esagerazione, ansia. Spesso si esagera cercando ad esempio di essere perfetti, cosa assolutamente sbagliata oltre che impossibile in quanto la perfezione non esiste. Spesso accade che si fanno diverse ore di esercizio fisico cercando di rendere il proprio corpo perfetto.
  • Ostentazione. Può accadere che in pubblico si evidenziano delle proprie particolarità o status proprio come difesa e per compensare il personale vissuto di inferiorità.

La bassa autostima condiziona il pensiero. Gli insuccessi infatti vengono vissuti come gravi carenze personali, spesso infatti ci si illude di dover essere perfetti e visto che ci si concentra nei propri difetti non si riescono a vedere le proprie qualità e potenzialità. In questa ottica, gli insuccessi lavorativi vengono vissuti come carenza di competenze; ad esempio un relazione terminata viene vissuta come la prova dell’avere problemi, di essere bassi, di essere brutti, dell’avere un brutto carattere ecc..
Se non ci si apprezza da soli è ovvio che anche gli altri siano autorizzati a non farlo, è inoltre piuttosto difficile migliorare se non ci si vuole bene e non si accettano i propri difetti e limiti.  
Albert Einstein diceva “E’ da folli aspettarsi risultati diversi facendo le stesse cose e nello stesso modo!”

COSA FARE per migliorare la propria autostima e sentirsi a proprio agio?

La chiave per vivere bene con noi stessi ed in armonia con l’esterno è proprio quella capacità di conoscere ed accettare i propri limiti valorizzando i personali punti di forza.
E’ molto utile contestualizzare i propri difetti chiedendosi rispetto a chi e a cosa si è penalizzati? e soprattutto perché, a chi e cosa abbiamo da dimostrare?
Una persona con una sana autostima non ha alcuna necessità e bisogno di dimostrare continuamente quanto vale, in quanto conosce ed accetta i propri limiti, valorizza i propri punti di forza e non ha bisogno di approvazione e riconoscimento da parte degli altri. Quando si valorizzano i propri punti di forza infatti, si ottengono dei risultati eccellenti con quello che si ha superando i propri limiti.

9 CONSIGLI per MIGLIORARE L’AUTOSTIMA e sentirsi a proprio agio:

  1. Amarsi. Abbiamo tutti il dovere di volerci bene e riuscire a coccolarci da soli. E’ opportuno spendere del tempo a prenderci cura di noi, vestendo come ci piace, pettinandoci, profumandoci, andando dal dentista ecc.
  2. Accettarsi. Piacersi anche con difetti, aiuta ad essere liberi e spontanei in ogni situazione.
  3. Valorizzarsi. E’ molto utile ricordare le proprie qualità e i propri successi.
  4. Essere ottimisti. E’ utile guardare “il mezzo bicchiere pieno”, è utile focalizzarsi sul lato positivo delle situazioni.
  5. Essere Assertivi. Sviluppando l’abilità di affermare se stessi in modo costruttivo, essendo attivi, poco aggressivi e facendo scelte responsabili. Esprimendo quindi la capacità di autoaffermazione soggettiva autentica ed efficace.
  6. Vivere nel “qui ed ora”. E’ opportuno essere concentrati sul presente per godere delle piccole mete raggiute e fare in modo che gli insuccessi vengano vissuti nel momento in cui avvengono e non oltre. Il passato ci è utile come base di apprendimento al fine di non ripetere errori già commessi; il futuro invece ci è utile per avere una direzione, ambizione, scopo ecc.; il presente per costruire e godere dei successi che si ottengono.
  7. Dare importanza al linguaggio corporeoAssumere una mimica positiva, di apertura, sorriso, posizione eretta, aiuta a sentirci anche psicologicamente meglio e soprattutto a rimandare nell’altro una immagine buona di noi stessi quindi predisporlo a noi.
  8. Coltivare le Aree di Vita. Il Modello Multidimensionale dell’autostima (vedi figura sopra) evidenzia che essa è composta da vari contesti in cui viviamo pertanto essi vanno stimolati e coltivati al fine di essere vivi e attivi nella nostra vita. Quindi è molto utile:
    -mantenere buone relazioni famigliari, amicali, sociali; -coltivare i propri interessi impegnandosi nel lavoro, scuola, tempo libero;
    -dare importanza e valorizzare le proprie emozioni e vissuto corporeo;
    – imparare a gestire le varie realtà e contesti.

  9. Psicoterapia. Capita di non riuscire da soli a risolvere le proprie difficoltà è consigliabile in quei casi rivolgersi quanto prima possibile ad uno psicoterapeuta che attraverso un percorso di psicoterapia possa aiutare a correggere le insicurezze e le proprie distorsioni cognitive (errori di valutazione). Ci sono casi in cui la marcata bassa autostima può portare a veri e propri disturbi di personalità come: dipendenza affettiva, disturbo narcisistico di personalità (con autostima ipertrofica finalizzata a mascherare l’insicurezza), disturbi dell’alimentazione, disturbi dell’umore o disturbi d’ansia. La Psicoterapia ad approccio Umanistico Integrato essendo eclettica e centrata sulla persona risulta molto utile per risolvere tale difficoltà

BIBLIOGRAFIA

  • Bracken, B.A. (1992). MSCS-Multidimensional Self-Concept Scale. Austin (Texas): RP_ED. Trad. it. Testi di valutazione multidimensionale dell’autostima. Trento: Edizioni Erickson, 2003
  • Bandura, (2000). Il senso di autoefficacia, Trento, Casa editrice Centro Studi Erickson.
  • Branden (2004). I sei pilastri dell’autostima, Milano, Casa editrice Corbaccio
  • Giusti E.; Testi A. (2006) L’ autostima, 224 p., brossura, Sovera Edizioni (collana Psicoterapia e counseling)

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